Il Papa chiama a seguire Cristo fino alla Croce, “perché solo in Lui c’è salvezza”

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CITTA’ DEL VATICANO, 7 marzo 2004 (ZENIT.org).- Domenica 7 marzo, prima di recitare l’Angelus insieme ai fedeli convenuti in piazza San Pietro, Giovanni Paolo II ha spiegato il significato della Quaresima che “ci invita a seguire Cristo nel mistero della sua preghiera, sorgente di luce e di forza nell’ora della prova”.



“Pregare, in effetti, significa immergersi con lo spirito in Dio in atteggiamento di umile adesione alla sua volontà”.

“Da questo abbandono confidente a Dio - ha continuato il Santo Padre - deriva la luce interiore che trasfigura l’uomo, facendone un testimone della Risurrezione”.

“Ma questo - ha precisato il Papa - non può avvenire se non ascoltando Cristo e seguendolo docilmente fino alla passione e alla croce. A Lui, dunque, dobbiamo guardare, ‘perché solo in Lui, Figlio di Dio, c’è salvezza’”.

Il Vescovo di Roma ha ricordato che la stessa esortazione l’ha rivolta al mondo intero 25 anni fa, proprio all’inizio della Quaresima, nell’Enciclica Redemptor hominis

“Se l’uomo vuole capire se stesso fino in fondo, - ha concluso il Papa - deve avvicinarsi a Cristo, deve entrare in Lui, deve 'appropriarsi' ed assimilare l'intera realtà della Redenzione”.

”Quanto resta attuale questa verità anche oggi!” Ha commentato il Santo Padre.