Il cristianesimo e il futuro dell'Europa (Parte II)

Intervista al Vicepresidente del Parlamento Europeo

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Di Antonio Gaspari



BRUXELLES, domenica, 27 gennaio 2008 (ZENIT.org).- Le dodici stelle sulla bandiera dell'Unione Europea provengono dal culto della Vergine Maria, afferma Mario Mauro, vicepresidente del Parlamento Europeo, nella seconda parte dell'intervista che ha concesso a ZENIT sul futuro dell'Europa e il ruolo del cristianesimo in questo processo. 

Mauro è docente in Storia delle Istituzioni europee e autore del volume "Il Dio dell'Europa" (Edizioni Ares, 2007, pp. 152, Euro 13).

La prima parte dell'intervista è stata pubblicata da ZENIT il 25 gennaio

Dopo la vittoria al referendum sulla legge 40 e il Family Day in Italia, sta avendo un certo successo la proposta di moratoria sull'aborto lanciata da "Il Foglio". Cosa ne pensa?

Mauro: Come a Londra, Madrid, Parigi, Strasburgo, anche a Roma gli Italiani sono scesi in piazza per riaffermare un'idea di vita e di famiglia "alternativa" ai modelli che la società e la politica stanno cercando di imporci. Un modello che pone al centro l'uomo e la sua ricerca della verità. . 

Che Paese sarà l'Italia fra trent'anni? E' una domanda che riguarda tutti, di destra di sinistra, cattolici e laici, come riguardano tutti l'evidente deteriorarsi della società italiana e la sua clamorosa debolezza nel formare le nuove generazioni.

Poiché se una società libera non riesce a formare nuovi individui in grado di gestire responsabilmente la libertà, il suo livello di autoritarismo sarà fatalmente destinato a crescere. 

Ho ricordato prima il recente discorso del Santo Padre che il 7 gennaio fa appello alla comunità internazionale affinché la moratoria approvata dall'ONU sulla pena di morte possa stimolare il dibattito pubblico sul carattere sacro della vita umana, e l'8 gennaio, Giuliano Ferrara, su "Il Foglio", raccoglie questa richiesta e lancia una proposta di moratoria sull'aborto che solleva subito un animato dibattito.

Il mio auspicio è che i Governi nazionali e gli organismi internazionali facciano chiarezza sull'uso ambiguo di termini come ‘salute riproduttiva', che nelle loro applicazioni tendono a rendere le pratiche abortive come un comportamento standard. Le istituzioni internazionali, come le Nazioni Unite e l'UE, non possono trasformarsi in una sorta di supermarket dei diritti; sono nate per favorire la pace e lo sviluppo, cioè per tutelare la vita umana e per garantire la legittimità di un diritto naturale, a cui tutta l'umanità faccia riferimento. 

Insieme a Elisa Chiappa lei ha scritto un libro per bambini, "Piccolo dizionario delle radici cristiane d'Europa" (edizioni Ares). Quali sono le storie, i personaggi e le immagini che lei userebbe per spiegare l'Europa cristiana ai bambini?

Mauro: Con questo libro Elisabetta ed io abbiamo cercato di raccontare ai più piccoli l'Unione Europea di oggi, l'Europa che è stata e che ha maturato attraverso i secoli una fisionomia precisa, l'Europa che sarà, per far loro capire il mondo e la civiltà in cui sono nati e in cui daranno da grandi il loro apporto. 

Abbiamo cercato di farlo attraverso un dizionario, parole scelte con cura e spiegate, oltre che da un breve testo, dalle bellissime immagini di Benedetto Chieffo. Per rendere ancora più semplice e interessante la conoscenza dell'Europa, al volume è allegato Eurovia, il magnifico gioco della Bandiera Europea che propone una gara avvincente e istruttiva attraverso tutti i Paesi dell'Unione.

Sono convinto che l'identità civile e nazionale dell'Europa si fondi sulle radici culturali e religiose di una tradizione bimillenaria di storia. Dobbiamo essere capaci oggi di dire ciò che siamo. In che cosa crediamo.

Per avere un'Europa migliore dobbiamo tornare a credere, lavorare, batterci per essa. L'Europa nasce cristiana, sotto la protezione di San Bendetto da Norcia, dei Santi Cirillo e Metodio, di Santa Caterina da Siena, di Santa Brigida, di Santa Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein; non possiamo lasciarla preda di mistificazioni e strumentalizzazioni. Basti un esempio. 

Il richiamo al Cristianesimo è presente proprio sul simbolo per eccellenza, sulla bandiera, perché quelle dodici stelle provengono dal culto della Vergine Maria e sono svincolate dal numero di Stati aderenti. Non tutti lo sanno perché la vera origine della bandiera a dodici stelle è stata oggetto di una colpevole dimenticanza all'interno delle istituzioni comunitarie.

Occorre insomma un passaggio ulteriore: c'è l'occasione per un'intera società di ritrovare se stessa e di ritrovare la propria identità, la propria faccia, ma anche il proprio scopo, la ragione per cui siamo quello che siamo. Abbiamo o non abbiamo il dovere di rispondere a questa sfida? La forma del dizionario ha il senso di chiarire e restituire il significato delle parole che definiscono l'Europa. Un primo passo verso la sfida cui siamo chiamati. 

Giovedì 10 gennaio Lei ha presieduto la sessione plenaria per la firma della Carta dei Musulmani europei tenendo il discorso introduttivo. Può dirci di che cosa si tratta? Quale significato assume tale documento nell'anno che l'UE dedica al dialogo interreligioso per il quale Lei ha la delega? Ha previsto altre occasioni di confronto e dibattito?

Mauro: Oltre 400 organizzazioni musulmane provenienti da 28 Paesi del continente, compresa la Turchia, hanno firmato la Carta dei Musulmani d'Europa, elaborata per iniziativa della Federazione delle organizzazioni islamiche in Europa. 

Nei 26 punti del documento si ricordano i diritti e le responsabilità dei musulmani, invitati da "un'integrazione positiva", si sancisce la parità tra uomo e donna e si rigetta il terrorismo fondamentalista.

La Carta costituisce un codice islamico di buona condotta, impegna la comunità musulmana europea a partecipare alla costruzione di un'Europa comune e di una società unita, a partecipare altresì allo sviluppo dell'armonia e del benessere nelle nostre società e a svolgere pienamente il ruolo di cittadini nel rispetto della giustizia, dell'uguaglianza di diritti e della differenza. Per la prima volta una Carta dà un codice di condotta ai musulmani d'Europa che non deve essere in contraddizione con le legislazioni europee. Si tratta di un'ottima spinta per rafforzare il dialogo interculturale ed interreligioso anche alla luce dell'insistenza sul dovere che ha il musulmano di rispettare il non musulmano. E' incoraggiante che nella Carta dei diritti una parte sia dedicata alla famiglia come condizione indispensabile per la felicità degli individui e per una società stabile, e che ci sia l'apertura ad una parità tra uomo e donna.