Il Papa che si vorrebbe

Ampio il dibattito su come potrebbe essere il prossimo vescovo di Roma. Un giovane asiatico o un pontefice di transizione?

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 1115 hits

Più ci si avvicina al Conclave, più si moltiplicano le voci sui candidati che potrebbero essere eletti Papa.

I desideri dei fedeli sono chiari. Dalle interviste, dai blog, dai pensieri diffusi liberamente su Facebook e su Twitter si avverte una gran nostalgia di un Pontefice come il giovane Giovanni Paolo II, un candidato umile e buono, gran comunicatore, che incontra le genti in tutte le parti del mondo, che affascina i giovani e che riempie le piazze del pianeta.

Con grande rispetto per Benedetto XVI, sono espliciti anche i desideri per un Pontefice solido e chiaro nella dottrina, l’ideale sarebbe un mix tra l’entusiasmo e l’allegria di Giovanni Paolo II ed un giovane Joseph Ratzinger.

Un dato emerge su tutti: i fedeli pregano e invocano lo Spirito Santo perché il prossimo Pontefice sia giovane, nel corpo e nel cuore. Troppe le sofferenze passate con gli ultimi anni di agonia di Giovanni Paolo II e la rinuncia di Benedetto XVI.

Il popolo dei credenti è paziente e fiducioso nell’opera dello Spirito Santo. Gioirà e ringrazierà il Signore per un nuovo Pontefice, ma non c’è dubbio che le attese sarebbero un po’ deluse, se sarà un candidato di transizione.

In termini di situazione geopolitica, la decadenza e gli scandali dell’Europa e dei Paesi di antica evangelizzazione è tale che forse è giunto il momento di pensare ad un Pontefice non europeo. Nel vecchio continente mancano i giovani e le vocazioni, mentre crescono in America Latina, Africa e Asia.

Il Continente dove il numero di vocazioni e di battesimi è più alto, dove vivono più giovani e dove il cristianesimo ha margini enormi di diffusione è l’Asia.

Si tratta anche del continente che sta emergendo come superpotenza mondiale e dove il cristianesimo potrebbe offrire soluzioni caritatevoli e umanizzanti all’esasperato utilitarismo, ad un materialismo che cancella le persone, alle politiche che sopprimono le figlie femmine.

Un eventuale Pontefice asiatico potrebbe anche trovare la soluzione al difficile rapporto con la Cina. Certo, si tratterebbe di un enorme salto in avanti, un atto di coraggio che metterebbe la Chiesa avanti a tutti. Fu così anche con la scelta di Karol Woityla, il papa polacco che tanto bene ha portato alla Chiesa ed al mondo.

Un Pontefice asiatico farebbe crescere enormemente il numero di conversioni e di pellegrini verso la chiesa di Roma. A questo proposito bisogna ricordare che la più grande Giornata Mondiale della Gioventù si è tenuta a Manila con cinque milioni di giovani e che le Filippine sono il terzo paese al mondo per numero di cattolici. Meno di Brasile e Messico, più di Stati Uniti e Italia.

È vero che ci troveremo di fronte ad un evento epocale, ma la rinuncia al Pontificato del papa emerito Benedetto XVI, non è forse un segno di enorme discontinuità al fine di rafforzare e accelerare il processo di rinnovamento e nuova evangelizzazione?