Il giardino di Dio

Benedetto XVI e l'ecologia dell'uomo

Roma, (Zenit.org) John Flynn, L.C. | 482 hits

Papa Benedetto XVI era ben noto per il suo interesse per le questioni ecologiche e una nuova antologia di sue dichiarazioni su questo tema fornisce degli spunti interessanti.

The Garden of God: Toward a Human Ecology è stato recentemente pubblicato dall'editoria accademica dell'Università Cattolica d'America ed è una traduzione di un libro originariamente pubblicato in italiano nel 2012 (Per una ecologia dell'uomo è il titolo dell'edizione italiana).

Il libro, di circa 200 pagine, contiene una serie di testi dalle omelie, dalle lettere e dalle varie dichiarazioni di Benedetto XVI.

Il titolo del libro, alludendo all'ecologia dell'uomo, è un'ottima indicazione su come l'interesse dello Papa emerito non fosse basato solamente su un atteggiamento benintenzionato per la cura dell'ambiente: l'interesse di Benedetto XVI riguarda anche una considerazione teologica molto più profonda sulla creazione e sull'essere umano.

L'arcivescovo Jean-Louis Bruguès, ai tempi segretario della congregazione per l'educazione cattolica, e ora bibliotecario e archivista per il Vaticano, spiega nella sua introduzione che, seppur di ecologia avevano già scritto e parlato precedenti papi, Benedetto XVI lo ha reso un argomento molto più frequente nei suoi discorsi.

L'arcivescovo identifica cinque principi fondamentali che sono presenti in alcuni degli scritti di Benedetto XVI sull'ambiente:

- L'uomo viene prima di ogni cosa e delle buone decisioni ecologiche devono rispettare la dignità e i diritti dell'essere umano. Questo argomento si oppone a quello utilitaristico, per cui i fini giustificano i mezzi.

- L'ecologia è prima di tutto una questione etica e l'uomo non può essere dominato dalla tecnologia.

- L'ecologia non deve essere fondata su una relazione di potere o di dominazione, ma su una armoniosa relazione fra gli uomini e lo sviluppo. La natura è un dono del Creatore per cui bisogna avere cura e che bisogna coltivare. La natura è anche qualcosa che non è superiore rispetto all'umanità.

- La razza umana è una famiglia e le nostre relazioni dovrebbero essere formate dalla solidarietà. 

- Ci deve essere un cambiamento della mentalità per allontanarsi da un approccio puramente consumista.

I testi di Benedetto XVI coprono un vasto numero di questioni, ma un tema che viene menzionato spesso è che gli uomini non sono semplici creature materiali, ma creature aperte verso l'infinito e Dio. Questo lascia anche un segno nel mondo creato.

Nell'omelia di Pentecoste del 2006, Benedetto XVI spiega che "il mondo non esiste da solo; esso è portato all'esistenza dallo spirito creativo di Dio, dalla parola creativa di Dio".

All'uomo è stata donata la creazione, ha affermato Benedetto XVI in un suo discorso nel 2007, in modo da implementare il piano di Dio. Sarebbe un errore porre noi stessi al centro dell'universo in una ricerca egoistica del nostro benessere.

"Non è vero che un uso irresponsabile della creazione comincia precisamente quando Dio è emarginato o addirittura rinnegato?", ha domandato Benedetto XVI durante un discorso aperto al pubblico nel 2009.

Perdere di vista Dio, ha continuato lo scorso Papa, significa che la materia si riduce ad una egoistica possessione e che lo scopo della nostra esistenza si riduce ad uno sforzo per ottenere il maggior numero di beni.

Mantenere una consapevolezza sul ruolo di Dio, ed essere coscienti dei nostri doveri non solo per coloro vivi oggi, ma anche per le future generazioni, ci guiderà verso una gestione responsabile della creazione invece che ritenerci gli assoluti padroni di essa.

Nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 2010, Benedetto XVI ha ancora parlato dell'ambiente e ha ribadito un'altra volta che bisogna considerare la creazione come un dono di Dio per tutti.

Il Papa ha anche richiesto un "profondo rinnovamento culturale" al fine di identificare quei valori che possono aiutare a costruire un futuro migliore.

Sia in questo messaggio che in altre dichiarazioni sulle questioni ecologiche, Benedetto XVI ha esplicitamente collegato il rispetto per l'ambiente con il rispetto per l'inviolabilità della vita umana "in ogni stato e in ogni condizione". Benedetto XVI ha anche sottolineato l'importanza della famiglia quando impariamo ad amare il prossimo e a rispettare la natura.

Nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 2007, Benedetto XVI ha esaminato i legami fra i diversi aspetti dell'ecologia. C'è un’ecologia naturale, che significa rispetto per la natura, e anche un’ecologia dell'uomo, che porta ad un’ecologia sociale.

Benedetto XVI avverte che la noncuranza dell'ambiente è foriera di conseguenze negative per la coesistenza dell'uomo. Benedetto XVI ci ammonisce anche di evitare una visione riduttiva della natura umana.

"Possa la luce e la forza di Gesù aiutarci a rispettare l'ecologia dell'uomo, nella conoscenza che l'ecologia della natura ci beneficerà altrettanto, dato che il libro della natura è uno ed invisibile": con queste parole Benedetto XVI ha concluso il suo appello nel 2010 ai membri del Corpo Diplomatico. 

La scienza è un luogo di dialogo, ha commentato il Papa in un discorso successivo dello stesso anno, "un incontro fra l'uomo e la natura e, potenzialmente, anche fra l'uomo e il suo Creatore". La cura dell'ambiente, dunque, non va intesa solo come una serie di riparazioni tecniche, ma anche come un impegno basato sulla visione della specie umana e del Creatore.