Il cardinale Tauran: "Educare i giovani cristiani e musulmani alla giustizia e alla pace"

Il messaggio del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso ai Musulmani per la fine del Ramadan

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CITTA' DEL VATICANO, venerdì, 3 agosto 2012 (ZENIT.org) -  In occasione della fine del Ramadan, il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso formula ai Musulmani un messaggio augurale dal tema: Educare i giovani cristiani e musulmani alla giustizia e alla pace.

Questo il testo del Messaggio, a firma del Presidente, Em.mo Card. Jean-Louis Tauran, e del Segretario del Pontificio Consiglio, l’Arcivescovo S.E. Mons. Pier Luigi Celata:

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Cari Amici musulmani,

1. La celebrazione di ‘Id al-Fitr,che conclude il mese del Ramadan, ci dà la gioia di presentarvi i cordiali auguri del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.
Ci rallegriamo con voi per questo tempo privilegiato che vi ha consentito, mediante il digiuno e altre pratiche di pietà, di approfondire l’obbedienza a Dio, un valore a noi altrettanto caro.
È per questo che, quest’anno, ci è parso opportuno incentrare la nostra comune riflessione sul tema dell’educazione dei giovani cristiani e musulmani alla giustizia e alla pace, che sono inseparabili dalla verità e dalla libertà.

2. Come sapete, se il compito dell’educazione è affidato alla società intera, esso è anzitutto, e in modo particolare, opera dei genitori e, con loro, delle famiglie, delle scuole e delle università, senza dimenticare i responsabili della vita religiosa, culturale, sociale, economica e del mondo della comunicazione.
Si tratta di un’impresa bella e insieme difficile: aiutare i fanciulli e i giovani a scoprire e sviluppare le risorse che il Creatore ha affidato loro e a stabilire relazioni umane responsabili. Riferendosi al compito degli educatori, Sua Santità il Papa Benedetto XVI ha affermato di recente: "Per questo sono più che mai necessari autentici testimoni, e non meri dispensatori di regole e di informazioni… Il testimone è colui che vive per primo il cammino che propone" ("Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace" 2012). Ricordiamo, inoltre, che i giovani sono anch’essi responsabili della propria educazione come della propria formazione alla giustizia e alla pace.

3. La giustizia è determinata innanzitutto dall’identità della persona umana, considerata nella sua integralità ; essa non può essere ridotta alla sua dimensione commutativa e distributiva. Non dimentichiamo che il bene comune non può essere ottenuto senza solidarietà e amore fraterno! Per i credenti, la giustizia autentica vissuta nell’amicizia con Dio approfondisce le relazioni con se stessi, con gli altri e con l’intera creazione. Inoltre, essi professano che la giustizia ha origine nel fatto che tutti gli uomini sono creati da Dio e sono chiamati a formare una sola ed unica famiglia. Una tale visione delle cose, nel pieno rispetto della ragione e aperta alla trascendenza, interpella pure tutti gli uomini e le donne di buona volontà, permettendo di coniugare armoniosamente diritti e doveri.

4. Nel mondo tormentato in cui viviamo, diventa sempre più urgente l’educazione dei giovani alla pace. Per impegnarvisi in modo adeguato, si deve comprendere la vera natura della pace che non si limita all’assenza della guerra, né all’equilibrio delle forze contrapposte, ma è insieme dono di Dio e opera umana, da costruire incessantemente. Essa è frutto della giustizia ed un effetto della carità. È importante che i credenti siano sempre attivi in seno alle comunità di cui sono membri: praticando la compassione, la solidarietà, la collaborazione e la fraternità, essi possono contribuire efficacemente a raccogliere le grandi sfide dell’ora presente: crescita armoniosa, sviluppo integrale, prevenzione e risoluzione dei conflitti, per citarne solo alcune.

5. Per concludere, desideriamo incoraggiare i giovani musulmani e cristiani che vorranno leggere questo messaggio, a coltivare sempre la verità e la libertà, per essere autentici araldi di giustizia e di pace e costruttori di una cultura rispettosa dei diritti e della dignità di ogni cittadino. Li invitiamo ad avere la pazienza e la tenacia necessarie per realizzare questi ideali, senza mai ricorrere a compromessi ambigui, scorciatoie ingannevoli o mezzi poco rispettosi della persona umana. Soltanto uomini e donne siceramente convinti di queste esigenze potranno costruire delle società in cui la giustizia e la pace diventeranno realtà.


Voglia Dio colmare di serenità e di speranza i cuori, le famiglie e le comunità di coloro che nutrono il desiderio di essere ‘strumenti di pace’!

Buona festa a tutti!