Il Natale "solidale" dei polacchi

In particolar modo a Czestochowa, durante le feste sono diffuse le iniziative per i senza fissa dimora

Czestochowa, (Zenit.org) Don Mariusz Frukacz | 212 hits

In preparazione al Natale a Czestochowa e in tutta la Polonia, un ruolo molto importante lo svolgono i ritiri spirituali nelle parrocchie che permettono ai fedeli di sperimentare un periodo di Avvento e di prepararsi spiritualmente per Natale. Gli insegnamenti dei sacerdoti ricordano quanto siano importanti nella vita spirituale di ogni cristiano, la preghiera, la Parola di Dio (Sacra Scrittura) e l'Eucaristia.

Anche in questo periodo i seminaristi, le persone consacrate aiutano i poveri e i senza fissa dimora. A Czestochowa i seminaristi si incontrano negli ospedali con i sofferenti, soprattutto con i bambini malati. Nelle ospedali, nelle carceri, nelle case per i anziani, vengono organizzate le preghiere comuni e i pranzi natalizi  con i senzatetto.

Nella tradizione polacca un ruolo molto importante nel pranzo natalizio lo svolge la preghiera comune e la condivisione del pane bianco che simboleggia la pace e l’amore nella famiglia. Come da tradizione nelle città polacche, la Caritas diocesana organizza un grande pranzo natalizio per i più indigenti.

A Czestochowa è protagonista un’iniziativa per i senzatetto. Ricordo che nel 1992 la città, dopo i cambiamenti del 1989, era afflitta dalla disoccupazione. Molte persone, per varie vicissitudini, erano rimaste senza lavoro e senza casa. Dopo il comunismo emergeva sempre di più la miseria di coloro che non erano in grado di far fronte ad una nuova realtà sociale ed economica.

Un anno prima, nell'agosto 1991, il nostro Seminario Maggiore si trasferì da Cracovia a Czestochowa, con un nuovo edificio che fu benedetto da Giovanni Paolo II. Una delle prime iniziative del Seminario fu l’organizzazione di una festa di Natale per i senzatetto della città presso la stazione ferroviaria.

Io facevo parte del gruppo di chierici che organizzavano la vigilia per questi fratelli più indigenti. Ricordo, in particolare, la scatola di cartone nella Cappella del Seminario, dove ognuno gettava dei soldi destinati all’organizzazione del pranzo natalizio alla stazione.

Tutta la preparazione iniziò con una sorta di pellegrinaggio in giro per i negozi e i ristoranti per ottenere il cibo per il pranzo. Il contributo è stato enorme. Poi, arrivati alla stazione, preparammo i tavoli, gli alberi di Natale e un altare per la Messa di mezzanotte.