Il mondo si prepara alla GMG di Rìo 2013

Intervista con mons. Tempesta, Arcivescovo di Rìo de Janeiro

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di Maria Emilia Marega

ROMA, lunedì, 2 aprile 2012 (ZENIT.org) – Il Pontificio Consiglio per i Laici ha promosso un incontro a Rocca di Papa con i funzionari della Pastorale della Gioventù di tutto il mondo per riflettere sulle Giornate Mondiali della Gioventù in preparazione alla GMG 2013 di Rìo.

ZENIT ha chiesto a mons. Orani João Tempesta, Arcivescovo di Rio de Janeiro, durante l'evento, le proprie impressioni su questo evento.

Eccellenza, cosa pensa di questo incontro?

Mons. Tempesta: Credo che sia un incontro molto importante perché le Giornate Mondiali della Gioventù hanno lo scopo di animare la gioventù cattolica. E' un modo per incoraggiare la pastorale giovanile e l'unità universale attraverso la diversità delle lingue e delle situazioni rappresentate in questa riunione.

Come si svolgono i lavori?

Mons. Tempesta: Rappresentanti di tutto il mondo, tanto dei paesi che delle comunità, sono qui per stare insieme e “esaminare” la Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid, in modo da ascoltare e sapere qualcosa in più su Rio de Janeiro e la pastorale giovanile.

Cosa succederà dopo questo incontro?

Mons. Tempesta: È un momento fondamentale. Da qui, sia per sostenere la Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid, sia per la programmazione di Rio de Janeiro, dovrebbero venir fuori grandi idee utili per tutti i paesi che, adeguandole, possono aiutare molto nel lavoro pastorale con i giovani.

Quali idee hanno attirato maggiormente l’attenzione finora?

Mons. Tempesta: La gente ha ascoltato numerose iniziative positive da parte di paesi molto diversi, anche di quei paesi che vivono difficoltà riguardo alla libertà religiosa.

Di solito si immagina che in questi paesi con una scarsa libertà religiosa, spesso, non hanno la possibilità di lavorare con la pastorale, con le celebrazioni e ora si vede invece come si riesce a riunire i giovani e fare un calendario. Questo ci aiuta inoltre a mettere in luce le difficoltà, a non scoraggiarci e a cercare, in ogni momento e attraverso varie attività pastorali - specialmente quelle dedicate ai giovani - a costruire il presente e il futuro della società.

Qual è, secondo lei, la cosa più importante di questo incontro?

Mons. Tempesta: Penso che siano indispensabili il lavoro e le varie preoccupazioni per l'organizzazione della pastorale dei giovani, che implicano riflessioni e intuizioni di fede. Come aiutare i nostri giovani ad approfondire la propria fede e soprattutto come aiutarli ad essere uomini e donne discepoli e missionari di Gesù Cristo dovrebbe essere l’obiettivo principale da perseguire, o meglio la sfida da affrontare.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Salvatore Cernuzio]