Il Compendio, proposta di un nuovo umanesimo che ha per base l’amore di Cristo

Intervento a Bologna del Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace

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BOLOGNA, martedì, 8 febbraio 2005 (ZENIT.org).- Il Compendio della dottrina sociale della Chiesa è “proposta di un nuovo umanesimo, che aiuta a vivere nel nostro tempo l’indicibile e insuperabile ricchezza dell’amore di Cristo”, ha detto il cardinale Renato Raffaele Martino il 5 febbraio scorso a Bologna.



“L’umanità non può vivere senza una prospettiva di futuro, senza una direttrice di marcia. C’è sempre bisogno di dare traduzione concreta essenza del cristianesimo in ogni contesto e periodo storico”, ha spiegato il Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace intervenendo alla Scuola di Formazione all’Impegno Sociale dell’Istituto “Veritatis Splendor”.

“Occorre un rinascimento per ogni epoca. Occorre che la ricchezza del Vangelo riviva e si espanda nell’ethos sociale e culturale dei popoli, per la speranza di ogni generazione, per alimentarne l’impegno di crescita nelle civiltà”, ha poi continuato il porporato.

In un contesto di globalizzazzione, che presenta opportunità sia di destrutturazione che unificazione della famiglia umana, e che appare nutrita da una cultura improntata allo scetticismo e all’immanentismo biologica e materialista, il porporato ha rilevato che: “Il Compendio tratteggia una prospettiva antropologico-culturale che non è individualistica e utilitarista ma, personalista, comunitaria e di comunione”.

Dopo aver precisato quanto la dottrina cristiana sia sollecita nell’investire sulla parte migliore della persona, riconoscendo che nell’uomo e nella donna sussistono bisogni che oltrepassano l’ordine dell’universo, Martino ha ribadito che “solo in compagnia di Dio i popoli della terra possono camminare sui sentieri della pace, usufruendo di un umanesimo nutrito alle sorgenti della santità”.

Secondo il porporato: “Per affrontare i drammi del mondo, la dottrina sociale della chiesa propone l’amore di Cristo, contemplativo ed attivo insieme, trasformatore ed innovatore, mediante l’azione per la giustizia”.

Si tratta in definitiva di “un umanesimo libero per se stesso e cosciente di sé, che conduce l’uomo al sacrificio e ad una grandezza veramente divina”.

Secondo il Presidente del Dicastero vaticano, la dottrina sociale propone di “elaborare una cultura sociale e politica comune, riscoprendo il gusto di una presenza unitaria e coerente, non in soggezione di fronte alla cultura di oggi”.

Il cardinal Martino si è poi rivolto ai laici: “Pur lasciando aperta la molteplicità di forme di presenza nella società, sarebbe un fatto positivo che i laici cattolici, soprattutto tramite le associazioni e i movimenti, individuassero anche dei progetti concreti e di ampio respiro, significativi per qualificare una presenza da progettare e compiere insieme”.

“La realizzazione di progetti concreti comuni faciliterebbe un impegno sociale e politico dei cattolici, non solo sul piano della fede e dei valori, ma anche nella cultura sociale e politica”, ha infine concluso.