Il Cristianesimo è chiamato a dare un apporto significativo alla società (Prima parte)

Intervista con Olimpia Tarzia, consigliere regionale del Lazio e Vice Presidente della V Commissione Cultura, diritto allo studio, istruzione, pari opportunità, politiche giovanili, spettacolo, sport, turismo

Roma, (Zenit.org) Federico Cenci | 378 hits

È iniziato nel febbraio scorso il suo secondo mandato come Consigliere regionale del Lazio, unica donna eletta nei partiti tradizionali alle ultime elezioni. Parliamo di Olimpia Tarzia, famosa per l’instancabile impegno politico profuso in difesa dei principi non negoziabili, che lei definisce «fondamento della democrazia e dello sviluppo economico e sociale del nostro Paese». ZENIT l’ha intervistata per approfondire il suo pensiero e conoscere la sua azione concreta in merito a questioni etiche, culturali ed anche di stretta attualità sociale. L’intervista si snoda attraverso più temi: dalla legge regionale per contrastare il gioco d’azzardo patologico alle parole di Papa Francesco; dal ruolo dei cattolici in politica ai processi di mutamento in corso nel centrodestra; dall’iniziativa “Uno di Noi” alla discarica nei pressi del Divino Amore. È proprio da qui, dalla discarica di Falcognana - mentre da parte del ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, non è ancora arrivata la firma sul decreto per l’autorizzazione - che facciamo partire la nostra conversazione.

Onorevole Tarzia, partiamo da un tema di strettissima attualità in Regione. Quali i motivi per cui Lei non condivide l’operazione Falcognana?

Olimpia Tarzia: Il Sindaco Marino ha dichiarato che a Roma, dove la differenziata è ancora sotto al 25%, produciamo un volume talmente alto che la discarica di Falcognana si riempirà nel giro di due anni; poi verrà ricoperta di terra e definitivamente chiusa. Come è stato denunciato da più parti, quindi, è evidente che ci troviamo di fronte alla mancanza di un vero progetto che non si esaurisca nel breve periodo. La critica più grande che va rivolta all’amministrazione di centrosinistra, però, è da rintracciarsi nella mancanza di chiarezza da parte del Sindaco Marino e del Presidente Zingaretti, rimasti in silenzio sulle conseguenze della chiusura di Malagrotta e protagonisti di una gestione a dir poco confusionaria della problematica. Ad esempio, non si può scegliere un sito senza prima sapere chi è il proprietario, senza affrontare concretamente il problema mobilità nella zona dell’Ardeatina e ignorando le parole del Commissario europeo all’ambiente, il quale ha chiarito di non aver ricevuto ad oggi alcuna richiesta di autorizzazione per l’ampliamento e la trasformazione del sito. Nel complesso a me sembra che l’operazione Falcognana sia stata gestita in malo modo fin dal principio. Alla luce anche delle numerose proteste degli abitanti dell’Ardeatina (il Santuario del Divino Amore ha organizzato una raccolta firme a riguardo), della mancata istituzione di un tavolo tecnico con il Consiglio delle autonomie locali, i cittadini, i professionisti ed esperti del settore e in assenza di un parere approfondito da parte del ministero della Salute, dell’Istituto superiore di sanità e del ministero dei Beni culturali e ambientali, credo che i tempi per una nuova discarica a Roma e più in generale per risolvere il problema rifiuti, siano ancora colpevolmente non maturi nonostante l’emergenza.  

Quali soluzioni propone per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti a Roma e nel Lazio?

Olimpia Tarzia: Il problema rifiuti è un tema che va affrontato con urgenza, ma anche con lungimiranza. L’Amministrazione, infatti, deve porsi l’obiettivo di favorire a tutti i livelli una società attenta a costruire e mantenere un ambiente materialmente e moralmente sano. Questo è un presupposto che sta alla base di quell’armonia individuale e sociale che si identifica col benessere psicofisico, la protezione sociale e ambientale. Il problema dunque sta a monte ed è di natura prevalentemente culturale. Credo che, solo partendo da una visione integrale dell’ambiente si possono definire efficacemente strumenti idonei di intervento nel lungo periodo, anche grazie all’innovazione tecnologica che ci offre la possibilità di riciclare, trasformare e riutilizzare i rifiuti, trasformandoli da problema ad autentica risorsa.

Lei è animatrice e sostenitrice di un soggetto politico cristiano. A quali impegni, oggi, ritiene siano chiamati i cristiani che svolgono attività politica?

Olimpia Tarzia: Ho fondato il Movimento PER – Politica Etica Responsabilità, perché sono convinta che è possibile ancora sperare in una politica espressione della più alta forma di carità, credere nella dimensione etica dell’azione politica e realizzare un progetto politico che guarda lontano, assumendosi la responsabilità della difesa dei principi non negoziabili, fondamento della democrazia e dello sviluppo economico e sociale del nostro Paese. I cattolici possono offrire un grande contributo alla stabilità del nostro Paese: il cristianesimo è chiamato oggi a dare un apporto significativo in riferimento anche all’organizzazione istituzionale, legislativa, economica della società. La strada che io intravedo per una effettiva presenza e partecipazione dei cattolici nella fase di ricostruzione della politica italiana, sta nel consolidare questa identità a tutti i livelli, in un’ottica di sano realismo cristiano.

Ha recentemente partecipato, in qualità di relatrice, alla manifestazione dei giovani di Fratelli d’Italia, Atreju. Durante quell’evento è stata lanciata la proposta di un nuovo contenitore politico di centrodestra. Quali condizioni dovranno realizzarsi a che il suo movimento politico vi aderisca?

Olimpia Tarzia: Di fronte all’inarrestabile crollo strutturale dei partiti, ai dilaganti fenomeni di corruzione e al persistente, quanto insopportabile, atteggiamento autoreferenziale di certa classe politica, occorre preoccuparsi della qualità dei contenuti che intendiamo mettere in campo per dimostrare che davvero si vuole cambiare pagina. Atreju è una manifestazione ben organizzata, nel corso della quale ho ascoltato proposte interessanti che strizzano l’occhio anche al mondo cattolico. La strada giusta è quella di partire dai contenuti e realizzare un percorso comune, visibile, a tutti i livelli: locale e nazionale. Solo evitando il compromesso al ribasso e senza prescindere da una proposta concreta, capace di difendere e promuovere i principi non negoziabili nell’ottica della centralità della persona, si può realizzare un modello sociale che risponda davvero alle esigenze dei cittadini.

(La seconda parte segue domani, venerdì 4 ottobre)