Il consacrato, “segno di contraddizione” nel mondo, afferma il Papa

In occasione dell’XI Giornata della Vita Consacrata

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CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 5 febbraio 2007 (ZENIT.org).- Ogni consacrato è un “segno di contraddizione” nel mondo, ha affermato Benedetto XVI venerdì incontrando i religiosi e le religiose presenti alla celebrazione eucaristica che ha avuto luogo nella Basilica vaticana in occasione della Festa della Presentazione del Signore, XI Giornata della Vita Consacrata.



Al termine della cerimonia, presieduta dal Cardinale Franc Rodé, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, il Santo Padre ha salutato i presenti ricordando che quanti appartengono a Congregazioni, Istituti, Società di vita apostolica e Nuove Forme di vita consacrata costituiscono “una componente particolarmente significativa del Corpo mistico di Cristo”.

“La vostra testimonianza evangelica, perché sia veramente efficace, deve scaturire da una risposta senza riserve all’iniziativa di Dio che vi ha consacrati a sé con uno speciale atto d’amore”, ha detto il Papa ai religiosi.

Nel mondo contemporaneo, ha osservato, “è diffuso, soprattutto tra i giovani, il bisogno di incontrare Dio”, e quanti vengono scelti da Lui per la vita consacrata “fanno proprio in modo definitivo questo anelito spirituale”.

“Scegliendo l’obbedienza, la povertà e la castità per il Regno dei cieli, mostrano che ogni attaccamento ed amore alle cose e alle persone è incapace di saziare definitivamente il cuore”.

La vita consacrata, ha proseguito, “costituisce una risposta a Dio totale e definitiva, incondizionata e appassionata”, e “quando si rinuncia a tutto per seguire Cristo, quando gli si dà ciò che si ha di più caro affrontando ogni sacrificio, allora, come è avvenuto per il divin Maestro, anche la persona consacrata che ne segue le orme diventa necessariamente ‘segno di contraddizione’”.

Ciò, ha constatato, avviene “perché il suo modo di pensare e di vivere è spesso in contrasto con la logica del mondo, come si presenta nei mezzi di comunicazione sociale, quasi sempre”.

Di fronte al “coraggio” di lasciarsi conquistare da Cristo senza riserve, molta gente “assetata di verità resta colpita ed è attratta da chi non esita a dare la vita, la propria vita, per ciò in cui crede”.

Il Papa ha quindi ricordato che “la vita consacrata è dono divino, e che è in primo luogo il Signore a condurla a buon fine secondo i suoi progetti”.

“Questa certezza che il Signore ci conduce a buon fine, nonostante le nostre debolezze”, “deve esservi di conforto, preservandovi dalla tentazione dello scoraggiamento dinanzi alle inevitabili difficoltà della vita e alle molteplici sfide dell’epoca moderna”, ha aggiunto.

La Santa Messa è stata preceduta dalla liturgia della luce: accensione, benedizione delle candele e processione.

La processione dei ceri, ha spiegato il Pontefice, “sta a indicare Cristo, vera luce del mondo, che risplende nella notte della storia e che illumina ogni cercatore di verità”.

“Ardete di questa fiamma e fatela risplendere con la vostra vita, perché dappertutto brilli un frammento del fulgore irradiato da Gesù, splendore di verità”, ha esortato.

“Dedicandovi esclusivamente a Lui, voi testimoniate il fascino della verità di Cristo e la gioia che scaturisce dall’amore per Lui – ha proseguito –. Nella contemplazione e nell’attività, nella solitudine e nella fraternità, nel servizio ai poveri e agli ultimi, nell'accompagnamento personale e nei moderni areopaghi, siate pronti a proclamare e testimoniare che Dio è Amore, che dolce è amarlo”.

“L’odierna ricorrenza è quanto mai opportuna per chiedere insieme al Signore il dono di una sempre più consistente ed incisiva presenza dei religiosi, delle religiose e delle persone consacrate nella Chiesa in cammino sulle strade del mondo”, ha concluso il Vescovo di Roma.

Tutto ciò che si riferisce agli istituti di vita consacrata (ordini e congregazione religiose, maschili e femminili, istituti secolari) e alle società di vita apostolica quanto a regime, disciplina, studi, beni, diritti e privilegi, rientra nelle sfere di competenza della Congregazione vaticana per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, fondata da Sisto V il 27 maggio 1586.

Questo Dicastero vaticano si occupa anche di ciò che concerne la vita eremitica, le vergini consacrate e le relative associazioni e le nuove forme di vita consacrata.