Il Natale porti la fine delle violenze in Medio Oriente

Il Patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal, lancia un appello al rispetto della libertà religiosa

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GERUSALEMME, mercoledì, 21 dicembre 2011 (ZENIT.org) – Tutte le religioni devono cooperare per costruire la pace e il rispetto della libertà di culto è il primo irrinunciabile passo di questo cammino insieme.

Nel corso del suo messaggio di Natale, il Patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal, ha parlato della primavera araba e di rispetto della dignità di tutti i popoli della sua regione.
“Le religioni sono un fattore di pace – afferma Twal nel messaggio -. Condanniamo ogni violenza a danno dei luoghi di culto e così pure il disprezzo verso i simboli religiosi”.

Il Patriarca ha poi ricordato due momenti salienti dell’anno che sta per concludersi, per ciò che riguarda il dialogo interreligioso: la Giornata della Pace, tenutasi ad Assisi il 27 ottobre, e l’incontro in Vaticano del 10 novembre con papa Benedetto XVI e con tutti i capi religiosi del Medio Oriente.

“Ciò che ci aspettiamo da questi incontri - scrive in proposito Twal - è un superamento dei pregiudizi e la crescita del rispetto reciproco per imparare a conoscere i nostri valori comuni e a costruire così ponti di buon senso e di buona volontà, senza dimenticare l'importanza del dialogo di vita che si svolge nel quotidiano, all’interno delle nostre scuole e nelle nostre diverse istituzioni”.

Il Patriarca accenna poi all’intenzione di “unificare la data della Pasqua, spinti dal desiderio del Signore e dalla volontà unanime del popolo cristiano della Terra Santa”.

Riguardo alla primavera araba il leader religioso mediorientale ha ribadito il proprio appoggio a tutti i “cambiamenti in atto a favore della democrazia e della libertà” e che siano sempre “rispettati i diritti umani e la dignità di ogni singolo”.

Fouad Twal ha quindi lanciato un appello alle autorità governative dei vari paesi del Medio Oriente perché compiano “ogni sforzo per calmare gli spiriti senza ricorrere alla violenza, proteggendo le minoranze che sono parte integrante di questi popoli. Dobbiamo saper cogliere questo momento per costruire una nuova società, basata sulla cittadinanza uguale per tutti”.

Il Patriarca di Gerusalemme ha poi commentato la richiesta dell’Onu di riconoscimento di uno stato palestinese, ricordando che, a questo proposito, la Santa Sede auspica “due stati con confini sicuri e internazionalmente riconosciuti”.

“Siamo per il benessere di tutto il mondo: per la pace, la sicurezza, il reciproco rispetto e dignità. Il cammino è avviato, ma il tragitto è ancora lungo”, ha aggiunto Twal, precisando che “stare con una delle parti non significa essere contro l’altra”.

Ai microfoni di Radio Vaticana, il Patriarca latino di Gerusalemme ha rivolto i propri auguri natalizi agli ascoltatori: “Sono gli stessi auguri di sempre: che si realizzi l’annuncio di Betlemme, un annuncio di pace. Abbiamo bisogno che arrivi la pace annunciata dagli angeli, la pace nei cuori prima ancora che una pace esteriore fatta di incontri e di accordi tra i popoli”.

“Domando anche la vostra preghiera, la preghiera a tutti coloro che ci ascoltano: io ne ho bisogno, come ne ha bisogno la Terra Santa, come Gerusalemme ha bisogno delle vostre preghiere, dei vostri pellegrinaggi: venite a trovarci e insieme pregheremo per la pace!”, ha poi concluso Twal.