Il dialogo può far superare i problemi fra Cattolici e Ortodossi, assicura il Papa

Nel fare un bilancio della visita del Patriarca Ecumenico Bartolomeo I

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CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 4 luglio 2004 (ZENIT.org).- Giovanni Paolo II ha espresso questa domenica la sua convinzione sulla forza del dialogo “della verità” e “della carità”, come capacità di superare i problemi e le incomprensioni che oggi separano Cattolici e Ortodossi.



Queste le parole del Papa nel tirare le somme sulla visita a Roma del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, “primus inter pares” delle Chiese ortodosse, dal 28 giugno al 2 luglio, in occasione della celebrazione della Solennità dei Santi Pietro e Paolo, nel quarantesimo anniversario dello storico abbraccio che Papa Paolo VI e il Patriarca Ecumenico Atenágoras I si scambiarono a Gerusalemme.

“Abbiamo potuto affrontare alcuni problemi e malintesi sorti recentemente, offrendo un segno concreto di come i cristiani possano e debbano sempre collaborare, anche in presenza di divisioni e conflitti”, ha detto il Pontefice nell’introdurre la preghiera dell’Angelus.

“Questo è un modo eloquente di annunciare il Vangelo della pace in un mondo segnato purtroppo da squilibri e violenze”, ha affermato dal balcone del suo studio nel Palazzo Apostolico rivolgendosi ai pellegrini giunti questa domenica in piazza San Pietro.

”Riconoscendo i passi positivi sinora compiuti e senza dimenticare gli ostacoli che ancora sussistono, abbiamo riaffermato la volontà di proseguire ed anzi di intensificare il dialogo ecumenico, sia sul piano delle relazioni fraterne (‘dialogo della carità’) che su quello del confronto dottrinale (‘dialogo della verità’)”, ha quindi aggiunto.

Al termine della visita Giovanni Paolo II e Bartolomeo I hanno firmato una Dichiarazione comune che “conferma e rilancia l’impegno di cattolici ed ortodossi a servizio della grande causa della piena comunione dei cristiani”, secondo quanto affermato dal Vescovo di Roma quest’oggi.

In particolare, ha spiegato, la visita del Patriarca ortodosso è servita a ricordare che “cattolici e ortodossi sono chiamati a lavorare insieme per far sì che il Continente europeo non dimentichi le proprie radici cristiane”.

”Solo così – ha riconosciuto il Pontefice – l’Europa potrà svolgere appieno il suo ruolo nel dialogo tra le civiltà e nella promozione globale della giustizia, della solidarietà e della salvaguardia del creato”.

Il cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani ha spiegato che questa “è stata la visita più amichevole” delle tre compiute fino ad ora da Bartolomeo I a Roma, come lo stesso Patriarca ortodosso non ha tardato ad ammettere (ZENIT, Servizio Giornaliero, 2 giugno 2004).

Il porporato tedesco in una intervista concessa a “Radio Vaticana” ha dichiarato che questi incontri hanno “facilitato” il futuro del cammino ecumenico, ed ha apprezzato in particolare la determinazione con la quale il Pontefice, nell’omelia per la messa dei Santi Pietro e Paolo, ha affermato che esso è “irreversibile e che chi crede in Gesù Cristo deve essere impegnato anche nell’ecumenismo”.