“Il futuro dell’umanità passa per la famiglia”, ricorda Benedetto XVI

Una delle preoccupazioni espresse ai nuovi ambasciatori presso la Santa Sede

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CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 17 giugno 2005 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha ricordato che “il futuro dell’umanità passa per la famiglia” esprimendo ad alcuni nuovi ambasciatori accreditati presso la Santa Sede una delle preoccupazioni da lui maggiormente esternate in questo inizio di pontificato.



“Distorsioni secolari del matrimonio non possono mai offuscare lo splendore di un patto che dura tutta la vita basato sulla donazione generosa e sull’amore incondizionato”, ha affermato questo giovedì ricevendo le Lettere Credenziali del nuovo ambasciatore della Nuova Zelanda presso la Santa Sede, Geoffrey Kenyon Ward.

Citando Giovanni Paolo II, il Vescovo di Roma ha aggiunto nel suo discorso pronunciato in inglese che “la corretta ragione afferma che ‘il futuro dell’umanità passa per la famiglia’, che offre alla società una base sicura per le sue aspirazioni”.

Ward, che è anche delegato della Nuova Zelanda a Madrid, ha riportato a ZENIT le sue impressioni sull’evento, descrivendolo come un’“occasione davvero privilegiata” accompagnata da una “cerimonia molto formale e suggestiva”.

L’ambasciatore ha espresso il suo particolare apprezzamento per il fatto che sua figlia lo abbia potuto accompagnare in questa occasione, cosa, come ci ha detto, molto rara nei circoli diplomatici.

Parlando del Santo Padre, Ward ha detto che si trova ad affrontare “una delle maggiori sfide alle quali molte delle società democratiche occidentali devono far fronte, rimanendo fedeli ai valori della famiglia e della moralità e allo stesso tempo, in quello che è un mondo più secolare, riconoscendo i cambiamenti della società e le posizioni individuali all’interno di essa”.

“Penso che ci sia bisogno di guardare al messaggio che Papa Benedetto XVI ha lanciato su come le società stiano lavorando insieme – la Chiesa e la società civile, e quanto sia importante per loro collaborare nella difesa della dignità e della libertà della gente e dei loro diritti”.

La famiglia è stata anche l’argomento del discorso in francese che il Pontefice ha rivolto al nuovo ambasciatore della Svizzera, Jean-François Kammer.

Il Papa ha affrontato il tema dei cambiamenti di costume che sta vivendo l’Occidente, che hanno portato a proporre nuove leggi in vari campi che interessano la trasmissione della vita, le malattie, il termine della vita umana, la famiglia e il rispetto del matrimonio.

“In tutte queste questioni, che si riferiscono ai valori fondamentali, la Chiesa cattolica si è espressa chiaramente attraverso la voce dei suoi pastori e continuerà a farlo, fintanto che sarà necessario, per ricordare senza sosta la grandezza inalienabile della dignità umana, che esige il rispetto dei diritti umani e in primo luogo del diritto alla vita”, ha affermato.

La Conferenza dei Vescovi Cattolici della Svizzera si è opposta al referendum celebrato nel Paese il 4 giugno, che ha approvato con il 58,03% dei suffragi un regime giuridico che offre alle coppie omosessuali alcuni dei diritti tipici del matrimonio, anche se non permette l’adozione di bambini.