Il fondatore di “Russia Cristiana”: “La speranza marxista è utopismo”

Padre Romano Scalfi commenta l'Enciclica “Spe salvi”

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ROMA, mercoledì, 5 dicembre 2007 (ZENIT.org).- In confronto a quella cristiana, “la speranza marxista è utopismo”, afferma padre Romano Scalfi, fondatore del Centro studi “Russia Cristiana”.

Commentando a ZENIT la nuova Enciclica di Benedetto XVI, dal titolo “Spe salvi”, il sacerdote ha sottolineato l'ampio spazio dedicato nel documento al marxismo e alla rivoluzione comunista, che – scrive il Papa – “si è verificata nel modo più radicale in Russia”.

Il Pontefice Benedetto XVI spiega che Marx “credeva che, una volta messa a posto l'economia, tutto sarebbe stato a posto”, dimenticando “che l'uomo rimane sempre uomo”.

“Ha dimenticato l'uomo e ha dimenticato la sua libertà. Ha dimenticato che la libertà rimane sempre libertà, anche per il male”, afferma il Pontefice.

“Il suo vero errore – sottolinea – è il materialismo: l'uomo, infatti, non è solo il prodotto di condizioni economiche e non è possibile risanarlo solamente dall'esterno creando condizioni economiche favorevoli”.

Padre Romano Scalfi, che anche durante il regime sovietico ha sempre cercato di far conoscere in Occidente la ricchezza della tradizione della Chiesa orientale, allora definita “Chiesa del silenzio”, ha affermato: “Nonostante qualcuno abbia visto delle analogie tra il messaggio marxista e quello cristiano, tra di loro non c’è alcun punto di contatto”.

“La speranza marxista è utopismo: intende escludere Dio, nell’illusione di creare la felicità con le proprie mani; quest’ideologia ha affascinato molti, ma in conclusione anziché portare l’uomo alla perfezione l’ha disumanizzato”, ha commentato.

“Le ideologie – ha proseguito padre Scalfi – avevano la pretesa di portare il Paradiso in terra, di costruire un luminoso futuro contro Dio. Oggi vediamo invece che si è realizzato il contrario di quanto promettevano”.

Anche per questo, ha aggiunto, “è importante parlare di speranza soprattutto in questo momento, in cui si osserva tanta disperazione soprattutto tra i giovani”.

Padre Romano Scalfi ha fondato “Russia Cristiana” nel 1957 allo scopo di far conoscere in Occidente la ricchezza della tradizione spirituale, culturale e liturgica dell’ortodossia russa, favorire il dialogo ecumenico sulla base del contatto vivo di esperienze e contribuire alla presenza cristiana in Russia.



Dopo il crollo del regime sovietico e la perestrojka, il sacerdote ha continuato a portare avanti questi obiettivi anche nell'attuale contesto sociale ed economico caratterizzato da insicurezza e da un clima spirituale dove sono ancora vive le conseguenze dell'ateismo militante e forti le suggestioni del consumismo.

Padre Scalfi ha poi sostenuto che la nuova Enciclica “riveste una particolare importanza, ora che sono cadute le ideologie”.

Il sacerdote ha quindi concluso affermando che “la tradizione orientale (quando è vissuta) ci aiuta a superare la tentazione dell’utopismo; diversamente dalla mentalità razionalista, la tradizione orientale non s’è mai affidata alla ragione da sola, ma sostiene che per conoscere occorra coinvolgere tutta la vita, essa parla infatti di conoscenza integrale”.