Il mondo cattolico e associativo plaude alla prolusione di Bagnasco

I commenti di Franco Miano (AC), Lucio Romano (già presidente di Scienza e Vita), Carlo Costalli (MCL) e Salvatore Martinez (RnS) sottolineano i passaggi sui valori non negoziabili

Roma, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 815 hits

Numerosi e tutti positivi i commenti del mondo associativo cattolico e dei principali movimenti ecclesiali sulla prolusione del presidente della CEI, cardinale Angelo Bagnasco.

Il presidente nazionale dell’Azione Cattolica, Franco Miano ha definito le parole di Bagnasco “chiare e piene di speranza”, lontane dalle “sterili polemiche”, dai “vuoti protagonismi” e dalle “analisi ideologiche” che caratterizzano il dibattito politico e la campagna elettorale in corso.

“Con i nostri vescovi – ha aggiunto Miano - pensiamo che si debba ripartire da un’agenda fondata sulla centralità della persona, della famiglia e dell’etica della vita, sulla preferenza assoluta per gli ultimi, per chi è ai margini del benessere, spesso giovani e donne, sulla trasparenza e sobrietà della vita istituzionale e sulla relatività e non assolutezza della politica rispetto all’interezza della vita civile”.

Il presidente di Azione Cattolica ha infine promesso l’impegno del suo movimento per l’educazione e la formazione affinché non vengano meno le radici del “bene comune” individuabile nelle realtà della famiglia, della vita e della libertà, menzionate dal cardinale Bagnasco nella prolusione.

Il professor Lucio Romano, già presidente di Scienza e Vita e candidato al Senato in Campania, per la Lista “Con Monti per l’Italia”, ha evidenziato come i concetti di “Biopolitica, biodiritto e bioeconomia” debbano entrare a far parte stabilmente dell’agenda politica “e non solo per il periodo di campagna elettorale”.

Secondo Romano l’attualità delle affermazioni di Bagnasco sui “valori fondativi e quindi irrinunciabili dell’umano” è “evidente”.

In un periodo di crisi economica, “non dobbiamo abbassare la guardia verso il ‘baratto tra economia ed etica della vita, a scapito della seconda’”. Al contrario è necessario un impegno per “progettare e assicurare un’azione netta ed efficace, volta alla tutela della vita fragile e del bene comune”, ha quindi concluso il bioeticista.

Un “convinto plauso” alla prolusione di Bagnasco è arrivato anche dal presidente del Movimento Cristiano Lavoratori (MCL), Carlo Costalli. Se l’Italia ha retto in questa congiuntura economica, ha aggiunto il presidente del MCL, “il merito principale è della famiglia”, pertanto, in questa campagna elettorale “è indispensabile che la famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna sia veramente ‘al centro’ di ogni programma”.

Tutti i temi eticamente sensibili, ha proseguito Costalli, devono essere il fulcro dell’agenda politica, “dal diritto di nascere a quello di lavorare, di avere la libertà di scegliere l’educazione per i propri figli, a quello di sposarsi, di trovare una casa per la propria famiglia e anche di avere assistenza e sostegno fino al termine della vita naturale”.

In caso contrario, per i cattolici impegnati in politica, il rischio è di diventare “irrilevanti”. È necessaria, quindi, una “convergenza” su questi temi “in attesa di tempi diversi e migliori cui stiamo già lavorando”, ha poi concluso Costalli.

Secondo Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), il cardinale Bagnasco “guarda ad occhi nudi la realtà, inficiata dallo spirito dell’errore che ha generato la crisi della politica e la paralisi dei processi democratici nella vita del Paese”.

Le “buone prassi” di “ispirazione cristiana” rappresentano la “soluzione più efficace alla crisi in atto” e il Paese ha bisogno di una “nuova identità morale e spirituale”, ha aggiunto Martinez.

Per sconfiggere l’“individualismo partitico” è necessario “un nuovo umanesimo politico, fondato su una sincera e duratura alleanza intorno all’uomo, alle sue naturali attese, alle sue legittime speranze di vita”.

Anche il presidente di RnS ha sottolineato il tema della famiglia: “Se la politica terrà per mano la famiglia, la famiglia rialzerà lo Stato”, ha detto Martinez, concludendo che “le nuove generazioni non avranno futuro se il loro presente non sarà la famiglia come soggetto sociale ed ecclesiale”.