Il francescanesimo nel magistero di Benedetto XVI

Verrà presentato a Roma il volume “San Bonaventura. La teologia della storia”

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ROMA, martedì, 12 febbraio 2008 (ZENIT.org).- Verrà presentato il 26 febbraio presso la Pontificia Università “Antonianum” di Roma il libro di Joseph Ratzinger “San Bonaventura. La teologia della storia”.

“Il mio lavoro post dottorale fu incentrato su San Bonaventura, un teologo francescano del XIII secolo – ricordò il Cardinale Ratzinger nel discorso di presentazione alla Pontificia Accademia delle Scienze il 13 novembre 2000 –. Scopersi un aspetto della teologia di San Bonaventura a quanto ne so non basato sulla letteratura precedente: la sua relazione con una nuova idea di storia”.

Ratzinger compilò lo studio nel 1957 come tesi per l’abilitazione all’insegnamento.

L'atto accademico di presentazione, che inizierà alle 16.00, sarà presieduto dal Cardinale Cláudio Hummes, Prefetto della Congregazione per il Clero.

All'evento, moderato dalla professoressa Barbara Faes de Mottoni, del Centro Nazionale delle Ricerche, interverranno monsignor Angelo Amato, segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, il prof. Paolo Vian, della Biblioteca Apostolica Vaticana, e p. Johannes Baptist Freyer, Rettore della Pontificia Università Antonianum.

Padre Pietro Messa, Preside della Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani della Pontificia Università Antonianum, che ha collaborato alla pubblicazione del volume, ha spiegato a ZENIT che l’interesse attuale per questo studio dell’allora Cardinale Ratzinger deriva dal fatto che per comprendere il pensiero del Papa, “che caratterizza tanto il suo pontificato”, “non è possibile prescindere dalla sua formazione remota”.

Nel discorso alla Pontificia Accademia delle Scienze del 2000, il Cardinale Ratzinger ricordò che nel XII secolo Gioacchino da Fiore aveva inteso la storia “come progressione da un periodo del Padre (un tempo difficile per gli esseri umani sotto la legge), ad un secondo periodo della storia, quello del Figlio (con maggiore libertà, più franchezza, più fratellanza), ad un terzo periodo della storia, il periodo definitivo della storia, il tempo dello Spirito Santo”.

“Secondo Gioacchino – aggiungeva il Papa – questo doveva essere il tempo della riconciliazione universale, di riconciliazione tra l’Est e l’Ovest, tra cristiani ed ebrei, un tempo senza legge (in senso paolino), un tempo di vera fraternità nel mondo. L’interessante idea che scopersi fu che una corrente significativa di francescani era convinta che San Francesco di Assisi e l’Ordine francescano segnarono l’inizio di questo terzo periodo della storia, e fu loro ambizione l’attualizzarlo; Bonaventura mantenne un dialogo critico con tale corrente”.

Il lavoro di Ratzinger, ha sottolineato padre Messa, “è stato ripreso da numerosi studi inerenti la teologia di san Bonaventura, come indicano i riferimenti bibliografici posti al termine della presente pubblicazione e ciò certamente è indice della sua importanza negli studi bonaventuriani”.

“Grazie anche a questo testo – ha osservato – le ricerche hanno potuto avanzare e alcune conclusioni risultano sorpassate sia a motivo dell’avanzamento degli studi, ma anche perché attualmente possiamo beneficiare di molte più edizioni critiche rispetto a quelle usate da Ratzinger nel 1957”.

Quanto al ruolo dello studio in questione sulla formazione di Benedetto XVI, “molti sono gli elementi contenuti nel presente studio che possono essere riscontrati nel magistero del Pontefice”, come la centralità di Cristo sostenuta da San Bonaventura e pienamente presente nel magistero papale, come dimostra il libro “Gesù di Nazaret”.

Circa la possibilità che anche tramite San Bonaventura il francescanesimo ricopra un ruolo importante nella concezione e nell’esercizio del papato da parte di Benedetto XVI, padre Messa ha ricordato le parole del noto teologo domenicano Yves Congar.

“Proprio partendo da questo studio e dalla problematica del rapporto tra Chiesa locale e Chiesa universale, che tanta parte ha avuto nel dibattito ecclesiale post conciliare e di cui uno dei protagonisti è stato il Cardinale Joseph Ratzinger, scrisse Congar: 'Joseph Ratzinger, che ha fatto notare, giustamente crediamo, alcune differenze tra Bonaventura e Tommaso, dà molta importanza al ruolo che il papa occupa nella mistica bonaventuriana in ragione del fatto francescano'”.

Tenendo presenti queste parole, ha spiegato il Preside della Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani, “è più che legittima la domanda se e in quale modo tale aspetto francescano è caratterizzante nella sua concezione ed esercizio del papato”.

“Leggendo vari suoi scritti e discorsi l'ipotesi di una risposta affermativa si rafforza – ha osservato –; così non stupisce, anzi diventa pienamente comprensibile, che secondo Benedetto XVI per comprendere il ministero petrino bisogna ritornare a San Francesco”.

L'atto accademico di presentazione del libro si svolgerà presso la sede della Pontificia Università Antonianum, in Via Merulana 124, Roma – aula S. Antonio. Per informazioni: Tel. 06.70373528; Fax 06.70373400; www.antonianum.eu/medieval.htm, sssmf@antonianum.eu.