Il Libro di Godman sul Vaticano e Hitler è “esagerato e pretestuoso”, dice Padre Gumpel

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ROMA, 9 marzo 2004 (ZENIT.org).- Il 20 febbraio il neozelandese Peter Godman, docente di Medioevo latino e Rinascimento presso l’università di Tubinga, ha presentato a Berlino il libro “Der Vatikan und Hitler - Die geheimen Archive” ( “Il Vaticano e Hitler - gli archivi segreti”).



Si tratta di un volume molto critico nei confronti dei pontefici Pio XI e Pio XII, soprattutto in merito a quello a giudizio di Godman la Santa Sede avrebbe dovuto fare contro il nazismo e in difesa degli ebrei.

Zenit ha chiesto al Padre gesuita Peter Gumpel, relatore per la causa di beatificazione di Pio XII e uno dei massimi esperti per la storia dei rapporti tra chiesa e nazismo, di poter commentare il libro di Godman che egli ha appena letto:

“Il titolo è pretestuoso ed esagerato rispetto al lavoro svolto ed ai documenti citati - ha affermato Gumpel - Godman ha lavorato solo su pochi documenti relativi al pontificato di Pio XI, come fa a presentare uno studio sui rapporti tra il Vaticano e Hitler?”

La tesi centrale del libro di Godman si basa sul fatto che la Santa Sede abbia fatto poco contro il nazismo perché il Sant’Uffizio e la Segreteria di Stato avevano linee divergenti e non avevano contatti tra di loro?

Padre Gumpel: Per chi conosce come funziona il governo della Santa Sede è evidente che questa è una tesi assurda. E’ evidente che Godman non ha nessuna idea di come si lavora in Santa Sede. Come avrebbe fatto il Sant’uffizio a esprimere pareri su una questione così delicata come quella dei rapporti con il regime nazista senza essersi prima consultata con la Segreteria di Stato?

Godman, poi, forse non sa che in quegli anni il Papa ricopriva pure la carica di Prefetto del Sant’Uffizio. Sia Pio XI che Pio XII erano prefetti ex officio del Sant’Uffizio.


Quali erano le discussioni interne alla Santa Sede su come contrastare il Nazismo?

Padre Gumpel: In un primo momento il Pontefice Pio XI si disse favorevole ad una serie di proposizioni da pubblicare contro il Nazismo. In particolare si voleva condannare: il totalitarismo, l’idolatria del Reich, le teorie della razza e del sangue e non solo, anche le politiche contrarie alla vita dei più deboli.

Vari schemi e progetti di tali condanne vennero preparate dal Sant’Uffizio. Ad un certo momento l’intero progetto venne accantonato perché Pio XI e il Segretario di Stato Eugenio Pacelli si misero a preparare l’Enciclica Mit brennender Sorge.

Pio XI e Pacelli consideravano le proposizioni poco efficaci, per questo decisero che era meglio un’ enciclica. Godman deplora il fatto che le sentenze del Sant’Uffizio non vennero pubblicate.

Anche in questo caso Godman mostra di non conoscere come funziona la Santa Sede spiega padre Gumpel.
Godman crede che una serie di proposizioni del Sant’Uffizio siano più importanti di un’ Enciclica. Ma c’è un altro aspetto che mostra come Godman non conosce bene neanche la storia di quegli anni.

La pubblicazione della Mit Brennender Sorge fu tenuta nascosta per ragioni di sicurezza. I nazisti scoprirono la cosa solo la sera del sabato del 20 marzo 1937, poco prima che venisse letta e distribuita nelle chiese.

A informare i nazisti fu un impiegato di una tipografia che stava stampando le copie dell'enciclica. La domenica della passione di Cristo del 21 marzo 1937 la Mit Brennender Sorge venne letta e distribuita in tutte le chiese durante tutte le messe.

Per un momento i nazisti pensarono di intervenire in tutte le chiese, ma si sarebbe rischiata la guerra civile. Il regime di Hitler venne preso totalmente di sorpresa.

L’intellettuale francese Robert D’Harcourt, che si trovava in quel tempo in Germania, ha scritto sulla rivista “Etudes” “Revue Catholique d’Interet General” del 5 maggio 1937, che la pubblicazione della Mit Brennender Sorge fu eclatante come una bomba.

L’organizzazione cattolica non aveva commesso nessun errore, precisa, come un orologio era riuscita ad aggirare il controllo della Gestapo, ed era arrivata nelle chiese.

In quest’occasione la comunità dei cattolici mostrò anche una notevole solidità morale. La gente era contenta e Hitler infuriato. Fece confiscare le tipografie che avevano stampato l’enciclica e arrestare i responsabili.

Fu molto difficile far arrivare alla popolazione l’enciclica, come può Godman pensare che sarebbe stato possibile inviare tante singole proposizioni del Sant’Uffizio?


L’autore neozelandese sostiene che Pio XI e Pio XII ebbero un atteggiamento opportunista.

Padre Gumpel: La Santa Sede ha sempre agito responsabilmente, considerando tutte le possibilità. In ogni azione veniva considerata la preoccupazione pastorale per le sorti della comunità cattolica, delle altre comunità e della popolazione.

Godman sottovaluta enormemente la persecuzione nazista contro i cattolici. Sacerdoti arrestati, chiese distrutte, scuole chiuse, dirigenti cattolici presi e inviati nei lager.

Tra il 1933 ed il 1937, in 36 mesi la Santa Sede inviò più di 50 proteste formali scritte al regime nazista imputando come ragioni la violazione del Concordato. Il Governo di Hitler non rispose mai.

A Roma le proteste vennero raccolte in tre libri bianchi che poi furono spediti in valigia diplomatica a tutti i vescovi tedeschi, per far sapere loro quanto la Santa Sede si stesse adoperando in difesa dei propri fedeli.

Tutte le proteste della Santa Sede sono state raccolte in un volume pubblicato in Germania nel 1965 dal titolo "Der Notenwechsel Zwischen Dem Heiligen Stuhl Und Der Deutschen Reichsregierung- I. Von der Ratifizierung des Reichskonkordats bis zur Enzyklika ‘Mit brennender Sorge’". Bearbeitet von Dieter Albrecht. VKZ A 1, Mainz, 1965 (“Lo scambio di note fra la Santa Sede e il Governo della Repubblica Federale – I. Dalla Ratifica del concordato federale all’Enciclica, ‘Mit Brennender Sorge’”).

Di questo aspetto si parla poco, ma è estremamente rilevante. Sarà anche per questo che il quotidiano tedesco “Die Welt” nella recensione del libro di Godman ha parlato di lavoro scadente, e lo ha accusato di essere stato negligente.