Il giornalismo alla luce del dogma cattolico

"The good news is a beautiful news"

San Benedetto del Tronto, (Àncora Online) Nicola Rosetti | 307 hits

A partire dal primo agosto la nostra redazione va in ferie.

In questo mese aggiorneremo il sito solo una volta alla settimana durante ogni lunedì.

Prima però di congedarci dai nostri lettori per la pausa estiva, vorremmo condividere una riflessione sul giornalismo e sul modo di fare informazione.

Come tutti possiamo facilmente costatare, il mondo dell’informazione si regge sulle brutte notizie.

Basta accendere la tv all’ora dei pasti o sfogliare un quotidiano per rendersi conto che il 95% delle notizie sta lì a ricordarci che questa è proprio una valle di lacrime!

Se volessimo leggere questo modo di fare informazione alla luce della visione cristiana, potremmo dire che l’attività giornalistica si basa sul dogma del peccato originale: all’uomo, che a seguito di questo peccato è inclinato verso il male, interessano le notizie che meglio descrivono il mistero dell’iniquità.

Ecco allora che i giornalisti sguazzano nel raccontare delitti, scandali e ogni sorta di misfatto farcito di ogni particolare, meglio se truce o macabro.

Il giornalista sa quale notizia piace al lettore e, per vendere bene il suo prodotto, di tutto il reale preferisce raccontare il lato più oscuro. Guarda al tutto, ma in  maniera utilitaristica preferisce raccontare ciò che di peggiore c’è nel mondo!

Nella visione cristiana però, l’uomo non è abbandonato alle sue colpe e alle sue brutture né tantomeno compie solo cose malvagie.

Egli è oggetto da parte di Dio di un amore straordinario, tanto che il Padre ha mandato sulla terra suo Figlio che è morto e risorto. Accanto al dogma del peccato originale ci sono anche quelli dell’Incarnazione e della Morte e Resurrezione.

Con l’Incarnazione il divino ha abitato l’umano e lo ha elevato ad una maggiore dignità, mentre con la sua Morte e Resurrezione, Gesù ha alimentato nei credenti una speranza e li ha di fatto invitati a guardare con maggior fiducia la realtà.

Animati da questa fede, abbiamo cercato di dare voce alle tante cose buone che accadono e che spesso non trovano spazio nei media.

Abbiamo raccontato la fatica e la gioia di tanti lavoratori del nostro territorio, abbiamo descritto ciò che accade nelle nostre parrocchie, dando rilievo ai movimenti e alle associazioni.

Abbiamo parlato della bellezza che si manifesta attraverso l’arte.

Abbiamo cercato insomma di dare un tipo di informazione diversa,  sforzandoci di descrivere, come abbiamo detto più volte, la foresta che cresce, oltre all’albero che cade.

Abbiamo voluto  infrangere nel nostro piccolo il dogma del giornalismo contemporaneo basato sull’assioma “bad news is good news” (= una brutta notizia è una buona notizia) convinti invece che “the good news is a beautiful news” (= la buona notizia è un’ottima notizia!). Ci siamo persuasi che è meglio accendere un fiammifero, che lamentarsi dell’oscurità.

E su questo sentiero vorremmo continuare a camminare.

Quale altro sguardo dovremmo avere se crediamo che uno è risorto dai morti? Come potremmo avere un’altra visione, se crediamo nel Vangelo che vuol dire proprio “Buona Notizia”?

Un grazie di cuore a tutti i nostri lettori, a quanti in questi mesi ci hanno sostenuto e incoraggiato.

Un grazie particolare al nostro Vescovo Gervasio Gestori, a tutti i collaboratori e alla redazione di Zenit, con la quale abbiamo intrapreso un significativa collaborazione professionale e di amicizia fondata su una comune idea di bene.

In questo mese di agosto non ci fermeremo, anzi, continueremo a progettare per il nuovo anno pastorale, cercando di offrire un servizio sempre migliore e aggiornando anche la struttura del giornale.

Per suggerimenti scrivici una mail a: settimanaleancora@hotmail.it

Ti auguriamo una buona estate!

Per approfondimenti o informazioni: www.nicolarosetti.it

(Articolo tratto da Àncora Online, il settimanale della Diocesi di San Benedetto del Tronto)