Il cardinale Scola stanzia 1 milione di euro dell'8xmille per il Fondo Famiglia Lavoro

L'Arcivescovo di Milano ha messo all'asta i suoi presepi e altri oggetti preziosi per aiutare chi ha perso l'occupazione

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MILANO, giovedì, 29 novembre 2012 (ZENIT.org) - «Il Fondo Famiglia Lavoro è il segno della grande capacità dell’avvenimento cristiano di fare futuro. E’ anche un tentativo umile ma concerto di dare una risposta a ciò che sta sotto la crisi economica che è il travaglio dell’uomo nel nuovo millennio. Solo l’io in relazione ci poterà fuori dalla crisi. E questa iniziativa mettendo in relazione la famiglia e il lavoro, cioè due aspetti fondamentali della vita, è un primo passo. Un segno vivo per la Milano Nuova, per le terre lombarde e non solo».

Con queste parole l’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola ha lanciato la seconda fase del Fondo Famiglia Lavoro questa mattina davanti ai rappresentati autorevoli del panorama finanziario nazionale: Alessandro Profumo (presidente di Banca Monte dei Paschi di Siena), Enrico Cucchiani, (ceo di Intesa San Paolo), Victor Massiah (Ubi Banca), Luciano Camagni (condirettore generale del Credito Valtellinese), Paola Pessina (cda Fondazione Cariplo). Presenti  anche i volontari del Fondo Famiglia Lavoro, gli operatori e gli esponenti del Terzo Settore che sostengono l’iniziativa: Acli, Compagnia della Opere, Confcooperative, Movimento dei Focolari.

«Non riusciremo a dare risposta alla crisi economica fino a quando non riconosceremo che è in atto una mutazione della società e dell’uomo di fonte alla quale siamo come pugili suonati su un ring», ha aggiunto il Cardinale Scola nel suo intervento. La visione dominante riduce l’uomo al solo frutto del suo esperimento, mettendo in secondo piano dignità e diritti, ha spiegato il Cardinale. Invece «proprio l’esperienza della perdita del lavoro» dice che si può affrontare la crisi, «solo se l’io si concepisce in relazione con l’altro». In questo senso il Fondo Famiglia Lavoro coglie al cuore il problema.

Proprio sul grande lavoro di relazioni costruite per rilanciare la seconda fase del fondo si era soffermato prima dell’intervento del Cardinale, mons. Luca Bressan, vicario episcopale per la Carità, la Cultura, la Missione e l’Azione sociale: «Questa seconda fase non è solo una nuova edizione, ma uno sviluppo e potenziamento della precedente, resa possibile grazie alla fitta rete di rapporti tra impresa, credito bancario e società civile, avviata dal mio predecessore monsignor Luigi Testore».

Riqualificazione professionale, auto-imprenditorialità, capacità di fare impresa saranno le linee guida della seconda fase del Fondo Famiglia Lavoro. Un salto di qualità rispetto alla precedente iniziativa, perché ha l’ambizione di aiutare le famiglie non solo a fronteggiare la crisi, ma a trovare il mondo per uscirne, mettendole nelle condizioni di avere un reddito continuo.

Per questa ragione il Fondo Famiglia Lavoro, in questa seconda fase, si avvarrà anche della collaborazione di nuovi soggetti: Compagnia della Opere e Economia di Comunione - Movimento dei Focolari, Confcooperative e Acli, già coinvolta nella prima fase, ma ora con un ruolo più significativo.

«Fino ad oggi noi ci siamo concentrati sulle famiglie – ha spiegato il vicedirettore di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti – Ma ora bisogna affrontare più affondo l’altro grande tema: il lavoro. I nuovi soggetti portano la conoscenza del mondo dell’impresa che è il loro valore aggiunto. L’allargamento a questi soggetti e a tutti coloro che vorranno partecipare ci consentirà di dare risposte più efficaci in questo difficile momento».

Erano presenti a rappresentare i nuovi protagonisti della seconda fase del Fondo Famiglia Lavoro: Paolo Petracca (presidente di Acli Milano e Brianza), Guido Bardelli (presidente Compagnia delle Opere Milano), Alberto Cazzulani (presidente Confcooperative Milano), Andrea Penazzi (Economia di Comunione – Movimento dei Focolari). A rappresentare il mondo della formazione esponenti di Fondazione San Carlo, Enaip, Galdus, Fondazione Clerici, Irecoop-Confcooperative.

In tre anni (dal 23 gennaio 2009 al 31 dicembre 2011) il Fondo Famiglia Lavoro (FFL) ha aiutato circa 7 mila famiglie ad affrontare la crisi. Oggi, la sfida è più alta: occorre riattivare i percorsi che portano a riavere un posto di lavoro. Con la seconda fase del Fondo si aiuterà chi ha perso il lavoro a riqualificarsi, ad aprire una piccola attività imprenditoriale e a farla crescere.

Per finanziare questa seconda fase l’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola ha deciso di destinare alle iniziative del Fondo un milione di euro dell’8 xmille. Queste risorse si aggiungono ad un altro milione di euro, che è il risultato delle offerte dei tanti piccoli donatori che hanno continuato a contribuire nel corso del 2012 nonostante non fossero attive particolari iniziative di raccolta fondi. Questo dice della credibilità che il Fondo Famiglia Lavoro ha guadagnato tra la gente.

E’ necessario però che questa dotazione di base di complessivi 2 milioni di euro sia ulteriormente arricchita.  Per questa ragione è stata lanciata un nuova campagna di raccolta fondi che ha come slogan “Ripartire si può”. E per contribuire direttamente a questa campagna, il Cardinale Scola ha deciso di regalare al Fondo Famiglia Lavoro presepi e oggetti d’arte ricevuti in dono lungo il suo ministero episcopale, in particolare a Venezia. Un’idea regalo preziosa originale e dalla finalità benefica. A curare questa operazione (il cui ricavato sarà devoluto interamente al Fondo) sono i club Rotary della Brianza Nord coordinati da Angelo Novara.

E’ possibile consultare il catalogo dei presepi e degli oggetti d’arte del Cardinale Scola sul sito www.fondofamiglialavoro.it

Per acquistare un oggetto 338.1200880

Maggiori informazioni su www.fondofamiglialavoro.it