Il mondo si mobilita per l'appello di Papa Francesco per la pace in Siria

Le diocesi mondiali organizzano momenti di preghiera e digiuno, in concomitanza della Veglia di sabato in piazza San Pietro. Invitato, per l'occasione, il Corpo Diplomatico in Vaticano, giovedì, per un breafing

Roma, (Zenit.org) Redazione | 509 hits

Tutto il mondo ha risposto all'appello del Santo Padre di domenica scorsa, di vivere sabato 7 settembre una Giornata di digiuno e preghiera per chiedere a Dio il dono della pace in Siria. Le diocesi mondiali si stanno mobilitando nelle città e nelle parrocchie per organizzare momenti di preghiera e spiritualità.

In Vaticano, in occasione della Veglia di sabato in Piazza San Pietro (ore 19-23), la Segreteria di Stato ha invitato, per giovedì mattina, gli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede ad un briefing per informare il Corpo diplomatico sui significati dell'iniziativa. Lo ha annunciato oggi padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa Vaticana, riferendo anche che la Segreteria di Stato ha informato le Conferenze episcopali e i dicasteri competenti con le altre Chiese cristiane e le altre religioni. Riguardo al programma della veglia, ha spiegato Lombardi, per ora è prevista la recita del Rosario, l’adorazione eucaristica e una meditazione di Papa Francesco.  

Intanto, l'arcivescovo Eustathius Matta Roham, metropolita siro-ortodosso di “Jazirah e Eufrate”, ha invitato la comunità cristiana siro-ortodossa, ma anche le comunità in diaspora, ad accogliere l’appello del Pontefice e vivere una giornata di preghiera e di digiuno, in concomitanza con la serata in piazza San Pietro. Il metropolita, attualmente a Vienna, ha dichiarato all'agenzia Fides che lui e tutta la sua comunità “aderiscono con convinzione all’appello del Papa”, perché, ha spiegato, citando il Vangelo di Matteo (Mt 17,21): “Questo genere di demòni – come la guerra e la violenza - non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno”. “La nostra preghiera comune è necessaria perché la pace possa trionfare” ha affermato Matta Roham, e “il digiuno è necessario per convertire il cuore e implorare l’intervento e la grazia di Cristo”.

L’arcivescovo si è inoltre dichiarato “confortato” dal vedere molte persone nel mondo “comprendere la situazione e l’urgenza della pace”. Il metropolita, che nelle prossime settimane si recherà in Libano e in Turchia per motivi pastorali, ha assicurato a Fides che “tutte le comunità ortodosse e protestanti di diverse confessioni, in Libano e in altre nazioni del Medio Oriente, si stanno mobilitando per pregare e digiunare insieme sabato 7 settembre”.

Anche dalla Terra Santa giunge la notizia che l'Assemblea degli Ordinari Cattolici ha espresso fattiva adesione alla giornata di preghiera e digiuno si sabato. Sempre Fides ha diffuso il comunicato attraverso cui l'organismo dei vescovi cattolici di Terra Santa ha espresso l'auspicio che “ogni Ordinario nella sua diocesi, eparchia o esarcato, ogni parroco nella sua parrocchia e con i suoi parrocchiani, ogni superiore/a di Istituto religioso, possano organizzare la giornata come più conviene”, nella speranza che “l’eco delle preghiere che salgono dalle nostre labbra possa coprire il rumore dei tamburi di guerra”. 

La Giornata di pace sarà sostenuta inoltre dalla preghiera dei consacrati di tutto il mondo. Lo conferma il cardinale Joao Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata, che in una lettera inviata a tutti i religiosi, scrive: "“Sentiamo l’urgenza di pregare insieme il Signore della pace perché in Siria” e nel mondo “prevalga la cultura dell’incontro” e del dialogo. Insieme al segretario mons. José Rodrigueza Carballo, il porporato ha esortato a partecipare non solo “agli atti liturgici organizzati nelle chiese particolari”, ma a prevederne di “specifici in ciascuna comunità di religiosi e di vita consacrata”. Il cardinale ha inoltre auspicato che la Giornata per la pace sia un “momento forte e comunitario”, perché “l’umanità ha bisogno di vedere gesti di pace e di sentire parole di speranza e di pace”. 

Infine, anche l’Italia ha raccolto l’invito del Santo Padre. Come ha riferito alla Radio Vaticana mons. Mariano Crociata, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, già ieri la CEI ha mandato una lettera a tutti i vescovi “per ricordare l’appello che di fatto ha raggiunto tutti". "Abbiamo dato anche dei suggerimenti, ma ognuno ha evidentemente l’esperienza e la fantasia per realizzare momenti di raduno” ha detto Crociata.Anche persone non credenti sono state invitate a partecipar all’iniziativa almeno dedicandosi ad una forma di penitenza come il digiuno. “A parte la preghiera personale”, ha spiegato il segretario CEI, le modalità di adesione potranno essere “la possibilità della celebrazione eucaristica per la pace nel corso della giornata, oppure una veglia di preghiera, o una celebrazione più solenne dei Primi Vespri o anche un’Adorazione eucaristica prolungata o ancora una liturgia penitenziale secondo l’opportunità, il tipo di comunità, la sede in cui si svolge la preghiera”.