Il Papa benedice gli agnelli la cui lana servirà a confezionare i sacri pallii

Come ogni anno in occasione della solennità di Sant’Agnese

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CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 21 gennaio 2005 (ZENIT.org).- In occasione della memoria liturgica di Sant’Agnese, Giovanni Paolo II ha benedetto questa mattina nella Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano due agnelli vivi, presentati dal Capitolo Lateranense e la cui lana sarà utilizzata per confezionare i sacri pallii.



Il pallio, insegna liturgica d’onore e di giurisdizione indossata dal Papa e dagli arcivescovi metropoliti nelle loro chiese e in quelle delle loro province, è costituito da una fascia di lana bianca larga 4-6 centimetri sulla quale spiccano sei croci di seta nera.

Inizialmente attributo esclusivo del Sommo Pontefice, venne poi accordato dal Santo Padre anche ai vescovi che avessero ricevuto dalla Sede Apostolica una speciale giurisdizione: nel 513, infatti, Papa Simmaco lo concesse a Cesario, vescovo di Arles.

Il pallio vuole simboleggiare la pecorella smarrita e ritrovata, portata sulle spalle dal Buon Pastore, e l’Agnello crocifisso per la salvezza dell’umanità. Come segno di speciale vicinanza alla Sede Apostolica, è collocato dai vescovi intorno alle spalle, proprio a simboleggiare un agnello.

Il paramento è ornato da tre spille gemmate, chiamate “aciculae”, che anticamente servivano per tenerlo fermo sul petto, sul dorso e sulla spalla sinistra.

Il Pontefice benedice i nuovi pallii il 29 giugno, in occasione della solennità dei Santi Pietro e Paolo. Essi vengono quindi riposti in un’urna di bronzo donata da Benedetto XIV e conservata nella cosiddetta “nicchia dei pallii” presso la Confessione di San Pietro.

I due agnelli sono in genere dono dei religiosi dell’Ordine dei Canonici Regolari Lateranensi, che servono la Basilica di Sant’Agnese fuori le Mura, e vengono allevati dalle religiose del convento di San Lorenzo in Panisperna.

Dopo la tosatura, le suore del monastero delle Suore di Santa Cecilia provvedono alla confezione dei pallii.

La benedizione degli agnelli ha luogo nel giorno in cui si commemora Sant’Agnese, per ricordarne la morte cruenta, avvenuta nel Circo Agognale, luogo dove sorge oggi la cripta a lei dedicata, e dove venne esposta e poi trafitta con un colpo di spada alla gola, nel modo in cui si uccidevano gli agnelli.

Nata nel III secolo da nobile famiglia, a dodici anni Agnese consacrò la propria vita a Dio facendo voto di verginità.

Dopo lo scoppio di una terribile persecuzione contro i Cristiani, venne denunciata in quanto tale dal figlio del prefetto di Roma, che la ragazza aveva respinto per tener fede alla promessa fatta al Signore.

Per questo motivo, l’iconografia raffigura spesso la Santa con una pecorella o un agnello, simboli del candore e del sacrificio.