Il Concilio Vaticano II e la dottrina mariologica

Il Presidente della Pontificia Accademia Mariana Internationalis promuove la strada tracciata dal Vaticano II verso nuovi orizzonti

| 749 hits

di Antonio Gaspari

ROMA, venerdì, 7 settembre 2012 (ZENIT.org).- Le persone qui riunite sono una “chiesa in cammino sulla via tracciata dal Concilio Vaticano II” e per “volgere decisamente lo sguardo verso il futuro, verso nuovi orizzonti”

Con queste parole Padre Vincenzo Battaglia ofm, presidente della Pontificia Accademia Mariana Internationalis (PAMI) ha aperto martedì pomeriggio 4 di settembre i lavori del XXIII Congresso Mariologico Internazionale.

Al congresso partecipano i maggiori esperti mariani del mondo, studiosi da ogni continente, Arcivescovi, Rettori e Abati di santuari tra i più frequentati, docenti di facoltà e Istituti di mariologia.

Il tema è di grande attualità “La mariologia a partire dal Concilio Vaticano II. Ricezione, bilancio e prospettive”. Ben 16 sono i gruppi di lavoro linguistici.

Il presidente del PAMI ha sottolineato che “La storia del Congressi  è connessa alla dottrina mariologica del Concilio Vaticano II, non solo per quanto riguarda la formulazione di alcuni elementi tematici. Ma anche per quanto riguarda la sua ricezione e il suo sviluppo nel periodo post conciliare”.

Padre Battaglia ha ricordato che “la storia dei nostri Congressi dura ormai da oltre un secolo. Il primo venne celebrato a Lione nel 1900”, generando un grande progresso degli studi mariologici.

Per questo motivo il Presidente del PAMI ha indicato tra le priorità culturalie e formative a cui bisogna rispondere, l’insegnamento “adeguato e completo della mariologia in ambito accademico, catechetico e pastorale”.

Sarà un servizio prezioso reso alla Chiesa – ha aggiunto - soprattutto in ordine alle urgenze emergenti della nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana. 

“Quale persona – ha concluso Padre Battaglia - potrebbe più di Maria essere per noi stella della speranza, lei che con il suo ‘sì’ aprì a Dio stesso la porta del nostro mondo, lei che diventò la vivente Arca dell’Alleanza in cui Dio si fece carne, divenne uno di noi e piantò la sua tenda in mezzo a noi”.