Il mago di Narnia in tivù

Il capolavoro dello scrittore C.S. Lewis su Italia 1

Roma, (Zenit.org) Luisa Cotta Ramosino | 858 hits

Sabato, 2 febbraio, alle ore 21:10, su ITALIA 1 andrà in onda il film Le cronache di Narnia. Il Principe di Caspian.

È passato un anno da quando i fratelli Pevensie sono tornati da Narnia; tornare alla vita normale non è stato semplice e quando un giorno dal tunnel della metropolitana si riapre un passaggio verso il regno meraviglioso i quattro non possono che esserne contenti.

Ma Narnia è molto cambiata dalla loro ultima visita: sono passati centinaia d’anni, secoli che, dopo la conquista del paese da parte dei crudeli Telmarini, hanno quasi cancellato la memoria delle creature fantastiche che lo abitavano e soprattutto di Aslan.

Intanto, però, proprio il legittimo erede dei Telmarini, il principe Caspian, insidiato dallo zio Miraz, è diventato la speranza di riscossa per gli antichi abitanti di Narnia e i fratelli Pevensie sono chiamati a sostenerlo nella lotta, in attesa che Aslan torni a visitare il suo regno.

Una “nobile contraddizione”, un principe spodestato chiamato ad ingrossare le fila dei giovanissimi protagonisti de Le cronache di Narnia, una “compagnia” (l’assonanza con Il Signore degli anelli non è affatto casuale) in cui compaiono anche nani, animali parlanti, centauri e altre creature combattenti, l’antico popolo di Narnia rimasto orfano dei suoi monarchi e soprattutto di Aslan per tutti i secoli passati dall’ultima visita dei fratelli Pevensie…

Il secondo capitolo della saga fantasy tratta dai romanzi di C.S.Lewis (che La bussola d’oro ha tentato goffamente di contrastare) segna un punto di svolta rispetto alla prima pellicola, una maturità artistica e spettacolare che si concretizza in una maggiore disinvoltura nel trattare il materiale narrativo di partenza, nella sostanza rispettato a livello di trama e nodi tematici, ma anche arricchito, approfondito, ampliato e ristrutturato in modo da amplificare e intensificare i conflitti, gli spunti, le suggestioni e soddisfare un target più vasto.

In particolare quello degli adolescenti, a cui è dedicata la discreta (ma intrigante) linea romantica tra la coraggiosa Susan Pevensie e il tormentato Caspian, come pure il “duello d’autorità” implicito nell’accostamento tra il giovane principe del titolo e un re dalla fama leggendaria – il maggiore dei Pevensie, Peter -, anche se un po’ immalinconito dal brusco ritorno alla vita londinese in cui è un comune adolescente…

Proprio questa seconda linea narrativa consente di portare in scena con molta naturalezza il tema del film, legato da una parte alla lotta che ognuno deve combattere contro il proprio orgoglio e il proprio desiderio di “fare da sé”, dall’altra ad un’idea di destino che verrebbe da definire “biblica”.

La guerra che contrappone gli antichi abitanti di Narnia e i Telmarini (popolo di invasori di cui fa parte lo stesso Caspian, fuggito da un attentato del crudele zio Miraz), infatti, si combatte a colpi di spada, frecce e macchine da guerra, ma nessuna di queste armi, e neppure il coraggio dei giovani protagonisti sono in realtà decisivi ai fini della vittoria finale. Che è possibile solo nel momento in cui i nostri, dopo aver investito tutte le loro energie e il loro cuore, si affidano ad Aslan, recuperando la fede perduta.

Come all’antico popolo di Israele, la vittoria è “data” da qualcun altro (e allo stesso modo può essere tragicamente tolta quando i giovani protagonisti si lasciano dominare  dall’impulso della vendetta o dalla propria orgogliosa testardaggine) e il culmine dello scontro, che si consuma sul greto di un fiume tempestoso, non può non richiamare l’episodio biblico del Mar Rosso e al contempo strizzare l’occhio agli spettatori che hanno amato la saga di Tolkien portata sullo schermo da Peter Jackson.

La centralità della fede a cui tutti i personaggi sono richiamati, poi, è incarnata dal personaggio di Lucy, la più giovane dei Pevensie, la prima a vedere ed abbracciare il grande leone custode del regno di Narnia e a sperare nel suo ritorno. Così come ad Edmund, un tempo il traditore, è riservato il ruolo fondamentale di tenere lontana la tentazione di usare la magia oscura per vincere il male.

Non manca, nel ricco tessuto di riferimenti culturali del racconto, un eco shakespeariano: nel conflitto dinastico che turba il regno dei Telmarini (dove domina la figura del tiranno Miraz/Sergio Castelletto), infatti, sono chiaramente distinguibili reminiscenze della tragedia di Amleto che gratificheranno il pubblico più raffinato.

E se è vero che, come dice Aslan, “nulla accade due volte nello stesso modo”, allora va riconosciuto che il regista e sceneggiatore Andrew Adamson è riuscito, in questo secondo film, a trovare una nuova formula narrativa forse cinematograficamente persino più efficace, che unisce l’epicità del racconto alla leggerezza di alcuni passaggi narrativi, dando il massimo rilievo alla bellezza dei paesaggi senza rinunciare alla spettacolarità dei duelli all’arma bianca e degli scontri campali.

Ma a fare la differenza è senza dubbio è la sensibilità con cui è curato il percorso psicologico (o forse bisognerebbe meglio dire spirituale) dei giovani protagonisti, fin dalle prime scene ambientate in una Londra che non può competere con il fascino lussureggiante di Narnia, e poi lungo il corso del film.

Una pellicola che è anche un inno alla speranza, pronta a rinascere proprio quando tutto sembra perduto grazie al coraggio del sacrificio, un tempo quello di Aslan sulla tavola di pietra, ora quello dei suoi “discepoli” che combattono in suo nome e sulla sua parola anche di fronte a forze soverchianti.

Titolo Originale: Narnia Chronicles – Prince Caspian
Paese: USA
Anno: 2008
Regia: Andrew Adamson
Sceneggiatura: Christopher Markus, Stephen McFeely e Andrew Adamson
Produzione: Walden Media/Walt Disney Company
Durata: 145'
Interpreti: Ben Barnes, Georgie Henley, William Mosley, Sergio Castellitto

Per ogni approfondimento: http://www.familycinematv.it/