Il mese del rosario e la consacrazione del mondo a Maria

Il preside del "Marianum", padre Salvatore Perrella, spiega il significato della devozione alla Vergine e del gesto del Papa di domenica prossima

Roma, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 687 hits

Per quale motivo ottobre, assieme a maggio è considerato “mese mariano”? Perché la devozione al rosario e il pellegrinaggio ai santuari mariani sembrano reggere più di altre pratiche religiose? Alla vigilia delle Giornate Mariane e della Consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria da parte di papa Francesco, ZENIT ha posto queste ed altre domande a un illustre studioso di mariologia.

Padre Salvatore Perrella OSM, sacerdote dell’Ordine dei Servi di Maria, è preside della Pontificia Facoltà Teologica “Marianum”, dove insegna dogmatica e mariologia. È inoltre membro del Consiglio direttivo della Pontificia Accademia Mariana Internationalis e presidente della Associazione Mariologica Interdisciplinare Italiana.

Domenica prossima, papa Francesco consacrerà il mondo e se stesso al Cuore Immacolato di Maria. Qual è la portata storica di questo evento e di queste giornate?

Padre Salvatore Perrella: Parlare di evento storico forse è esagerato, non è la prima volta che un Papa consacra il mondo al Cuore Immacolato di Maria: basti pensare alle tre volte che l’ha fatto il beato Giovanni Paolo II, l’ultima durante il Grande Giubileo davanti a tutto l’episcopato mondiale. È un evento storico nel senso che è la prima volta che un Papa consacra se stesso al Cuore Immacolato di Maria, anche se questo gesto ha avuto una propaggine precedente durante la visita del Santo Padre al santuario di Aparecida, durante la GMG.

Il significato della consacrazione a Maria è di ordine teologico e pastorale. Maria è la madre di Nostro Signore ed è Madre della Chiesa, in quanto è suo membro e sua figura. Quindi il Papa, che ha una forte devozione mariana, è convinto che Maria è utile al cristianesimo ed è la strategia che il cattolicesimo romano ha in ordine alla nuova evangelizzazione. Non è un atto di pietà sterile ma è un atto di venerazione, nella ferma convinzione che la maternità di Maria è sempre attenta alle necessità degli uomini e alle necessità della Chiesa, quindi anche alla strategia pastorale della Chiesa Cattolica in un mondo che spesso si mostra distratto da Dio e dai suoi valori. E Maria, come ci ricorda il Vangelo (cfr. Gv 2,5), ricorda a credenti e non credenti che se vogliamo vivere nella pace, nell’allegria, nella fraternità e nella fede, dobbiamo fare ciò che il Signore ci ha detto e ci dice nel suo Vangelo.

Sia maggio che ottobre sono mesi mariani: quali differenze intercorrono tra questi due momenti di devozione?

Padre Salvatore Perrella: Va fatta una precisazione: il mese mariano per eccellenza, anche secondo la liturgia rinnovata dal Concilio, non è né maggio, né ottobre ma è il tempo d’Avvento che è proprio il tempo di preparazione alla nascita di Cristo, nell’attesa della sua venuta, con la stessa cordialità della fede di Maria. Tanto è vero che Maria è ritenuta “figura d’Avvento”, con riferimento sia all’Avvento passato che è il Natale di Gesù, sia all’Avvento escatologico che avverrà alla fine del mondo.

Poi vi sono mesi particolari, anche nella tradizione orientale, che il popolo cristiano, nella devozione popolare, dedica alla Madre di Gesù. Maggio è l’esplosione dei fiori, l’anticipo della luminosità dell’estate e il popolo cristiano vede in Maria il riflesso della luce di Cristo, quindi Le dedica fiori, ceri e canti; il mese di ottobre è invece il mese del rosario, quando la gente prega la Vergine Maria perché interceda presso Dio per la pace universale: pace nelle famiglie, pace nella Chiesa, pace nel mondo. È soprattutto il mese in cui il credente snocciola - non passivamente ma nella contemplazione di fede - i misteri del rosario, cui Maria è stata associata per divina disposizione. Il popolo cristiano offre a Maria dei giorni particolari, perché la sente madre e sorella e perché ha la gioia di poter offrire a Maria, atti di pietà e di devozione.