Il Papa chiede che la commissione mista ortodosso-cattolica riprenda i suoi lavori

Ricevendo il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I

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CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 30 giugno 2004 (ZENIT.org).- Giovanni Paolo II ha chiesto martedì il riavvio del dialogo teologico attraverso la commissione mista ortodosso-cattolica, uno “strumento importante” sul cammino verso la piena unità tra le due Chiese.



Lo ha fatto ricevendo la mattina nel Palazzo Apostolico Vaticano il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I- “primus inter pares” dell’Ortodossia -, che quest’anno ha guidato personalmente la visita della delegazione del Patriarcato in occasione della solennità dei patroni di Roma, i Santi Apostoli Pietro e Paolo – festa del Papa.

La visita di Sua Santità Bartolomeo I ha voluto inoltre commemorare lo storico incontro tra Paolo VI e il Patriarca Atenagora I (nel gennaio 1964 a Gerusalemme), dopo il grande scisma d’Oriente del 15 luglio 1054 quando il legato papale Umberto da Silvacandida gettò sull’altare di Santa Sofia a Bisanzio il libello di scomunica ai danni dell’allora Patriarca di Costantinopoli Michele Cerulario, venendo a sua volta scomunicato .

Giovanni Paolo II si è richiamato martedì a questo avvenimento, chiedendo che il ricordo di quell’abbraccio “favorisca un balzo in avanti nel dialogo e nel rinsaldamento delle mutue relazioni fraterne”.

“Il dialogo teologico, attraverso la ‘Commissione mista’, rimane, a tal fine, uno strumento importante. Per questo auspico che sia quanto prima riattivato”, ha affermato il Santo Padre.

“Sono convinto, infatti, di tale urgenza – ha aggiunto – ed è volontà mia e dei miei collaboratori di avvalerci di ogni mezzo per alimentare lo spirito di reciproca accoglienza e comprensione, nella fedeltà al Vangelo e alla comune Tradizione apostolica”.

“Ci spinge su questa strada il comandamento antico e sempre nuovo dell’amore, che l’apostolo Paolo echeggiava nelle note parole: ‘Amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda’ (Rm 12,10)”, ha ricordato Giovanni Paolo II.

I rapporti di dialogo nella ricerca della piena unità tra Ortodossi e Cattolici, iniziati con il Concilio Vaticano II, hanno trovato espressione concreta con la creazione, nel 1979, di una Commissione mista internazionale tra la Chiesa cattolica romana e la Chiesa ortodossa.

Il dialogo teologico è l’obiettivo fondamentale dell’organismo, creato da Papa Giovanni Paolo II e dall’allora Patriarca di Costantinopoli, Dimitrios I – “primus inter pares” nelle Chiese ortodosse – ed ha iniziato i suoi lavori nel 1980.

“Ricominciare con il dialogo teologico internazionale che è più o meno interrotto dal 2001” è uno dei modi di intensificare il cammino verso l’unità, come ha spiegato ai microfoni di “Radio Vaticana” il cardinal Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.

Questa unità, secondo lui, in futuro risponderà ad “un’unione senza fusione e senza assorbimento: questa è la formula”, secondo quanto ha affermato il Papa stesso.

“E’ un’unità nella stessa fede, con gli stessi sacramenti, con lo stesso episcopato, nella successione apostolica, ma sarà possibile una pluralità di forme liturgiche, teologiche, spirituali, canoniche...”, ha spiegato.

“Le Chiese ortodosse conserveranno le loro forme di vita quotidiana – ha spiegato il porporato –. Il problema piuttosto sarà l’esercizio del Primato del Vescovo di Roma. C’è stato, l’anno scorso qui a Roma, un simposio a proposito. Dobbiamo continuare a studiare questo problema”.