Il Papa ai Vescovi brasiliani: aiutare i fedeli a scoprire “la gioia della fede”

Udienza ai presuli della regione Leste II in visita ad limina

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CITTA' DEL VATICANO, domenica, 20 giugno 2010 (ZENIT.org).- Ricevendo in udienza questo sabato mattina i Vescovi della regione Leste II della Conferenza Episcopale del Brasile, a Roma in visita ad limina apostolorum, Benedetto XVI li ha esortati ad aiutare i loro fedeli a scoprire “la gioia della fede”.

“In quanto maestri e dottori di fede, avete la missione di insegnare con audacia la verità che si deve credere e vivere, presentandola in modo autentico”, ha detto loro.

“Aiutate, dunque, i fedeli affidati alle vostre cure pastorali a scoprire la gioia della fede, la gioia di essere personalmente amati da Dio, che ha offerto il Figlio Suo per la nostra salvezza”.

Il Pontefice ha spiegato ai presuli che “credere consiste soprattutto nell'abbandonarsi a questo Dio che ci conosce ed ama personalmente, accettando la Verità che Egli ha rivelato in Gesù Cristo con l'atteggiamento che ci porta ad avere fiducia nella grazia”.

“Sappiate infondere questa fiducia nel vostro popolo, affinché la fede sempre sia custodita, difesa e trasmessa nella sua purezza e integrità”, ha chiesto.

“Come amministratori del supremo sacerdozio, dovrete far sì che la liturgia sia veramente una epifania del mistero, ossia, espressione della natura genuina della Chiesa che attivamente offre il culto a Dio per Cristo nello Spirito Santo”, ha aggiunto.

Tra tutti i doveri del ministero che è stato loro affidato, Benedetto XVI ha ricordato in particolare ai Vescovi del Brasile la “responsabilità della celebrazione dell'Eucaristia”, sottolineando l'importanza di “provvedere affinché i fedeli possano accedere alla mensa del Signore, soprattutto la domenica”, e la necessità di “essere promotori e animatori della preghiera nella città umana, spesso agitata, rumorosa e dimentica di Dio”.

“Dovete creare luoghi e occasioni, dove nel silenzio, nell'ascolto di Dio, nella preghiera personale e comunitaria, l'uomo possa trovare e fare l'esperienza viva di Gesù Cristo che rivela il viso autentico del Padre”, ha avvertito.

“È necessario che le parrocchie e i santuari, gli ambienti di educazione e sofferenza, le famiglie diventino luoghi di comunione con il Signore”.

Allo stesso modo, il Pontefice ha chiesto ai presuli di “promuovere la partecipazione di tutti i fedeli nell'edificazione della Chiesa, governando con cuore di servo umile e pastore affettuoso, mirando alla gloria di Dio e alla salvezza delle anime”.

In virtù del compito di governare, ha ricordato, il Vescovo è “chiamato anche a giudicare e disciplinare la vita del popolo di Dio affidato alle sue cure pastorali, attraverso leggi, direttive e suggerimenti, come previsto nella disciplina universale della Chiesa”.

Questo “diritto e dovere”, ha constatato, è molto importante “affinché la comunità diocesana rimanga unita al suo interno e cammini in sincera comunione di fede, di amore e di disciplina con il Vescovo di Roma e con tutta la Chiesa”.

“Perciò non stancatevi di alimentare nei fedeli il senso di appartenenza alla Chiesa e la gioia della comunione fraterna”, ha esortato.

Il Papa ha ricordato ad ogni modo che il governo del Vescovo sarà fruttuoso pastoralmente “solo se godrà del sostegno di una buona credibilità morale, che deriva dalla santità della sua vita”.

“Plasmato interiormente dallo Spirito Santo, ciascuno di voi diventi 'tutto per tutti', proponendo la verità della fede, celebrando i sacramenti della nostra santificazione e testimoniando la carità del Signore”, ha auspicato.

“Accogliete con il cuore aperto quanti bussano alla vostra porta – ha concluso –: consigliateli, confortateli e sosteneteli nel cammino di Dio, cercando di guidarli tutti verso quell'unità nella fede e nell'amore del quale, per volontà del Signore, dovete essere principio e base visibile nelle vostre Diocesi”.