Il cristiano: Un evento storico!

Ritornare a Lui è la sola strada che libera e salva il mondo

Roma, (Zenit.org) Egidio Chiarella | 503 hits

Papa Francesco a Rio De Janeiro ha squarciato con dolcezza e determinazione anche il velo di quei potenti che servendosi dell’economia globalizzata e del narcotraffico, tendono ad un guadagno senza confini, ma soprattutto rubano la speranza ai giovani. Più aumenta l’entusiasmo del pianeta intorno a questo Pontefice e più semplice e diretto diventa il suo messaggio, per un Chiesa viva e connessa ai problemi reali, fraternizzando con l’escluso e andando controcorrente per redimere il domani del mondo. Il cristiano, che vuole essere evento storico nel vivere oggi la Parola di Gesù, ha di riflesso la grossa responsabilità di essere testimone “operativo” della missione di questo Papa, mandato dallo Spirito Santo per scuotere l’umanità addormentata e in preda ad un individualismo, che supera ogni principio evangelico.

Noi siamo un popolo stanco. Lo siamo quando ci rassegniamo al relativismo che sovrasta la nostra società e ci facciamo prendere dagli affanni prodotti dalla parola degli uomini. Riusciamo, persino, in molte occasioni, a mettere lo scrigno del nostro futuro in mani vuote di fraternità, di amore per il prossimo, di cultura della pace, di sicura moralità, di visione soprannaturale della vita, capace di tutelare l’uomo e la sua fede nella verità della storia cristiana, senza tentare di affossarlo nel consueto falso sincretismo di stagione. Dalle parole di Papa Francesco, in più occasioni, ma soprattutto nel suo viaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù in Brasile, si evince, a mio parere, che la nostra fede è un evento storico, come evento storico sono la creazione, il peccato delle origini, la redenzione, la giustificazione, la salvezza. Evento storico è ogni Parola che il Signore rivolge all’uomo, perché chi riceve la Parola è uomo storico, che vive qui ed ora. È evento storico il dono della Parola perché essa crea una storia nuova, trasformandola e cambiandola dal suo interno. Ma non solo! Essa la eleva, la libera, le dona una dimensione di vera pace. La Parola produce sempre un frutto di perdizione o di salvezza.

Continuando sul significato universale di questa similitudine dirimente e verità assoluta,  evento storico è l’Incarnazione del Figlio dell’Altissimo, del Verbo che si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi. Così come evento storico è la sua passione, morte, gloriosa risurrezione e ascensione al Cielo. Evento storico è la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli riuniti in preghiera nel Cenacolo. Evento storico è la Chiesa mandata da Gesù nel mondo, per ricolmarlo di grazia e di verità. Evento storico è quindi anche la conversione di noi laici; l’abbandono del peccato e la vita nuova in Cristo Gesù. Evento storico è la differenza tra il santo e il non santo, tra il giusto che vive di fede e il non giusto che percorre le vie del male. Evento storico è la discesa della Parola di Dio su Giovanni il Battista. In Luca leggiamo tale riferimento temporale ben definito: “Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilene, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto”. In questo momento particolare della storia universale, il Signore suscita il suo profeta perché inizi a preparare la via al suo Messia. Essendo evento storico la discesa della Parola,  evento storico è quando la Parola da i suoi frutti; in questo caso il frutto è l’affluenza delle masse verso Giovanni e tutto il movimento di conversione e di ritorno a Dio di molti cuori.

Noi dobbiamo continuare la missione di Giovanni, dobbiamo trasformare la nostra debolezza cristiana in forza di Dio. Cristo ha bisogno della nostra testimonianza, della nostra presenza, della nostra volontà di portare la Parola con uno stile di vita, che ci faccia distinguere in mezzo agli altri. Noi tutti abbiamo conosciuto la verità! Quando si celebra, ad esempio, l’Eucarestia domenicale o addirittura feriale dovremmo risvegliare e rafforzare, dentro di noi, la forza dirompente del messaggio universale che ha cambiato il mondo. Un messaggio che non può essere scambiato con le comode teorie di una società che tutto giustifica; che tutto accetta; che tutto copre; che tutto assolve, attraverso un pietismo che avvilisce la profondità spirituale dell’essere umano. Intanto non ci guardiamo più tra di noi! Non piangiamo più per l’altro, dice a Lampedusa Papa Francesco! Si è perso il vero senso della comunità cristiana, tramandata dagli Atti degli apostoli. Nei grandi condomini delle città la gente non si conosce; così come si soffre in silenzio nelle periferie del mondo, al centro della missione del Papa nell’America del Sud. Si muore da soli.

La comunità ha perso la forza della propria solidarietà o di quella fraternità, che Benedetto XVI, indica come l’energia più potente che risiede nella struttura cosmica dell’uomo e con cui si può cambiare la storia. Evento storico, voluto dal Signore, è perciò Papa Francesco che dal Brasile ha formulato, a tutti i giovani del mondo, un augurio dirompente, salvifico, fuori dal controllo di quei poteri che annullano la bellezza del cuore delle nuove generazioni, consegnandole alla rassegnazione e alla dipendenza morale ed economica. Il Papa venuto da lontano vede in un orizzonte trascendente la reale condizione di soddisfare la sete di felicità che l’armonia del creato ha consegnato,  da sempre, ai cuori scalpitanti di ogni giovinezza. Osservo, infine, che teologicamente c’è una verità di cui dobbiamo tutti prendere visione: Il Signore ha messo la vita nelle mani gli uni degli altri. Anche i giovani hanno una responsabilità grande di fronte alla loro vita. Essi, perciò, sono chiamati a metterla nelle mani di Dio. Non c’è vera speranza, senza vera fede e senza vera carità! Spesso si vuole da Dio, ma non si dona a Dio e tutto rischia di cadere nel vuoto. Ritornare a Lui è la sola strada che libera e salva il mondo.

Chi volesse contattare l’autore può scrivere al seguente indirizzo email: egidio.chiarella@libero.itPer ulteriori informazioni: www.egidiochiarella.it