Il cuore cristiano reagisce davanti alle tribolazioni e alle ingiustizie

Questa mattina si è svolto presso la Pontificia Università della Santa Croce il convegno su "Il messaggio sociale di san Josemaría"

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ROMA, venerdì, 5 ottobre 2012 (ZENIT.org).- Si è svolto questa mattina presso la Pontificia Università della Santa Croce il convegno “Il messaggio sociale di san Josemaría Escrivá”, promosso da Harambee, iniziativa di solidarietà nata il 6 ottobre 2002, in occasione della Canonizzazione del fondatore dell’Opus Dei.

Mons. Javier Echevarría, Prelato dell’Opus Dei, è intervenuto ricordando i dieci anni dalla canonizzazione di san Josemaría “con un ringraziamento a Dio per questo pastore esemplare, che con la sua eroica corrispondenza ai doni spirituali e umani che aveva ricevuto, ha reso possibile, tra le altre cose, che migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo sentissero il desiderio di aiutare uomini e donne dei paesi economicamente più in difficoltà”. Il Prelato ha ricordato come il fondatore dell’Opus Dei predicava che “un uomo o una società che non reagiscano davanti alle tribolazioni e alle ingiustizie, e che non cerchino di alleviarle, non sono un uomo o una società all'altezza dell'amore del Cuore di Cristo”. Un uomo, per dirla nel nostro linguaggio, vale ciò che vale il suo cuore.

“La vocazione all’amore – ha continuato Echevarría, citando Benedetto XVI - è ciò che fa dell’uomo l’autentica immagine di Dio: egli diventa simile a Dio nella misura in cui diventa qualcuno che ama. La carità, il servizio, la donazione al prossimo” esprimono “la vocazione fondamentale e innata della persona”.

Il Prelato ha concluso il suo intervento con un pensiero all’Assemblea del Sinodo dei Vescovi sulla nuova evangelizzazione che inizia il 7 ottobre invitando a pregare ricorrendo a san Josemaría affinché “questa Assemblea ecclesiale serva a ricordare al mondo che la santità non si limita ad essere una meta per privilegiati, ma che – come ha confermato il Concilio Vaticano II – è un invito universale, accessibile ad ogni uomo e ad ogni donna di buona volontà”. Preghiamo il Signore – ha proseguito Mons. Echevarría – affinché il Sinodo, insieme all’ormai imminente Anno della Fede, contribuisca a “dilatare molti cuori che – con la grazia di Dio - siano motori per altre conversioni e per trasformazioni del contesto sociale, in armonia con la dignità umana e con quella gloria di Dio cui l’uomo è destinato, in Africa e in tutto il mondo”.

Il convegno si è aperto con un messaggio inviato ai partecipanti da Andrea Riccardi, Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione che ha ricordato: “Nell'età della globalizzazione, ogni destino è comune, e tutto spinge a un coinvolgimento più esplicito e convinto in un’azione internazionale che non sia solo aiuto e sostegno, bensì pure visione capace di unire popoli e culture, e di costruire la futura civiltà del vivere insieme". Riccardi ha fatto riferimento, in questo contesto, al contributo di san Josemaría “il cui sguardo abbracciava orizzonti più larghi e la cui opera è stata davvero un attirare tanti in una prospettiva cristiana”.  Il Ministro ha voluto poi ricordare i 20 anni dagli accordi di pace in Mozambico, accordi meditati dall’Italia e dalla Comunità di Sant’Egidio.

Nella prima parte del convegno sono intervenute diverse personalità africane tra le quali Mons. Fortunatus Nwachukwu, Capo del Protocollo della Segreteria di Stato. Si sono poi susseguite le testimonianze dei responsabili dei vari progetti in Sudan, Madascar, Benin, Nigeria e Camerun. Persone di diverse realtà della Chiesa e della società, unite dalla passione comune per l’Africa.

Nel pomeriggio sono intervenuti i responsabili di Harambee impegnati in Europa e America nella promozione e nella sensibilizzazione a favore dell’Africa. Hanno raccontato della generosità di tante persone nei paesi occidentali che rende possibile questo importante lavoro al servizio degli africani.

In occasione del decennale, Harambee ha deciso di assegnare il Premio per la Promozione e l’Uguaglianza della donna africana alla nigeriana Ezinne Ukagwu, che dal 2002 dirige il Centro per lo sviluppo rurale Iroto, nel quale si sono potute formare circa 50.000 donne, dalla sua creazione avvenuta nel 1985. La Ukagwu è stata anche promotrice di un centro medico, Abidagba Clinic che, attraverso i suoi corsi di igiene e nutrizione, ha portato a una riduzione del tasso di mortalità infantile della zona dal 60% al 25%.

Il Premio sarà consegnato il prossimo 18 ottobre 2012 dal Direttore d’orchestra Imma Shara in un evento nell’Auditorium Caixa Forum a Madrid.

* Per maggiori informazioni su Harambee:
www.harambee-africa.org;

comunicazione@harambee-africa.org