Il New Age opposto alla fede cristiana

Si è conclusa la "Consulta internazionale" tenutasi in Vaticano su questo tema

| 857 hits

CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 17 giugno 2004 (ZENIT.org).- Si è concluso il 16 giugno in Vaticano, l’incontro interdicasteriale sul tema del New Age, una sfida per i cristiani.



Al Simposio che fa seguito al documento, intitolato “Gesù Cristo, portatore dell’acqua viva una riflessione cristiana sul New Age”, hanno partecipato esponenti del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, del Pontificio Consiglio della Cultura, del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

La dott.ssa Teresa Osório Gonçalves, Officiale del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e Coordinatrice del gruppo di lavoro su Sette e nuovi Movimenti Religiosi, nel tracciare un bilancio di questo evento ha riferito a “Radio Vaticana” che: “ Dall’incontro sono emerse delle indicazioni pastorali per rispondere alle sfide della mentalità del New Age che si sta diffondendo un po’ dappertutto, non solo tra i cristiani, ma tra persone di diverse religioni”.

”Se pensiamo al termine New Age, - ha spiegato la Osório Gonçalves - che vuole dire nuova era, possiamo dire che siamo in una nuova era cristiana ed il desiderio di migliorare il mondo in cui ci troviamo è comune a tutti gli uomini”.

“Quando si parla invece di New Age intesa come una corrente culturale ed ideologica, – ha precisato la dottoressa – che ha fondamento nell’esoterismo del XIX secolo, sicuramente troviamo delle idee, che sono opposte a quelle cristiane, perché sono nate proprio come alternativa alla visione dominante”.

L’esperta in Sette e nuovi Movimenti Religiosi ha poi precisato che una volta ascoltati tutti gli interventi si è “cercato di riunire, in due o tre pagine, le principali considerazioni che sono state fatte qui sia sul discernimento riguardante alle tecniche promosso dal New Age, sia riguardo alla spiritualità, sia riguardo ad altri principi di discernimento”.

Nel chiarire che si tratta semplicemente di una sintesi e che non vuole essere un documento ufficiale, ha poi aggiunto che “sarà comunque successivamente perfezionato, proprio perché è stato stilato in poco tempo”.

Il 3 febbraio 2003, in occasione della pubblicazione del documento intitolato “Gesù Cristo, portatore dell’acqua viva una riflessione cristiana sul New Age” la dott.ssa Osório Gonçalves aveva spiegato a ZENIT le principali differenze tra New Age e fede cristiana.

“Innanzitutto noi cattolici crediamo in un Dio creatore – aveva risposto –. Un Dio che crea liberamente, per amore, e che crea un uomo libero”.

“Dio non coincide con il mondo (panteismo), né il mondo è uscito da Lui per emanazione. Nell’ottica cristiana è altrettanto falso dire che Dio coincide con l’uomo. Certo, dimora in lui, ma è allo stesso tempo il suo Creatore, Signore e Salvatore”, aveva aggiunto.

“Per un disegno di amore l’ha fatto suo interlocutore. L’alterità preserva la dignità personale e la libertà dell’uomo”.

“Con questo Dio noi entriamo in dialogo nella preghiera”, la quale ponendosi non come “semplice riscoperta dell’io più profondo” ma come presupposto per “l’incontro di due persone”, risulta essere “un porsi liberamente in adorazione, in ringraziamento, in supplica”, “un sintonizzarsi con la volontà del Padre”.

Nell’accennare, in seguito, alle diverse tecniche liberatorie utilizzate dai seguaci del New Age, la dottoressa aveva detto che: “Nessuna tecnica di liberazione, nessun sforzo di concentrazione personale, nessuna sintonia di milioni di coscienze può salvare l’uomo”.

“Noi abbiamo bisogno della redenzione di Cristo perché siamo peccatori. (...) La nostra unica via di salvezza è Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo, che è ‘entrato’ nella storia per salvarci”, aveva spiegato.

Però poichè: “I seguaci del New Age non accettano la sofferenza e la morte”, “la redenzione – aveva spiegato – viene per loro da tecniche di espansione della coscienza, di rinascita, di viaggi alle porte della morte, si ottiene anche con ogni metodo che aiuti a rilassarsi per aumentare le energie vitali”.

“Per i cristiani invece – aveva poi chiarito – la sofferenza vissuta in unione con Gesù crocefisso, che in croce ha rivelato il suo amore per gli uomini, è fonte di salvezza”.

“Anche la morte è un avvenimento unico: non è l’accesso ad una nuova reincarnazione a cui ne seguiranno altre, ma il passo obbligato per entrare nella vita eterna”.

“Dice un volantino del movimento indiano Brahma Kumaris: “ Sta per succedere qualcosa... Voi potete suscitarlo, associandovi nello stesso tempo a milioni di altri, riuniti in una sorta di nuova comunione dei santi, che per la sua forza e creatività intrinseca, dispone di una leva capace di fare ribaltare il mondo dal lato giusto...”.

“Ma basterà il pensiero per cambiare il mondo?”, si era quindi domandata. “La via che ci ha proposto Gesù Cristo è ben più esigente e più affascinante, è quella dell’amore reciproco che si traduce in opere concrete e crea comunità vive che costruiscono un mondo nuovo”, aveva in seguito concluso.