Il cristiano è gioioso, non è mai triste

Ad Aparecida Papa Francesco spiega che il cristiano non può essere pessimista perché ha Cristo nel cuore

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 537 hits

“Il cristiano è gioioso, non è mai triste”, anzi “non può essere pessimista!”. Lo ha detto papa Francesco nell’omelia svolta oggi al santuario di Aparecida.

Il Pontefice, di fronte a circa duecentomila pellegrini, di cui quindicimila nella basilica, ha detto che “Dio ci accompagna!”. “Gesù ci ha mostrato che il volto di Dio è quello di un Padre che ci ama” e Maria “sempre intercede per la vita dei suoi figli, per noi”, ha detto papa Francesco.

“Se siamo davvero innamorati di Cristo e sentiamo quanto ci ama, - ha aggiunto - il nostro cuore si ‘infiammerà’ di una gioia tale che contagerà quanti vivono vicini a noi”.

Il Papa ha ricordato quanto importante fu la V Conferenza Generale dell'Episcopato dell'America Latina e dei Caraibi, che si tenne proprio ad Aparecida.

La vita di tutti venne affidata a Maria ed il documento che venne approvato rappresenta in fondamento del programma di lavoro della Chiesa nei prossimi anni.

Guardando alla Giornata Mondiale della Gioventù “vengo a bussare alla porta della casa di Maria” ha precisato il santo padre per “trasmettere ai nostri giovani i valori che li rendano artefici di una Nazione e di un mondo più giusti, solidali e fraterni”.

A questo proposito papa Francesco ha richiamato a tre atteggiamenti: “mantenere la speranza, lasciarsi sorprendere da Dio, e vivere nella gioia”.

Facendo riferimento al passaggio del Vangelo in cui una donna – figura di Maria e della Chiesa – viene perseguitata da un Drago - il diavolo - che vuole divorarne il figlio, il Papa ha sottolineato che “Dio interviene e mette in salvo il bambino”, perché è certo che “Dio cammina accanto a voi, in nessun momento vi abbandona! Non perdiamo mai la speranza! Non spegniamola mai nel nostro cuore! Il "drago", il male, c’è nella nostra storia, ma non è lui il più forte. Il più forte è Dio, e Dio è la nostra speranza”.

Dopo aver ricordato che gli idoli conducono alla solitudine e al vuoto, il Papa ha invitato tutti a essere “luci di speranza”.

“I giovani – ha precisato - non hanno bisogno solo di cose” ma hanno bisogno soprattutto di “spiritualità, generosità, solidarietà, perseveranza, fraternità, gioia” valori che trovano la loro radice più profonda nella fede cristiana.

Il Papa ha quindi spiegato la pedagogia del Signore che “riserva sempre il meglio per noi” ma chiede che noi “ci lasciamo sorprendere dal suo amore, che accogliamo le sue sorprese”.

“Fidiamoci di Dio!” ha rilevato “Perché lontano da Lui il vino della gioia, il vino della speranza, si esaurisce. Se ci avviciniamo a Lui, se rimaniamo con Lui, ciò che sembra acqua fredda, ciò che è difficoltà, ciò che è peccato, si trasforma in vino nuovo di amicizia con Lui”.

Dopo aver citato Benedetto XVI il quale ha scritto che "Il discepolo è consapevole che senza Cristo non c'è luce, non c'è speranza, non c'è amore, non c'è futuro", Papa Francesco invitato i presenti a “bussare alla porta della casa di Maria” e fare come lei chiede. “Qualsiasi cosa Gesù vi dica, fatela”

“Noi ci impegniamo a fare quello che Gesù ci dirà! – ha concluso il Vescovo di Roma - E lo faremo con speranza, fiduciosi nelle sorprese di Dio e pieni di gioia. Così sia”.