"Il nostro Natale con 100 alberi d'autore" (Prima parte)

Intervista con Don Sergio Mercanzin, presidente dell'Associazione onlus "Lo vuole il cuore", fondata dal cardinale Francesco Coccopalmerio

Roma, (Zenit.org) Roberto Allegri | 314 hits

Natale è il tempo delle storie buone, positive, ammantate di calore, profumate di biscotti e panettone caldo. Racconti come “Canto di Natale” di Dickens, “La favola di Natale” di Guareschi oppure “Il racconto di Natale di Auggie Wren” di Paul Auster. A leggerle, si avverte un senso di leggerezza nel petto, ci si sente in pace col mondo, col desiderio di abbracciare tutte le persone che si incontrano per strade e gridare loro “Buon Natale!”.

Ci sono però storie natalizie che non nascono nella fantasia degli scrittori ma sono  reali, concrete. Sembrano sì uscite dalle pagine di un romanzo, Ma sono invece vere. Per questo, allora, ancora più emozionanti. Eccone una.

Nelle scorse settimane, a Roma, si è verificato un importante evento benefico giunto alla sua ventesima edizione. Si chiama “Il Natale dei cento alberi d’autore” ed è stato ideato da Sergio Valente, famoso parrucchiere delle star. Consiste in questo: attori, cantanti, stilisti, Vip famosi del mondo della moda e dello spettacolo allestiscono degli alberi di Natale personalizzati secondo il proprio gusto e la propria estrosità, che poi vengono messi in vendita per beneficenza e il ricavato devoluto ad una associazione caritativa. Iniziativa molto lodevole, specie di questi tempi in cui vivere, per tanta gente, è diventato davvero difficile. Personaggi popolari, che la gente vede spesso in televisione,  come Valeria Marini, Sofia Loren, Valentino, Tosca D’Aquino, Lola Ponce, Roberto Cavalli, Renato Balestra, Caterina Balivo, Guillermo Mariotto e molti altri, hanno creato quest’anno una “foresta” di alberi di Natale tra i più variopinti e fantasiosi. Molti di questi sono già stati venduti all’asta, durante la serata di gala della presentazione dell’iniziativa tenutasi a Roma. Altri sono in esposizione, in attesa di trovare un acquirente. E tutti i soldi raccolti sono destinati quest’anno ad una associazione onlus molto particolare che si chiama “Lo vuole il cuore”.

Un nome curioso, per niente famoso ma accattivante e attraente. E la storia che sta dietro a questa onlus è davvero degna del più bel racconto di Natale.

“Il padre di questa associazione è il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi”, dice don Sergio Mercanzin, direttore del Centro Russia Ecumenica e presidente della onlus “Lo vuole il cuore”. “Il cardinale l’ha voluta, la creata. Socio fondatore è l’attore Lino Banfi, il popolarissimo “Nonno Libero” della fiction  televisiva “Un medico in Famiglia”. E' il portavoce della nostra associazione ed è stato lui ha scegliere il nome “Lo vuole il cuore”. Ha detto che gli dava l’immagine di un amore pulsante.”

Ci troviamo nel Centro Russia Ecumenica, in via Borgo Pio, a pochi passi da piazza San Pietro, dove sono esposti alcuni degli alberi di Natale creati dai personaggi famosi a scopo benefico. Vediamo quello di Valeria Marini, un tripudio di rosso e argento, quello di Tosca D’Aquino, realizzato con appendiabiti, quello di Guillermo Mariotto che sembra un set di borse da viaggio, quello della cantante Lola

“Quest’anno, l’evento di Sergio Valente ha scelto come beneficiaria delle vendite degli alberi la nostra Associazione “Lo vuole il cuore”“, racconta don Sergio. “Una beneficienza mirata che andrà in aiuto dei bambini profughi e orfani degli immigrati di Lampedusa, che la nostra associazione assiste e cura.

“Questo è lo spirito che il cardinale Coccopalmario ha dato all’associazione: aiutare gli ultimi, coloro che non hanno nulla, i più disperati e dimenticati. Uno spirito perfettamente in linea con gli insegnamenti di Papa Francesco e che sono da sempre presenti e operanti nella vita del cardinale Coccopalmerio. Raramente ho visto un ecclesiastico trattare i poveri, i barboni, le persone più misere della società con un affetto e una tenerezza così spontanei e grandi. Ogni mattina, quando va a piedi dalla sua abitazione nel palazzo del  Sant’Ufficio fino al posto di lavoro in piazza Pio XII, è sempre circondato da poveri. E' straordinario fare con lui quel pezzetto di strada: i poveri lo riconoscono, lo fermano, lo chiamano don Francesco. Lui non veste mai da cardinale e sembra sempre un semplice parroco. Si dedica ai poveri in modo esemplare ma non è che dà loro l’elemosina e basta. Diventa loro amico, li abbraccia, li aiuta in tutti i modi che gli sono possibili. E ha voluto allora fondare una onlus per dare una mano in maniera concreta e ordinata a chi ha bisogno.

(La seconda parte segue domani, domenica 15 dicembre)