Il mondo è una bella storia

Abbiamo bisogno di recuperare l'autentico senso della realtà, rifiutando il bombardamento pessimista di certi mezzi di comunicazione

Roma, (Zenit.org) Carlo Climati | 361 hits

La realtà è la base della nostra esistenza. Senza un’autentica percezione della realtà, la vita umana rischia di diventare una non-vita, una vita distorta, falsa, fuorviante, pericolosa. In questi ultimi anni è cambiata moltissimo la percezione della realtà da parte delle persone. Siamo letteralmente bombardati da notizie di ogni genere, diffuse da mezzi di comunicazione invadenti e senza scrupoli.

Il fatto più grave è la tendenza a produrre notizie tristi, negative, che offrono una visione del mondo desolante e pessimista. Pensiamo solo a quanto spazio viene dedicato agli omicidi nei telegiornali. Quante brutte storie! Quanto tempo sprecato a raccontare il male! Qualcuno potrebbe obiettare che questo è il diritto di cronaca. Bisogna diffondere certe notizie, perché fanno parte della vita di tutti i giorni.  Ma fino a che punto è giusto spingersi?

La notizia di un omicidio può essere  data il primo giorno in cui avviene il fatto. Può essere ripetuta, con qualche dettaglio in più, anche il giorno successivo.

Ma il terzo giorno no! Dopo il terzo giorno, la stessa notizia rischia di diventare una “telenovela”, una storia a puntate servita in tavola per soddisfare la curiosità morbosa dei telespettatori.

Raccontando troppo il male, si rischia di produrre un senso generalizzato di sfiducia nella vita. E’ vero, infatti, che possono esistere casi di omicidi in famiglia. Ma perché puntare ripetutamente l’obiettivo su certe brutte storie? Nel mondo esistono milioni di famiglie che vanno avanti con gioia ed amore. Famiglie imperfette, ma che si risvegliano ogni mattina con speranza e con la volontà di affrontare serenamente il cammino della vita.

Sono famiglie in cui il marito e la moglie rinnovano la loro promessa di fedeltà. Famiglie in cui la mamma sorride, mettendo il sale nell’acqua della pasta che bolle. Famiglie in cui il papà torna a casa stanco, la sera, ma è pronto a giocare un po’ con il proprio bambino. Famiglie in cui può esistere il dolore, la sofferenza, ma anche la voglia di superare ogni ostacolo con la forza del cuore e dell’anima. Dove sono queste famiglie? Sono sparite, cancellate, risucchiate nel vortice degli indici d’ascolto, annientate dall’idea (sbagliata) che il bene non possa fare notizia.

Nel frattempo la telenovela continua. Ai telegiornali si aggiungono le trasmissioni di presunto approfondimento, in cui si genera il divismo dell’urlo. I soliti volti, i soliti commentatori tuttologi che gridano, sovrapponendo le loro voci. I soliti dibattiti senza fine, per spremere la notizia-telenovela fino all’ultima goccia di sangue.

Ma c’è anche un’altra trappola che si nasconde dietro certa curiosità morbosa: il moralismo becero di chi guarda il male seduto sul piedistallo della sua presunta bontà. Guardare gli errori altrui ci fa sentire più buoni e dimenticare la miseria delle nostre vite.

Così i cattivi sono sempre gli altri. I mostri sono sempre gli altri. Noi siamo i buoni! I puri! Angioletti senza macchia, seduti davanti al televisore e pronti a scagliare pietre contro chi sbaglia. Il divano e il telecomando possono trasformarsi, a volte, in armi letali di addormentamento delle coscienze. Ci fanno dimenticare che tutti noi dovremmo fare uno sforzo per scendere dal piedistallo e migliorare la nostra vita.

Non saremo omicidi. Ma forse potremmo essere egoisti, chiusi nel nostro guscio, con la pancia piena e indifferenti nei confronti del mondo. In qualche modo, siamo un po’ “omicidi” anche noi, quando voltiamo lo sguardo dall’altra parte e non ci interessiamo dei problemi del prossimo.

Ecco perché è importante fare uno sforzo per recuperare il senso più autentico della realtà, che non è solo quella dipinta, a tinte scure, da certi mezzi di comunicazione.

A volte può essere utile spegnere la televisione e smetterla di giocherellare con il telefono cellulare. Essere consapevoli che la vita vera non è soltanto quella degli omicidi in TV o l’illusione delle amicizie virtuali, accumulate nei social network.

Così, a poco a poco, ricomincerà ad emergere la realtà. Non una realtà distorta, frutto della percezione negativa imperante, ma la realtà di un mondo in cui anche il bene esiste. E non deve essere nascosto!