Il coraggio privato di Oriana Fallaci

Pubblicato "Oriana. Una donna", la prima biografia autorizzata della giornalista e scrittrice di Cristina De Stefano, edito da Rizzoli

Roma, (Zenit.org) Antonio D'Angiò | 498 hits

“Visto che non l’ho mai incontrata, l’ho cercata nella sua opera”. Con queste parole Cristina De Stefano (1), autrice della prima biografia autorizzata della giornalista e scrittrice Oriana Fallaci spiega ai lettori, nelle pagine conclusive del libro “Oriana. Una donna”, il percorso che ha seguito.

Infatti, molti dei capitoli hanno nel titolo i riferimenti alle opere della Fallaci, a riprova della impossibilità di scinderne la vita dalla narrazione (2). A distanza di qualche anno dalla morte di Oriana Fallaci, avvenuta all’età di 77 anni nella notte tra il 14 ed il 15 settembre del 2006 a Firenze (come da suo desiderio dopo un volo in aereo da New York di qualche giorno prima), e dalla mostra celebrativa dell’anno successivo a Milano e Roma intitolata “Oriana Fallaci - Intervista con la storia”, questo libro permette al pubblico di avere in un unico spazio fisico, ciò che può essere il filo conduttore della vita e delle opere della celebre giornalista e scrittrice (3).

Come affermava la Fallaci, uno dei motivi per i quali non avrebbe mai autorizzato una biografia “è che sono ossessionata dalla privacy”, ma Cristina De Stefano riesce a rendere in maniera estremamente delicata alcuni percorsi della vita privata della scrittrice: la cura dei genitori nei momenti finali della loro vita, i grandi amori di Oriana e infine la sua dimensione spirituale e cioè altre forme del suo universalmente riconosciuto coraggio come inviata nei luoghi di guerra e nelle interviste ai potenti della terra.   

Tosca ed Edoardo, amati genitori della scrittrice, saranno accuditi in maniera totale dalla Fallaci, la quale interromperà i suoi viaggi e sposterà la sua residenza (negli Stati Uniti) per poter stare loro vicino nella casa della campagna toscana quando la malattia li priva di forze. Una sorta di parziale ricompensa per i valori a lei trasmessi e di vicinanza ideale come contraltare alla lontananza fisica. Protesta con un collega che la intervista: "Non dirmi 'Oriana sei fantastica'. Faccio il mio lavoro, ed è mio dovere farlo bene. Dovremmo sempre fare le cose bene, ogni giorno. Mia madre è una cuoca meravigliosa ma il Time non fa la copertina su di lei perché ha preparato un ottimo arrosto".    

Alfredo, François, Alekos, Paolo sono stati invece i grandi amori della sua vita, amori che hanno incrociato il lavoro di giornalista e le passioni per la politica e l’avventura spaziale. Amori ai quali ha donato tutta se stessa rimanendone spesso sentimentalmente travolta, anche in questo caso come “altro” rispetto alla forza ed alla capacità di indicare la rotta come avveniva invece nel lavoro. E lo straordinario incipit di Un uomo con la descrizione del funerale di Alekos Panagulis: "Un ruggito di dolore e di rabbia si alzava sulla città, e rintronava incessante, ossessivo, spazzando qualsiasi altro suono, scandendo la grande menzogna. Zi, Zi, Zi! Vive, vive, vive".

Infine la sintonia intellettuale con Joseph Ratzinger e Rino Fisichella, lei definitasi atea cristiana, in particolare per la difesa delle basi della cultura europea, sfociata nell’udienza privata del 27 agosto 2005 tra Oriana Fallaci e Benedetto XVI (4) e poi con il lascito, dopo la morte, della sua biblioteca alla Pontificia Università Lateranense. Scrive in una lettera a un collega: "A parte il fatto che per intervistare un Ratzinger ci vogliono dieci lauree in filosofia e undici in teologia nonché ricerche lunghe e scrupolose, io ho sempre pensato a un egoistico tête à tête e basta. Per esprimergli la mia gratitudine e la mia simpatia. Per dirgli che mi fa sentire meno sola".   

Nelle pagine conclusive del libro, quelle dedicate alle innumerevoli fonti ed ai molti ringraziamenti, Cristina De Stefano lascia i lettori con un sogno per ricordare Oriana Fallaci, che va oltre l’intitolazione delle strade, le statue ed i riconoscimenti pubblici ed attiene a quel legame profondo con le radici della sua terra di Toscana.

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NOTE

1) Per informazioni sull’autrice è consultabile il sito www.cristinadestefano.com.

2) Tra le opere più importanti si ricordano “I sette peccati di Hollywood”, del 1958 suo primo libro, “Il sesso inutile” del 1961, “Penelope alla guerra” del 1962, “Se il sole muore” del 1965, “Niente e così sia” del 1969, “Intervista con la storia” del 1974, “Lettera a un bambino mai nato” del 1975, “Un uomo” del 1979, “Insciallah” del 1990, “La Rabbia e l’Orgoglio” del 2001 e “Un cappello pieno di ciliege” del 2008 pubblicato dopo la sua morte.

3) Può essere di aiuto anche il sito www.oriana-fallaci.com dove sono disponibili una serie di fotografie le quali, integrando quelle presenti nel libro, aiutano anche visivamente la lettura dell’opera.

4) Su ZENIT del 6 settembre 2005 è pubblicato l’articolo dal titolo “Monsignor Fisichella rivela i motivi dell’udienza di Benedetto XVI ad Oriana Fallaci”.