"Il messaggio ai popoli polacco e russo è un atto pastorale, non un atto politico"

Le dichiarazioni dell'Arcivescovo Józef Michalik, Presidente della Conferenza Episcopale Polacca, sull'importante documento che verrà firmato domani a Varsavia

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di Don Mariusz Frukacz

CZESTOCHOWA, giovedì, 16 agosto 2012 (ZENIT.org) - "Questo documento è strettamente religioso, è espressione della fede ed è dunque un atto pastorale, non è un atto politico". Sono queste le parole dell'arcivescovo Jozef Michalik, Presidente della Conferenza Episcopale Polacca, ospite della Radio Polacca, oggi, nel giorno in cui ha avuto inizio la storica visita in Polonia di Kirill I, Patriarca di Mosca e di tutta la Russia.

Nell’intervista radiofonica, l’arcivescovo Michalik ha sottolineato che il messaggio comune ai popoli polacco e russo, che sarà firmato a Varsavia, il 17 agosto, “ha una grande importanza per le due nazioni”.

“Tale documento non può non esistere” ha affermato il Presidente della Conferenza Episcopale Polacca, spiegando che “l'impulso a creare tale documento era attivo da tutta la vita”, ma che sono stati tanti gli eventi “che hanno preceduto questa decisione.”

Un contributo, ha proseguito il presule, è venuto anche dalla “atmosfera dei tempi moderni, molto sana nel promuovere la pace, l’armonia, l’unità, e ad incoraggiare il perdono, la ricostruzione”.

Ha concluso mons. Michalik: “La grande spiritualità è la dimensione delle nazioni”. A tal proposito, ha ricordato anche altri eventi storici che hanno contribuito alla riconciliazione fra le nazioni come: la lettera dei vescovi polacchi e degli arcivescovi tedeschi del 1965, e la firma del messaggio comune fra i vescovi cattolici in Polonia e i vescovi della Chiesa greco-cattolica in Ucraina del 2005.