Il Papa auspica che la nuova Europa riconosca la sua “linfa vitale” nel Vangelo

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CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 19 maggio 2004 (ZENIT.org).- Giovanni Paolo II è tornato a parlare di Europa auspicando che essa sappia riconoscere “la sorgente principale” del proprio patrimonio culturale e spirituale nella linfa vitale del Vangelo, e augurandosi che ognuno dei suoi cittadini sappia farsi “convinto fautore di dialogo per allargare sempre più gli spazi di libertà, civiltà e intesa nella società contemporanea”.



Questo, in sintesi, il messaggio che il Santo Padre ha inviato martedì ai partecipanti al concerto del gruppo musicale Gen Rosso, organizzato e promosso in occasione del 40° anniversario dell’Istituzione del Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-religioso che ha avuto luogo nell’Aula Paolo VI del Vaticano.

All’inizio dello spettacolo, monsignor Michael L. Fitzgerald, Presidente del Dicastero, ha dato lettura del inviato dal Santo Padre Giovanni Paolo II a lui e ai presenti al concerto.

Dopo aver ricordato che il Dicastero è stato istituito da Papa Paolo VI il 19 maggio 1964, con la Lettera Apostolica Progrediente Concilio, il Santo Padre ha salutato quanti erano riuniti nell’Aula Paolo VI per partecipare al concerto “Per il dialogo tra i popoli”.

Il Papa ha poi ringraziato gli organizzatori, gli artisti e i musicisti “per la sensibilità dimostrata verso la promozione dell’incontro di culture diverse mediante il dialogo e il reciproco rispetto”, estendendo il suo pensiero beneaugurante anche a coloro che seguivano l’evento attraverso la radio o la televisione.

Giovanni Paolo II ha quindi ricordato nel suo messaggio il recente ingresso di dieci nuovi Stati nell’Unione Europea, che ha definito “ricchi di un significativo patrimonio spirituale, civile e religioso nelle loro millenarie tradizioni”, e ha auspicato che il Signore faccia sì che la nuova Europa “sappia conservare e approfondire i valori che l’hanno resa grande, riconoscendone la sorgente principale nella linfa vitale del Vangelo”.

Il Pontefice ha poi concluso augurandosi che i partecipanti alla manifestazione sappiano diventare convinti fautori del dialogo, “per allargare sempre più gli spazi di libertà, di civiltà e di intesa nella società contemporanea”.

Com’è stato affermato nella presentazione del concerto dall’attore Vincenzo Bocciarelli, il progetto “Voglio svegliare l’aurora” di Gen Rosso è nato come CD composto da tredici canzoni che intendono“far rivivere, alla luce della sensibilità contemporanea, l’antico libro dei Salmi, riscrivendone il contenuto con parole, metafore e suoni di oggi”, con particolare attenzione alla composizione musicale.

La scelta del libro dei Salmi deriva dal fatto che “l’Europa si è formata leggendo la Bibbia e declamando i Salmi e da queste radici giudaico-cristiane si è aperta all’integrazione di altri apporti culturali ed etnici”.

“Voglio svegliare l’aurora” ha ottenuto il patrocinio della Commissione Europea, del Consiglio d’Europa e del Dipartimento per le Politiche Comunitarie del Governo Italiano. L’iniziativa è parte di un progetto più ampio, promosso dal C.E.R.U. (Centro Europeo per le Risorse Umane) di Bruxelles, intitolato “Voglio svegliare l’Europa” e patrocinato dalla Commissione Europea.

Anche nell’introduzione del concerto, così come nel messaggio del Papa, si è parlato del recente allargamento dell’Unione Europea, ricordando che “i popoli dell’Unione sono chiamati ad attingere al patrimonio della propria storia e della propria civiltà, profondamente radicata nei valori religiosi e civili, per favorire l’integrazione fra le nuove anime che la compongono”.

Questa integrazione sarà possibile solo se verranno rispettati due requisiti: “da un lato la necessaria tensione verso l’unità di tutti e dall’altro il rispetto e la valorizzazione della specificità di ciascuno”.

Il progetto “Voglio svegliare l’aurora” nasce da queste considerazioni e vuole proporre la musica come linguaggio sopranazionale, rivolto soprattutto ai giovani, “per favorire un’adesione emotiva al progetto Europa che corrobori i risultati fin qui raggiunti in campo politico, amministrativo ed economico”.

Il progetto di Gen Rosso è dedicato all’integrazione tra le culture e alla formazione di un nuovo popolo multietnico, “che ha colore della pelle diverso e parla lingue diverse, ma che ha radici comuni e su queste riflette e si interroga”.

Il concerto è collegato a due iniziative di solidarietà: un progetto socio-sanitario nella Repubblica Democratica del Congo e un progetto di dialogo, documentazione interculturale ed incontro tra l’Europa e i Paesi del Medio oriente, con particolare attenzione ai rapporti arabo-israeliani.

Monsignor Fitzgerald ha ricordato ai microfoni della “Radio Vaticana”, in un’intervista rilasciata alla vigilia dello spettacolo, l’ampio significato della parola “dialogo” per il Pontificio Consiglio da lui diretto: “dialogo di vita: vivere insieme; dialogo di collaborazione: fare delle cose insieme; dialogo dell’esperienza religiosa: essere arricchiti dalle ricchezze spirituali degli altri”.

Il Presidente del Dicastero vaticano ha poi affermato che il concerto di Gen Rosso può essere inserito in questo contesto, perché è vero che si tratta di un concerto di musica, ma questa può essere intesa come dialogo, “culturale e religioso”.

“Sappiamo che questo concerto è ispirato al libro dei Salmi, che sono testi sacri che pure parlano ad ogni tempo: scritti secoli or sono, sono ancora vivi oggi!”, ha proseguito monsignor Fitzgerald.

L’iniziativa ha ricevuto il plauso di molte personalità. Il cardinal Martini, ad esempio, ha auspicato che esso possa segnare “un passo avanti nella pace e nella comprensione tra i popoli dell’area mediterranea e del prossimo Oriente”.

Il rabbino capo della comunità ebraica di Milano, Giuseppe Laras, ha invece definito l’iniziativa “un collegamento fra passato e presente, fra antico e contemporaneo, che proietta una speranza in un domani di impegno e di consapevolezza unitamente ad una gioiosa attesa di bene”.

Gen Rosso, che per l’occasione è stato accompagnato dai musicisti dell’Orchestra Filarmonica di Milano, ed ha ospitato per i dialoghi drammatici le due voci narranti di Claudia Koll e Giovanni Scifoni, è un gruppo nato nel 1966.

Espressione artistica del Movimento dei Focolari, fondato da Chiara Lubich, ha al suo attivo 160 tour in 41 Nazioni e più di 1.700 concerti, ai quali hanno partecipato oltre 4 milioni di spettatori.