Il mistero personale dell'uomo

Un giovane o una qualsiasi persona che si predispone con energia e consapevolezza all'ascolto della Parola, fa nascere ogni giorno Cristo nella propria vita

Roma, (Zenit.org) Egidio Chiarella | 815 hits

Penso che sia normale per ogni uomo avere un sogno nel cassetto. Coltivare nel cuore un progetto con cui, magari, cambiare il mondo! Possedere una sana ambizione con la quale manifestare i propri talenti. I giovani, di solito, sono i più motivati e presenti su queste rotte. Volano lontano; sanno ardire, vogliono osare!

Oggi la società, nonostante il declino, morale e materiale, che sta vivendo, offre alcuni spunti interessanti, per percorrere strade che consentano di aprire scenari nuovi nella propria vita. Il limite dell’uomo è però sempre in agguato! Proprio dietro l’angolo si consuma, in tante occasioni, l’ordinario contrasto alle nostre aspettative che, per motivi chiari o meno, spesso cadono nel vuoto. Siamo perciò alla continua ricerca dei nemici e delle cause avverse che pensiamo, forse, ci perseguitino.

Parlare di mistero personale incute strane paure, perché svela i limiti terreni di ogni individuo, da sempre restio ad accettarli o a subirli. Atteggiamento che ritengo coerente per chi non abbia una visione del mondo nella Parola e nella verità di Gesù. La cosa diventa incomprensibile, quando tutto ciò, trova riscontro all’interno del mondo cattolico. Un vero credente non può non accettare il mistero che attraversa la vita di ogni uomo.

È essenziale predisporsi all’ascolto della Parola, in ogni istante della propria esistenza, per mutare in azione storica il senso alto della chiamata, che giunge sul cammino di ognuno. Non c’è un tempo preciso, né una graduatoria di merito. Il mistero diventa grande, ma per questo più vero!

Il Natale, con la fede e l’obbedienza di Giuseppe, ci offre la possibilità più tangibile, per accendere dentro di noi la luce che rischiara la strada, verso il segreto divino della nostra vita. Il mio parroco, mons. Costantino Di Bruno, a proposito della Natività, si sofferma sulla Vergine Maria, promessa sposa a Giuseppe, che concepisce nel suo grembo il Figlio dell’Altissimo per opera dello Spirito Santo, senza conoscere uomo. Lei è la Vergine Madre e la Madre Vergine.

Il sacerdote mette in evidenza il fatto che Giuseppe, di questo mistero, non sa nulla. È nella più grande ignoranza. Viene a conoscenza che la sua futura sposa è già incinta. Mai una simile cosa si era verificata prima nell’Antico Testamento. Giuseppe è, quindi, anche senza memoria storica.

Non ci sono eventi del passato che possano venire in aiuto della sua fede. Pensa che Maria abbia concepito come tutte le altre donne. Mons. Di Bruno aggiunge infine che il Signore vede la purezza del cuore, della mente, di ogni desiderio di Giuseppe. “Chi deve assolvere ad una missione divina, soprannaturale, non può avere pensieri se non di purissima bontà, giustizia, verità, santità. Dio ora sa che si può fidare di quest’uomo. Gli può affidare Maria e il Bambino, che ella porta nel grembo. Giuseppe agirà verso di loro, per tutta la sua vita, sempre secondo la più santa giustizia”.

Un giovane o una qualsiasi altra persona, che si predispone all’ascolto della Parola, con tutta la propria energia e consapevolezza, fa nascere ogni giorno il Figlio dell’uomo. È questo il mistero più grande della nostra vita! Noi però, cristiani dichiarati, non cogliamo, come Giuseppe, l’origine di questa verità universale. Siamo, tutti noi, i nuovi apostoli o gli ultimi farisei! Medici, infermieri, meccanici, imprenditori, impiegati, professionisti, manovali, ecc.,  con la porsche o la panda! A noi la scelta del ruolo.

Se solo ci convincessimo, per un solo istante, di questo compito che ci aspetta, di sicuro chiuderemmo le porte al male e agli effetti speciali del super innovatore, quale il demonio dei nostri tempi. Potremmo così convivere, nel silenzio del cuore, con il senso arcano della nostra vita, utilizzando i nostri talenti, per farli ben fruttare. Senza bisogno di nasconderli nella buca delle nostre paure o nella devozione a qualsiasi benessere immediato, oppure in un Dio che appare, tra altre soluzioni, solo nella sconfitta.

Se pensassimo veramente ad un mondo migliore, dovremmo intendere che: la pace, la libertà, l’amore, la carità, la conversione, la fraternità, sono elementi divini del mistero personale dell’uomo! A noi il compito di assumerli, di trasmetterli e di difenderli!

Egidio Chiarellapubblicista-giornalista, collabora con il Ministero dell’Istruzione, a Roma. E’ stato docente di ruolo di Lettere presso vari istituti secondari di I e II grado a Lamezia Terme (Calabria). Dal 1999 al 2010 è stato anche Consigliere della Regione Calabria. Ha conseguito la laurea in Materie Letterarie con una tesi sulla Storia delle Tradizioni popolari presso l’Università degli Studi di Messina (Sicilia). E’ autore del romanzo La nuova primavera dei giovani.

Chi volesse contattarlo può scrivere al seguente indirizzo email: egidio.chiarella@libero.it