"Il mio amico Jorge, anzi Francesco"

Don Mariano Fazio, amico di Jorge Mario Bergoglio-papa Francesco, ripercorre in un libro la storia, i giudizi, il cuore e la spiritualità del pontefice argentino

Roma, (Zenit.org) | 645 hits

«All’amico basta un minuto del primo incontro per conoscere quanto gli altri non arriveranno a comprendere in mille anni». Lo sosteneva Richard Bach, autore del Gabbiano Jonathan Livingston. E viene da dargli ragione, accostandosi al volume Con Papa Francesco. Le chiavi del suo pensiero, che è stato scritto da Mariano Fazio, un sacerdote, ma nella circostanza prima di tutto un amico del nuovo Pontefice. 

A ridosso della fumata bianca, vinto dallo stupore e col cuore stracolmo di gioia per l’elezione inopinata dell’amico primate di Argentina, don Mariano ha stesso di getto in spagnolo un piccolo libro, ricchissimo di citazioni del cardinale Bergoglio-papa Francesco, nell’urgente desiderio di presentare a tutti quel vescovo, quell’uomo a molti allora sconosciuto «venuto dalla fine del mondo». Ne emerge un ritratto affettuoso e umanissimo, ma sarebbe più corretto parlare di autoritratto, perché l’autore, memore del filosofo Zenone di Elea, che definiva «l’amico un altro io», si ritrae in disparte lasciando la parola direttamente a Bergoglio. 

E in questo gioco di specchi si arriva al cuore e alla testa del protagonista del libro, scoprendone l’animo buono e aperto, quanto i fermi convincimenti e i saldi propositi per la Chiesa che verrà. 

Nei giorni della Giornata Mondiale della Gioventù di Rio le Edizioni Ares portano in libreria questo agevole libro (pp. 112, euro 9,90) che aiuterà a comprendere ancora di più la straordinaria e limpida figura di Jorge Mario Bergoglio. 

Come primo assaggio del volume si propone in allegato il servizio d’anteprima «Il mio amico Jorge, anzi Francesco» che il settimanale CREDERE propone nel n. 17 da domani in edicola, svelando alcuni aneddoti e riorganizzando per parole chiave alcuni dei folgoranti pensieri di papa Francesco presenti nel volume. 

L'AUTORE

Mariano Fazio (Buenos Aires, 1960), sacerdote dal 1991, per molti anni ha insegnato Storia delle Dottrine politiche nella Pontificia Università della Santa Croce, a Roma, di cui è stato anche Rettore Magnifico. Rientrato a Buenos Aires nel 2008, attualmente è Vicario dell’Opus Dei per l’Argentina. Tra i suoi libri, Storia delle idee contemporanee; L’America ingenua; A Cesare quello che è di Cesare; Da Benedetto XV a Benedetto XVI. 

IL LIBRO 

Il 13 marzo 2013, quando il nuovo Papa, con il sorprendente nome di Francesco, si affacciò alla Loggia della Basilica di San Pietro e chiese ai romani e al mondo una preghiera silenziosa per il suo predecessore e poi per sé, fu subito chiaro il nuovo stile del 265° successore di san Pietro. Uno stile che fin dalle primissime settimane del pontificato ha fatto breccia nel cuore non solo dei cattolici. 

Ma chi era il cardinale gesuita Jorge Mario Bergoglio, e chi è papa Francesco? Alla domanda risponde il libro di Mariano Fazio che ha la peculiarità di presentare «le chiavi del pensiero» del Pontefice, attraverso il riferimento ai testi «nutrito» della frequentazione personale dell’autore con il cardinale arcivescovo di Buenos Aires. L’analisi dei capisaldi della spiritualità del nuovo Papa – la centralità dell’unione con Cristo e il primato della preghiera, la missionarietà di ogni cristiano, chiamato a uscire verso le periferie esistenziali; l’affidamento costante alla misericordia di Dio; il valore delle devozioni; l’inesausta passione per il dialogo che cerca convergenze – s’intrecciano al racconto, ricco di aneddoti, in una lettura accattivante. 

LE LETTERE DI BERGOGLIO 

Tra gli aspetti intimi contenuti nel volume di don Mariano Fazio, uno rivela tutta l’attenzione e la confidenza che Bergoglio mette in ogni lettera all’amico. Scrive l’autore: «Conservo tre lettere che mi scrisse negli ultimi anni. Ogni volta che gli inviavo qualcosa, mi rispondeva per iscritto con lettera autografa. Il formato era sempre lo stesso: un biglietto con l’immagine della Vergine che scioglie i nodi, devozione nata ad Augusta, che il cardinale aveva diffuso a Buenos Aires e che ora è meta di continui pellegrinaggi al santuario a lei dedicato in un quartiere porteño. Sulla parte bianca, con calligrafia minuta, molto simile a quella di Benedetto XVI, alcune righe personali e affettuosissime. Trascrivo gli ultimi paragrafi: “Ti auguro un santo e felice tempo di Natale. Gesù ti benedica e la Vergine Santa si prenda cura di te. E per favore ti chiedo di pregare e far pregare per me”; “Ti chiedo, per favore, di pregare per me. Gesù ti benedica e la Vergine Santa si prenda cura di te. Fraternamente”; “Grazie di tutto. Per favore, ti chiedo di continuare a pregare per me. Gesù ti benedica e la Vergine Santa si prenda cura di te. Fraternamente”. Dopo viene la firma, con una grafia ancora più piccola. 

Queste lettere-biglietto erano sempre accompagnate da due immaginette: una di san Giuseppe e l’altra di santa Teresina del Bambino Gesù, santi verso i quali il Papa prova grande devozione, come si è visto fin dall’inizio del pontificato. 

Sul retro dell’immaginetta di santa Teresina c’è la «Preghiera per chiedere la rosa» […]. Nell’udienza concessa il 17 marzo alla presidente Cristina Kirchner, Papa Francesco le regalò una rosa bianca di santa Teresina. Nella sua camera da letto nella curia porteña, teneva un’immagine della santa con un vaso pieno di rose bianche. L’immaginetta di san Giuseppe reca sul retro il famoso testo di santa Teresa di Gesù sull’efficacia della devozione al Santo Patriarca…». 

Mariano Fazio, Con Papa Francesco. Le chiavi del suo pensiero, Edizioni Ares - pp. 112, € 9,90