Il Papa accanto all'Africa

Chiedere giustizia, dignità e rispetto delle persone

Roma, (Zenit.org) Marie Anne Molo | 533 hits

Grazie Santo Padre, per avere messo al centro delle Sue preoccupazioni la situazione africana dovuta alle politiche socio-economiche inique dei potenti della terra a scapito dello sviluppo dell’Africa.

Gli sbarchi di immigrati clandestini a Lampedusa sono segno che gli africani inseguono chi ha rubato all’Africa, gridando: fratelli nostri occidentali dove è la nostra parte di ricchezze che avete accumulate, creando benessere nelle vostre nazioni con il nostro petrolio, fondamentale per le vostre industrie, il nostro coltan che ha dato svolta alla vostra grande rivoluzione elettronica, il nostro diamante, il nostro oro, il nostro legname, il nostro cacao, il nostre caffè e altro?

Allora chi ha rubato paghi! Perché è ingiusto che i paesi più industrializzati al mondo, in cambio del loro sfruttamento selvaggio delle materie prime africane senza criteri di equità, condannino l’Africa alla miseria, alla fame, il degrado ambientale, e alle guerre civili per tutelare i loro interessi economici.

Perché non si ripeta mai più la morte di immigrati a Lampedusa, secondo me, non servano centri di accoglienza in Italia né in tutta l’Europa. Ma serva piuttosto che i Governanti dei paesi che si sono arricchiti sulle spalle dell’Africa cambino ruota, partendo dal cambiamento del loro comportamento sul piano umano ed etico.

Primo passo, dimostrino ai Governi africani e al mondo intero, in quanto paesi civili, l’alto grado della loro civiltà e moralità, decidendo di non entrare mai più in complicità con i governanti africani per portare via allo stato grezzo le ricchezze nazionali africane; e si impegnino, rinunciando allo loro cupidigia, a creare in loco nei paesi africani un sistema commerciale equo, che promuova l’esportazione dei manufatti africani in tutto il mondo, invertendo così il sistema attuale, in quanto è ingiusto rivendere agli africani i derivati delle loro materie prime ai prezzi molto superiori a quelli del grezzo.

E’ giusto che i cittadini dei Paesi ricchi comprino anche i manufatti lavorati nelle varie nazioni africane dalle ditte occidentali basati in Africa. Questo sarebbe un modo di creare occupazione in loco agli africani in modo che non siano più attirati dal sogno di una vita migliore fuori del loro continente. Solo così gli africani potranno vivere felicemente nella loro bella e ricca terra senza venire più ad invadere nessun paese occidentale.

Sarebbe doveroso e giusto dal punto di vista etico che i cittadini europei scioperassero contro i loro governanti, facendo loro pressione di promuovere un sistema di scambio equo, perché agli africani vadano rispettati anche i loro diritti umani. Tutti hanno diritto a una vita migliore e dignitosa e non solo gli occidentali.

Sì, sono le politiche socio-economiche delle nazioni ricche a provocare questo dramma di Lampedusa. Da quattro anni, la nostra Association de Solidarité pour le Développement des Villages du Cameroun (ASDEVICAM) si sbatte a destra e a sinistra nella ricerca di fondi per la luce e l’acqua, due elementi chiave nella lotta contro la povertà al fine di sviluppare l’energia solare in loco e di comprare un impianto di trivellazione per scavare migliaia di pozzi nelle zone rurali del Camerun, cosa che la cooperazione internazionale dovrebbe fare e non la fa, ma non siamo riusciti ad ottenere nulla, perché l’UE e i suoi Stati, e gli organismi dell’ONU non concedono direttamente aiuti alle associazioni straniere, solo tramite le ONG occidentali.

Eppure la nostra associazione fa parte della Chiesa che vuole Papa Francesco, cioè a fianco ai poveri. Abbiamo le stesse competenze visto che abbiamo studiato nelle università occidentali, ma ci si preferisce fare finta di una pietà ipocrisia di aiutare l’Africa, facendo guadagnare gli organismi umanitari occidentali e i dirigenti africani. 

Speriamo che le parole del Papa trovino accoglienza e da questa sua visita nasca un nuovo sistema di aiutare gli africani a camminare con le proprie gambe, insegnando loro le tecniche necessarie, affinché possano sfruttare le loro inestimabili ricchezze della loro terra.

Marie Anne Molo
Ex Studentessa in Economia dello Sviluppo alla Pontificia Università Gregoriana
Presidente Fondatrice dell’ASDEVICAM
asdevicam@gmail.com