Il grande contributo delle scuole cattoliche

I nuovi dati sugli istituti paritari, presentati in anteprima dal Messaggero di sant'Antonio

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PADOVA, venerdì, 14 settembre 2012 (ZENIT.org).- Sei miliardi di risparmio l’anno per le casse dello Stato; 9 mila istituti; 727 mila studenti. Il Messaggero di sant’Antonio presenta in anteprima nazionale i numeri delle scuole paritarie cattoliche, che verranno presentati a ottobre dal Centro studi per la scuola cattolica della Cei.

La scuola è ripartita portando con sé l’annoso dibattito tra scuola statale e scuole paritarie private, un patrimonio pubblico che conta 9 mila istituti e 727 mila studenti. Il Messaggero di sant’Antonio, numero di settembre, fa il punto della situazione offrendo una lettura approfondita sul ruolo della scuola paritaria nel sistema scolastico italiano. Lo fa con un ampio servizio realizzato dal giornalista Alberto Friso, intitolato Paritarie cattoliche, si riparte.

RIAPERTURA. «Per chi frequenta le 9 mila scuole paritarie cattoliche sparse per l’Italia – scrive il periodico diffuso in oltre 160 Paesi del mondo e con una diffusione di oltre 500 mila copie soltanto in Italia – poter entrare in classe a settembre significa anche tirare un bel sospiro di sollievo. Perché l’estate appena trascorsa, come purtroppo accade da alcuni anni, è stata una stagione di lotta e passione nella quale ha fatto capolino, per molti istituti, addirittura il rischio chiusura, a causa dei tagli del contributo statale. Nel settembre 2011, ben 605 scuole non hanno riaperto i battenti».

SONO PUBBLICHE. Il testo base cui riferirsi è la legge 62 del 2000, che all’articolo 1 dice: «Il sistema nazionale di istruzione (…) è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali». Quindi «scuola pubblica» è sia statale che paritaria. La contrapposizione tra «pubblica» e «private» non ha più motivo di essere o, meglio, è impropria nei termini.

I TAGLI. A partire dalla legge 62, lo Stato si è impegnato a sostenere le paritarie con uno stanziamento che si è sempre aggirato intorno ai 530 milioni di euro l’anno. Un finanziamento già di per sé sottostimato, ma comunque una risorsa. Nel 2009, tuttavia, questo sostegno è stato dimezzato. Ecco il perché del tira e molla delle ultime estati: da una parte l’eredità del taglio, dall’altra la battaglia delle paritarie – con i cattolici in testa – per ripristinare almeno la quota di sopravvivenza. «Che il contributo sia di sopravvivenza – osserva il Messaggero di sant’Antonio – è facilmente comprensibile: sono di media una cinquantina di euro al mese per studente, sul mercato privato non basterebbero nemmeno per due ore di ripetizioni». Ad oggi, il taglio permane, nonostante gli impegni presi a parole.

I CONTI. La spesa pubblica per ogni allievo della statale è di 6.635 euro; per un allievo  della paritaria, invece, l’erario eroga 661 euro (elaborazione Agesc). Il risparmio per lo Stato è di 5.974 euro a studente, ovvero, in totale, di 6 miliardi e 334 milioni l’anno.

I NUMERI. Le paritarie sono in tutto 13.500, di cui circa 9 mila cattoliche o di ispirazione cristiana, frequentate da 727 mila studenti. Spiccano per numero le scuole dell’infanzia, con 6.610 istituti e 443 mila allievi. Vale a dire che in Italia due bambini su cinque di 3-6 anni scelgono la scuola dell’infanzia cattolica (in alcune zone, come il Veneto, sono quasi due su tre). Molte meno sono le altre classi di scuole: le superiori sono 621 istituti, con 61 mila studenti; le primarie (elementari) sono 1.130, con 156 mila bambini. Le secondarie di I grado (medie), infine, sono 3.178, con 67 mila alunni. I dati anticipano l'uscita del rapporto La scuola cattolica in cifre. Anno scolastico 2011-’12, in uscita in ottobre per l’editrice La Scuola, a cura del Centro studi per la scuola cattolica della Cei.

GLI INTERVENTI. Nell’articolo intervengono Sergio Cicatelli, direttore del Centro studi per la scuola cattolica della Cei; Francesco Macrì, presidente Fidae (Federazione degli istituti di attività educative); Roberto Gontero, presidente Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche); Ugo Lessio, presidente Fism Veneto (Federazione italiana scuole materne); Isa Navoni, preside dei licei classico, linguistico e scientifico dell'all’istituto paritario Madonna della Neve di Adro (BS).