Il dialogo interreligioso è fondamentale per il mondo attuale, afferma il Papa

Ricevendo la “Fondazione per la Ricerca e il Dialogo Interreligioso e Interculturale”

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CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 1 febbraio 2007 (ZENIT.org).- Benedetto XVI è convinto che la ricerca e il dialogo interreligioso non siano un’opzione, ma una necessità fondamentale per il mondo attuale.



Lo ha constatato questo giovedì ricevendo in udienza i membri della “Fondazione per la Ricerca e il Dialogo Interreligioso e Interculturale” (“Foundation for Interreligious and Intercultural Research and Dialogue”), che ha tra i suoi membri fondatori il Cardinale Joseph Ratzinger.

All’incontro erano presenti i suoi promotori: il principe Hassan Bin Talal di Giordania, l’ex rabbino di Francia, René-Samuel Sirat, e il presidente della Fondazione, il metropolita Damaskinos di Andrinopolis, Vescovo ortodosso.

“Ripeto con insistenza”, ha detto il Papa in un incontro con i rappresentanti religiosi con cui ha collaborato in passato: “la ricerca e il dialogo interreligioso non sono un’opzione, ma una necessità fondamentale per il nostro tempo”.

La Fondazione, come ha ricordato il Vescovo di Roma, vuole cercare “il messaggio più essenziale e più autentico che possono rivolgere al mondo del XXI secolo le tre religioni monoteiste, vale a dire l’ebraismo, il cristianesimo e l’islam”.

Nell’udienza, il metropolita Damaskinos ha consegnato al Papa il primo successo di questa Fondazione: l’edizione congiunta, nella loro lingua originale e secondo l’ordine cronologico, dei tre libri sacri delle tre religioni monoteiste: la Torah, la Bibbia e il Corano.

“La rilettura e, per alcuni, la scoperta dei testi sacri per tante persone al mondo ci obbligano al rispetto reciproco, nel dialogo affidato”, ha spiegato il Santo Padre nel suo discorso pronunciato in francese.

“Gli uomini di oggi attendono da noi un messaggio di concordia e di serenità, e la manifestazione concreta della nostra volontà comune di aiutarli a realizzare la loro aspirazione legittima a vivere nella giustizia e nella pace”.

“Hanno il diritto di aspettarsi da noi un segno forte di una comprensione rinnovata e di una cooperazione rafforzata”, ha spiegato.

Il Papa ha invitato i membri della Fondazione, “alla luce delle nostre tradizioni religiose e delle nostre rispettive saggezze”, a “discernere i valori capaci di illuminare gli uomini e le donne di tutti i popoli della terra, indipendentemente dalla loro cultura e religione”.

“In questo modo, potremo progredire nel dialogo interreligioso e interculturale, un dialogo che oggi è più necessario che mai: un dialogo autentico, rispettoso delle differenze, coraggioso, paziente e perserverante, che trae forza dalla preghiera e che si alimenta della speranza che abita in tutti coloro che credono in Dio e che ripongono in lui la loro fiducia”, ha indicato.

“Tutte le nostre rispettive tradizioni religiose insistono sul carattere sacro della vita e sulla dignità della persona”, ha concluso nell’ambiente di cordialità che ha accompagnato l’incontro.

“Crediamo che Dio benedirà le nostre iniziative se contribuiscono al bene di tutti i suoi figli e se li aiutano a rispettarsi a vicenda, in una fraternità di dimensione mondiale”, ha concluso.