Il Papa alle Suore Missionarie dell’Apostolato Cattolico

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CITTA’ DEL VATICANO, martedì 23 marzo 2004 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito per intero il Messaggio indirizzato da Giovanni Paolo II alle partecipanti al Capitolo Generale delle Suore Missionarie dell’Apostolato Cattolico (Pallottine) accolte questa mattina nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano.



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A Suor Stella Holisz


Superiora Generale


Suore Missionarie dell'Apostolato Cattolico



Con grande affetto nel Signore, rivolgo il mio saluto a voi e a tutte le Suore Missionarie dell'Apostolato Cattolico, in occasione del Quindicesimo Capitolo Generale, durante il quale rifletterete sul tema: "Rinnovare il primo amore - rispondere alle sfide di oggi". Assicurandovi le mie preghiere per il successo dell'incontro, ringrazio il Signore per la vostra dedizione al suo Regno. Guidate dallo Spirito Santo e ispirate dall'esempio di San Vincenzo Pallotti, sono sicuro che il vostro Capitolo sarà sorgente di incoraggiamento per tutte le Suore nel rinnovare l'impegno di testimonianza dell'inseparabile unità tra l'amore di Dio e l'amore del prossimo (cfr. Vita Consecrata, 63).

La vostra vocazione come missionarie, modellata sulla vita degli Apostoli, mostra in modo eloquente che quanto più si vive in Cristo, tanto più lo si serve negli altri, giungendo fino agli avamposti missionari più remoti e affrontando i pericoli più grandi (cfr. ibid., 76). Il fermo impegno di far conoscere ed amare Cristo deriva la sua sublime origine dall’ "amore sorgente" del Padre reso presente nella missione del Figlio e dello Spirito Santo (cfr. Ad Gentes, 2). Assorbite nell'amore travolgente di Cristo, non potete non parlare (cfr. Atti 4:20) di questa sorgente di speranza e di gioia che ha suscitato la vostra prima risposta alla chiamata del Signore e che ha continuato a darvi forza nella vita di servizio apostolico agli altri.

In un mondo in cui le ombre della povertà, dell'ingiustizia e del secolarismo coprono ogni continente, la necessità di avere discepole autentiche di Gesù Cristo è più che mai urgente. È proprio la testimonianza del Vangelo di Cristo che disperde le tenebre e illumina il cammino della pace, alimentando la speranza anche nei cuori delle persone più emarginate e avvilite. Gli uomini e le donne che incontrate, provenienti da diverse religioni, culture e gruppi sociali, in cerca del senso e della dignità della propria vita non potranno vedere appagato il loro desiderio con una sorta di vaga religiosità. Solo con una fedeltà gioiosa al Cristo e con una ferma proclamazione che Lui è il Signore – una testimonianza fondata sul suo comandamento " Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni" (cf. Mt 28:19) – potrete aiutare gli altri a conoscerlo. Così facendo farete l'esperienza della bellezza piena e fruttuosa nella vostra vocazione missionaria.

Care Sorelle, la Chiesa guarda a voi perché "parliate" di Cristo a coloro che servite e perché lo facciate loro "vedere" (cfr. Novo Millennio Ineunte, 16). Tale testimonianza richiede, anzitutto, che voi stesse contempliate il volto di Cristo. I vostri programmi di formazione iniziale e progressiva devono quindi aiutare tutte le Suore a conformarsi totalmente a Cristo e al suo amore al Padre. Perché tale formazione sia autenticamente cristiana, ogni suo aspetto deve poggiare su un fondamento spirituale profondo che modelli la vita di ogni Suora. In tal modo non solo continuerete a "vedere" Dio con gli occhi della fede ma sarete anche efficaci nel rendere la sua presenza "percettibile" agli altri attraverso l'esempio della vostra stessa vita (cfr. Vita Consecrata, 68) – vita caratterizzata dallo zelo e dalla compassione per i poveri, così solertemente associata al vostro amato fondatore.

Invocando su di voi l'intercessione di San Vincenzo Pallotti, di cui ricorre oggi l'anniversario del dies natalis, e la protezione della vostra Patrona, Maria, Regina degli apostoli, imparto con piacere su di voi e su tutte le Suore Missionarie dell'Apostolato Cattolico la mia Benedizione Apostolica.


Dal Vaticano, 22 gennaio 2004
IOANNES PAULUS II

[Traduzione dall’originale in inglese ad opera di Zenit]