Il natale di Maria, il Natale delle donne

La magia del favoloso clima natalizio è stata elaborata e creata dalla Madre di Gesù

Roma, (Zenit.org) Anna Rotundo | 1187 hits

Ogni anno, nonostante il trascorrere dei secoli e del tempo, tutte le storie dell’Avvento, del presepe, dei canti popolari del Natale, ritornano come una festa, una magia, come un incantesimo: ed è bellissimo scoprire come dobbiamo tutto questo a Maria, la madre di Gesù, perché, come sostengono i biblisti, certamente è stata lei a raccontare all’evangelista Luca la storia della notte santa. L’incantesimo del Natale, il suo fascino straordinario, la magia di quella notte, non sono un’invenzione della Chiesa, di teologi o di grandi catechisti o liturgisti, né sono un ritrovato pastorale di vescovi o di straordinari apostoli o missionari.

La magia del favoloso clima natalizio è stata elaborata e creata dalla Madre di Gesù. All’interno del racconto stesso della nascita del Salvatore, è splendida la testimonianza di Maria nel riferire sul ruolo e la vicenda dei pastori e sulle loro parole, rimasti impressi nella memoria della Madre di Gesù con il colore e il sapore con cui Lei aveva visto, sentito e percepito.

Nei ricordi del Natale, Lei ha dunque selezionato per noi una delle vicende più delicate: i pastori le arrivano di fronte e cominciano a raccontare degli angeli che sono loro apparsi, e della loro grande sorpresa, della luce, delle parole che questi hanno rivolto loro e di come, ora, essi hanno scoperto il Bambino... 

Tutto è pervaso di un potere di così grande fascino, come in una grande incantesimo e si potrebbe dire che la Madonna riesce a comunicare la sua stessa sorpresa, davanti dall’Amore di Dio fatto carne.

Ella Lo vede germogliare tra le mani, uscire dal suo corpo: la festa e la gioia sono intorno a Lei, come una quieta inondazione felice, silenziosa e solenne.

E tutto è così bello, così grande e meraviglioso, che nel giorno di Natale si arrestano i conflitti delle persone e delle famiglie e si fermano le guerre più orribili, e prevale, per un momento magico e di sapore divino, il clima del beato e divino mistero, sciogliendo anche solo per un po’ anche i cuori più vecchi e più duri. 

Ecco allora la teologia mariana e femminile del Natale del Signore: il ventre di una donna è diventato la grotta del Natale di Dio e non c'è Dio incarnato senza la donna: “nato da donna”! il Concilio di Efeso (431) ne ebbe tanta consapevolezza che i 200 padri presenti proclamarono all'unanimità Maria, la donna, Tbeotòkos/Madre di Dio. E se il sommo poeta Dante riesce a esprimere la profondità di questo mistero, deve ricorrere a tre ossimori stridenti che per questo sono poesia pura: «Vergine Madre, figlia del tuo figlio, umile ed alta più che creatura».

Scrive Paolo: "... quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna..." (Gal 4,4-7): se l’apostolo avesse scritto “nato da Maria” , avremmo pensato ad un dettaglio biografico. Ma avendo detto “nato da donna”, ha dato alla sua affermazione una portata universale ed immensa, perché è la donna stessa, ogni donna, ad essere elevata, in Maria, alla sua incredibile altezza. Voglio allora ricordare altre donne bibliche: Tamar, Raab, Rut e Betsabea, che sono presenti nella genealogia matteana di Gesù, nonostante si tratti di quattro donne le cui storie presentano certamente degli elementi di scandalo nella cultura del tempo, perché straniere o peccatrici. Eppure sono lì, nominate una per una, grandiose antenate del Natale di Gesù: questo a significare come Dio si inserisce nella storia umana scardinandone le strutture patriarcali e maschiliste, fino al culmine della dignità di una donna, cioè essere Madre di Dio. E Maria sarà chiamata “benedetta fra le donne” intendendo questa benedizione rivolta non solo a Maria ma ad ogni donna, nella quale cresce ogni figlio di Dio, “ frutto benedetto del grembo”.