Il Lussemburgo legalizza l'eutanasia con l'opposizione del Granduca

Il Parlamento ha ridotto il potere del Capo di Stato

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LUSSEMBURGO, venerdì, 20 marzo 2009 (ZENIT.org).- Il Lussemburgo ha ufficializzato questo martedì la legalizzazione dell'eutanasia, dopo una lunga battaglia legale che ha comportato per il Granduca Henri, monarca di questo piccolo Stato europeo, una riduzione dei suoi poteri perché si è rifiutato di firmarla.

Il Lussemburgo è diventato così il terzo Stato europeo a depenalizzare il suicidio assistito, dopo l'Olanda e il Belgio.

Il testo finale della legge era stato approvato dal Parlamento il 18 dicembre scorso, ma non aveva potuto essere promulgato visto che il Granduca aveva rifiutato la ratifica perché il testo era contrario alle sue convinzioni di cattolico.

Per portare avanti la legge, il Parlamento ha optato per una riforma della Costituzione e una limitazione dei poteri del Granduca, che da questo momento non ha la capacità di sanzionare le leggi, ma solo di promulgarle.

Ciò è avvenuto nonostante la campagna europea di sostegno alla “testimonianza di difesa della vita” del Granduca Henri, avviata nel dicembre scorso da eurodeputati cattolici.

Anche la Chiesa lussemburghese aveva lanciato una campagna informativa contro l'eutanasia e a favore delle cure palliative, attraverso una raccolta di firme sulla sua pagina web (www.cathol.lu).

Nell'ultimo messaggio alla Nazione sul tema, a dicembre, monsignor Bernard Franck, Arcivescovo di Lussemburgo, aveva avvertito contro “la via intrapresa” con l'eutanasia, chiedendo invece un miglioramento delle cure palliative.

“Gli ultimi mesi hanno rivelato che molti dei nostri contemporanei sono preoccupati per l'ultima fase della loro vita – ha affermato in quell'occasione monsignor Franck –. Spesso gli uomini e le donne chiedono l'eutanasia per non diventare un peso per le loro famiglie in caso di malattia grave o di vecchiaia”.

Ad ogni modo, ha avvertito, la depenalizzazione dell'eutanasia “aumenterà la pressione sui malati gravi o dipendenti. Tutti questi timori sono reali e dobbiamo prenderli sul serio, ma si possono evitare con una buona informazione, la medicina palliativa e, in definitiva, la speranza cristiana”.

“Anni fa, quando sono iniziati i dibattiti sull'eutanasia, la Chiesa cattolica ha preso la parola per mettere in guardia contro la continuazione di questo cammino. Negli ultimi mesi non ho smesso di inviare appelli chiari e urgenti alla popolazione”, ha aggiunto il presule.

L'Arcivescovo di Lussemburgo ha impegnato i cattolici del Granducato in una campagna a favore delle cure palliative.