Il Papa auspica una globalizzazione per lo sviluppo dell’uomo nella ricerca del bene comune

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CITTA’ DEL VATICANO, venerdì 30 aprile 2004 (ZENIT.org).- Solo una globalizzazione animata da valori etici che promuovano lo “ sviluppo integrale di ogni uomo e di tutto l’uomo”, instillando in esso il senso di responsabilità per il bene dell’intera umanità può portare a forme di cooperazione che pongano fine agli squilibri economici e sociali presenti nel mondo, ha detto Giovanni Paolo II.



Questo il senso del discorso che il Santo Padre ha rivolto ai partecipanti alla Conferenza Internazionale sul tema: "Confronting Globalization: Global Governance and the Politics of Development", in corso da oggi fino al 1° maggio prossimo in Vaticano.

Nel suo discorso, partendo dal presupposto che “la globalizzazione costituisce un vasto fenomeno sociale che pone non poche sfide alla comunità internazionale e attende risposte efficaci ed eticamente responsabili”, il Pontefice ha sostenuto che risulta di grande utilità il tema da loro scelto, “ponendosi in ascolto delle istanze emergenti nel contesto sociale, culturale ed economico mondiale”.

“E’ necessario che il processo di globalizzazione in atto sia animato da valori etici di fondo e finalizzato allo sviluppo integrale di ogni uomo e di tutto l’uomo”, ha affermato innanzitutto il Pontefice ai partecipanti alla Conferenza organizzata dalla Fondazione vaticana "Centesimus Annus - Pro Pontifice", istituita nel 1993 in risposta all’invito proposto da Giovanni Paolo II nella enciclica da egli promulgata nel 1991, a promuovere e diffondere la conoscenza e la pratica della dottrina sociale della Chiesa.

“Occorre che le coscienze siano educate a un alto senso di responsabilità e di attenzione al bene dell’intera umanità e di ogni suo singolo componente”, ha poi aggiunto il Papa, poichè “solo a queste condizioni la famiglia umana, costituita da popoli tra loro diversi per razza, cultura e religione, potrà dar vita a forme di cooperazione economica, sociale e culturale ispirate da fraterna umanità”.

Nell’affermare poi che “la sfida resta sempre quella di dar vita a una globalizzazione solidale, individuando le cause degli squilibri economici e sociali” il Santo Padre ha infine ringraziato la Fondazione per il suo impegno che “nel rispetto delle varie culture e degli stili di vita, potrà dare il suo contributo a tutela della dignità della persona” in “una nobile forma di testimonianza cristiana protesa a permeare l’attuale nostra società dei perenni valori evangelici”.