Il Meeting cambia la vita

La presidente Emilia Guarnieri spiega che la manifestazione di Rimini "è una domanda continua che il cuore sia aperto"

Rimini, (ZENIT.org) Antonio Gaspari | 446 hits

Lo ha detto in una intervista pubblicata nell’Istant Book “Il Meeting cambia la Vita” distribuito con il quotidiano “la Voce di Romagna”. La Guarnieri ha spiegato che il Meeting è una domanda continua che il cuore sia aperto, in ogni momento, in ogni occasione. "Quante volte nel rispondere ad una telefonata – ha raccontato - mi accorgo che sto chiudendo qualcosa". Poi mi dico “chi sono io per dire che ne ho già abbastanza? Chi sono io per dire no a priori?”.

"Certo di no ne diciamo tanti - ha ammesso - però è fondamentale, come dice Papa Francesco, avere il cuore , sostenere un atteggiamento di apertura di fronte a qualunque cosa". "Io il Meeting non l’ho inventato - ha precisato la Presidente della Fondazione - dopo un certo numero di mesi che gli amici ci stavano lavorando è entrato nella mia vita e mi ha coinvolto. E’ stato veramente qualcosa che mi è successo. Era il 1980 e da allora mi ha cambiato la vita".

Alla domanda di cosa sia veramente il Meeting, la Guarnieri ha risposto: “E’ un incontro, un abbraccio, un cuore, un amore che si dilata e prende forma, e che cambia sempre”. Perché "l’amore fluisce attraverso le diverse persone che si conoscono, che si incontrano che si amano".

“Ho imparato molto dal Meeting - ha affermato - nel senso che ho visto e toccato l’esperienza cristiana. Ho visto innanzitutto che l’esperienza cristiana allarga il cuore”. E ha aggiunto: “Ho visto accadere il miracolo dell’amicizia coi musulmani, con gli ebrei, con persone che venivano dal di là degli oceani, persone mai viste e conosciute prima". "Ho imparato e sto tuttora imparando che al Meeting non bisogna trattenere le cose né ridurle", al contrario a Rimini “le persone che cercano verità e bellezza del cuore” si incontrano.

La Guarnieri ha sostenuto infine il Meeting è un luogo dove le diversità vengono valorizzate: “non si cerca una mera tolleranza, ma una valorizzazione reciproca, un andare reciprocamente a fondo della propria esperienza e tutto questo ha un luogo in cui accade che è il cuore”. “Tante volte - ha concluso - queste cose si dicono, si scrivono, io invece le ho viste con una acutezza con una evidenza” mai immaginata.