"Il Culto della Vergine deve essere inserito nella pastorale delle parrocchie"

Le considerazioni di monsignor Piero Marini, Presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici internazionali, sul 23° Congresso Mariologico Internazionale

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di Salvatore Cernuzio

ROMA, venerdì, 7 settembre 2012 (ZENIT.org) – Al termine della quarta giornata del Congresso Mariologico internazionale, ZENIT ha incontrato mons. Piero Marini, arcivescovo di Martirano, già maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI dal 1987 al 1º novembre 2007, attualmente Presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici internazionali.

Mons. Marini spiegandoci il suo punto di vista circa il bilancio e le prospettive della Mariologia, alla luce di quanto emerso dal Congresso, ha dichiarato: “Penso che sia una cosa molto importante aver organizzato un convegno sulla Mariologia nel post Concilio, perché essa ha avuto tante sfaccettature e sottolineature”.

Riguardo alla situazione presente e futura, secondo il presule, “ciò che più si rende necessario è inserire il Culto di Maria nella prassi pastorale delle nostre parrocchie, e cioè di rimarcare quello che il Concilio ha chiaramente detto della presenza di Maria nella Chiesa e farlo vivere ai nostri fedeli”.

“Quindi – ha proseguito - dalla teoria, ovvero questa teologia che si sviluppa e approfondisce, bisogna passare alla prassi concreta”.

Viene così chiamato in causa il lavoro “dei parroci, dei vescovi, delle Conferenze Episcopali”, ha ribadito mons. Marini, che devono impegnarsi “nel saper fornire degli orientamenti che mettano in pratica la Teologia ereditata dal Concilio che individua in Maria la nostra sorella, la nostra madre, la nostra compagna di viaggio”.