Il compito dei laici cristiani di ordinare il mondo secondo Dio

Convegno a Roma dei responsabili delle aggregazioni laicali e di ispirazione cristiana. L'intervento del cardinale vicario Agostino Vallini

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 301 hits

“La Chiesa non sogna una cristianità post-secolare, non ha aspirazioni temporalistiche, vuole essere una comunità di uomini e donne fortificati dallo Spirito Santo e testimoni umili e coraggiosi del Vangelo, con la chiara consapevolezza che la testimonianza cristiana è prima di tutto l’esercizio di un cristianesimo vissuto con gioia, lievito e luce nella tormentata vicenda umana”. Questo, in sintesi, il cuore dell'intevento del cardinale vicario Agostino Vallini durante il convegno di oggi “La missione dei laici cristiani nella città”, presso la Pontificia Università Lateranense. rivolto ai responsabili delle associazioni, dei gruppi e dei movimenti ecclesiali e di ispirazione cristiana della diocesi.

Il porporato ha rivelato di aver meditato a lungo sulla presenza e l’incidenza apostolica della Chiesa e del laicato cattolico a Roma. Una presenza che ha definito “diffusa, attiva e generosa”, spiegando che sono almeno tre i motivi che lo hanno indotto a convocare i dirigenti delle aggregazioni laicali e di ispirazione cristiana. Il primo è stato quello di portare avanti la riflessione sulla responsabilità dei battezzati nell’annuncio di Gesù Cristo, Il secondo, la crisi morale, economica e sociale che sta generando gravi conseguenze su larghe fasce della popolazione Il terzo motivo, infine, l’invito della Conferenza Episcopale italiana a preparare il Convegno ecclesiale di Firenze del 2015 sul tema “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”.

Il Vicario del Papa per la Diocesi di Roma ha quindi sostenuto che “nel cammino postconciliare della Chiesa in Italia è necessario ripensare e rilanciare la presenza dei cristiani, per rispondere alla crisi antropologica in atto con una proposta di un nuovo umanesimo”.Come ha detto infatti papa Francesco ad Assisi, è compito dei cristiani “portare il Vangelo con la testimonianza della nostra vita che trasforma il mondo”.

“Dal giorno del battesimo noi siamo partecipi della risurrezione di Gesù", ha sottolineato Vallini, e “su questo fatto storico si fonda il nostro modo cristiano di concepire la vita e la visione della società”. Per il cardinale “non basta promuovere dell’uomo l’intelligenza e la volontà; è necessario sviluppare anche il suo profondo bisogno di amare e di essere amato”, perché la carità “è il dono più grande che Dio abbia dato agli uomini, è sua promessa e nostra speranza”.

Se la giustizia è la ‘misura minima della carità’ – ha proseguito – “la carità supera la giustizia e la completa nella logica del dono e del perdono. Ciò vale particolarmente verso le persone meno provvedute. Dio è colui che ha ascoltato il grido dei poveri”. Da qui, l’esigenza "di sviluppare un nuovo umanesimo che permetta all’uomo di ritrovare il cuore, per far evolvere anche i processi economici e sociali verso esiti pienamente umani”.

“In questa missione – ha ribadito il porporato - il compito dei laici cristiani è essenziale”, in quanto “essi sono la Chiesa che adempie il compito affidato loro dal Signore, quello cioè ordinare il mondo secondo Dio”. "La presenza attiva dei cristiani-cittadini - ha soggiunto - contribuisce a irrigare di humus umano, etico e spirituale, il tessuto culturale e sociale".

Il cardinale vicario ha poi richiamato la dottrina sul laicato generata dal Vaticano II, che, a suo parere, ha una valenza profetica. A cinquant’anni di distanza dagli insegnamenti dall'assise conciliare, secondo il Vicario di Roma è infatti “urgente rilanciare la responsabilità laicale per umanizzare la città e i suoi ambienti di vita”. Ed è anche "necessario svegliarci da un certo torpore e passare dalla diaspora della responsabilità alla presenza dialogica e attiva” ha detto.

In conclusione al suo intervento, il cardinale Vallini ha invitato i presenti a sentire “la fierezza di dirsi cristiani e di agire con coerenza non solo nelle realtà associative, ma nella complessità della società. Che siano testimoni e portatori di valori forti per contribuire ad umanizzare la città”.