Il cordoglio del Papa per la morte di Umberto Agnelli

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CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 30 maggio 2004 (ZENIT.org).- In un telegramma inviato il 28 maggio al Cardinale Severino Poletto, arcivescovo di Torino, Giovanni Paolo II ha espresso il proprio cordoglio per la morte di Umberto Agnelli, Presidente della Fiat, deceduto a Torino nella notte tra il 27 ed il 28 maggio all’età di 69 anni.



“Il mastino dalla faccia d'angelo”, come lo chiamò il “Time”, guidava il gruppo Fiat da sedici mesi, da quando cioè era morto Giovanni suo fratello maggiore.

Nel telegramma il Pontefice ha fatto pervenire a tutti i suoi familiari “la sua spirituale partecipazione al dolore”, insieme alle sue “personali condoglianze”e l’assicurazione di un “orante ricordo”.

“Nel ricordare [il]generoso impegno umano e professionale [del] compianto defunto che molto si è prodigato per [il] rilancio industriale [dell’] azienda - si legge nel telegramma trasmesso dal Cardinale Angelo Sodano Segretario di Stato -[il] Santo Padre eleva fervide preghiere di suffragio per sua anima e invia confortatrice benedizione apostolica a quanti ne piangono [la] dolorosa dipartita”.

Nel 1997 Umberto Agnelli aveva perso il suo primogenito più caro, Giovanni Alberto. Della morte del figlio Umberto non aveva mai parlato pubblicamente, solo di recente sciogliendo il silenzio aveva rivelato al “Corriere della Sera”: “Per me è stato un figlio prima, un amico con cui avevo un dialogo stretto poi”.

“Il suo confessore mi ha raccontato che, due o tre mesi prima di morire gli disse ‘se non dovessi farcela, penserò che il Signore ha deciso così’. Cerco di adattarmi. La ferita però rimane”, ha continuato allo stesso quotidiano italiano.

Intervistato da “Avvenire” l’Arcivescovo di Torino ha commentato: “Credo che la città debba sentire una riconoscenza particolare per Umberto Agnelli, sia per quanto ha fatto lungo la sua vita come imprenditore, sia per le scelte compiute nell’ultimo periodo come presidente della Fiat”.

“Sul piano sociale credo sia doveroso rilanciare un messaggio di speranza e di fiducia: sono convinto che la famiglia Agnelli, insieme con i responsabili operativi del gruppo Fiat, sentirà la responsabilità di dare continuità al lavoro iniziato”, ha aggiunto.

Il Consiglio di Amministrazione della Fiat riunitosi a Torino sotto la presidenza del Consigliere anziano Angelo Benessia, dopo aver ricordato con profonda mestizia la figura di Umberto Agnelli ha proceduto al rinnovo delle cariche sociali, nominando Luca Cordero di Montezemolo presidente della Fiat e John Elkann, un giovane della dinastia Agnelli, vice presidente della Società.