"Il miglior strumento per evangelizzare i giovani, sono altri giovani"

Papa Francesco ha concluso il suo viaggio apostolico in Brasile. Alla nostalgia cede il posto la speranza di un futuro migliore col seme lanciato nel buon terreno: la vita dei giovani.

Rio de Janeiro, (Zenit.org) Alfonso M. Bruno, F.I. | 611 hits

Un giovane di “settantasei anni” è riuscito a radunare su una spiaggia tremilioni e mezzo di giovani.

Lo ha fatto con le sue parole, ma soprattutto con i segni della sua umanità e spiritualità.

Papa Francesco è stato accompagnato da insolito freddo e pioggia per la citta di Rio, ma come bene ha detto il vescovo diocesano di Rio de Janeiro nel discorso di despedida, quest’evento atmosferico si chiama pioggia criadera perché fa sbocciare i germogli, aiuta la terra ad essere più feconda...

Il ritorno del sole, della luce e del calore in questo week end, è forse quel crescendo di risposte interiori che i giovani hanno trovato nella preghiera, nella catechesi, nella prossimità ai sacramenti.

E’ questo il frutto della Giornata Mondiale della Gioventù, è questo il significato del bilancio altamente positivo che il portavoce della Santa Sede, p. Federico Lombardi ha rivelato nella sua ultima conferenza stampa ai giornalisti al seguito.

In un’intervista concessa a Gerson Camarotti per il Fantastico di TV Globo, la prima intervista dal suo pontificato, Papa Francesco ha risposto alla domanda sul perché della diminuzione dei cattolici in Brasile a vantaggio degli evangelici.

Ha detto che la Chiesa è come una madre e non può comunicare solo attraverso documenti scritti. Ci vuole la prossimità. Occorre abbracciare, baciare, toccare, stringere un figlio o una figlia.

E’ quanto Papa Francesco ha fatto sin dal suo arrivo.

E’ per questo che domenica mattina un giovane ha esibito a Copacabana un cartello sul quale aveva scritto: “Papa Francisco, sono evangelico, ma ti voglio bene e ti voglio ascoltare lo stesso”.

I giovani hanno l’utopia  e questo è un bene. L’utopia è respirare e guardare in avanti. E’ questo il senso dell’andare controcorrente al quale ha fatto più volte riferimento il Papa.

Andate, senza paura, per servire è l’azione, la qualità e lo scopo di chi è chiamato da Cristo a fare discepoli oltre qualunque confine di sicurezza umana e geografica.

Le GMG sono un bell’evento, ma non basta se tornati a casa non si è evangelizzatori, cristiani vivi, capaci di trasmettere la loro fede agli altri.

“Il Vangelo è per tutti e non per alcuni. Non è solo per quelli che ci sembrano più vicini, più ricettivi, più accoglienti. E’ per tutti.” Così ha detto Papa Francesco.

“Il miglior strumento per evangelizzare i giovani sono altri giovani”, ecco perché durante l’omelia ha anche citato il glorioso confratello José Anchieta, il beato gesuita che fu mandato in missione in Brasile, lui che era spagnolo, a soli 19 anni!

Quando si è con il Signore, non si può avere paura; nel seguire il Signore, non si possono avere delle riserve.

Il servire, infine, è la condizione propria di chi segue Cristo, venuto in mezzo agli uomini, non per essere servito, ma per servire”.

Il giovane, se amato, ascoltato, guidato, contagia giovinezza.

Di questo è grato Francesco ai suoi Papaboys.

Alla fine del viaggio apostolico in Brasile, mancherà per le vie di Rio de Janeiro quell’uomo vestito di bianco, ricordato con saudade, così come ha detto mons. Orani Tempesta.

Papa Francesco che non nasconde la sua prematura nostalgia su Rio, tanta è stata calorosa l’accoglienza, sarà a sua volta gratificato dalla risposta dei giovani che, come primissimo frutto della GMG, faranno di Campus Fidei a Guaratiba un nuovo quartiere per i poveri, costruito con i ricorsi volontari dei giovani stessi, a favore di altri giovani, sposi o membra di famiglia che siano; senza terra, senza casa.

L’appuntamento per la prossima GMG torna in Europa, nella città polacca di Cracovia.

Forse anche lì, grazie ai pellegrini argentini, potrà bere al volo con la bomilla nella calabaza il suo infuso di yerva mate.

Quella bevanda nazionale, oltre alle proprietà medicinali, è un rituale di accoglienza, condivisione, fraternità: è quanto Papa Francesco ha ricevuto; è quanto Papa Francesco ha dato nella città meravigliosa grazia a una gioventù che sa meravigliare.