Il Papa chiede di adottare misure che facilitino l’integrazione delle famiglie migranti

Nel suo Messaggio in vista della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

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CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 11 gennaio 2007 (ZENIT.org).- Nel suo Messaggio per la 93a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che avrà luogo domenica prossima, 14 gennaio, Benedetto XVI ha lanciato un appello ad adottare misure che facilitino l’integrazione delle famiglie migranti.



Nel Messaggio per questa Giornata che si celebrerà il 14 gennaio 2007 sul tema “La famiglia migrante”, il Papa ricorda il dramma della Famiglia di Nazareth, che come milioni di famiglie di oggi, trovò rifugio in un Paese straniero, in Egitto, sfuggendo dalla persecuzione in atto nella propria terra.

Il Santo Padre chiede poi “l'impegno della Chiesa a favore non solo dell'individuo migrante, ma anche della sua famiglia, luogo e risorsa della cultura della vita e fattore di integrazione di valori”.

“Tante sono le difficoltà che incontra la famiglia del migrante. La lontananza fra i suoi membri e il mancato ricongiungimento sono spesso occasione di rottura degli originari legami”, riconosce il messaggio pontificio.

“Si instaurano rapporti nuovi e nascono nuovi affetti; si dimenticano il passato e i propri doveri, posti a dura prova dalla lontananza e dalla solitudine. Se non si assicura alla famiglia immigrata una reale possibilità di inserimento e di partecipazione, è difficile prevedere un suo sviluppo armonico”, aggiunge il Vescovo di Roma.

Il Papa ricorda poi che la Convenzione Internazionale per la protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie, entrata in vigore il l° luglio 2003, “intende tutelare i lavoratori e le lavoratrici migranti e i membri delle rispettive famiglie”.

Per questo motivo il Pontefice chiede ai governi di ratificare gli “strumenti internazionali legali tesi a difendere i diritti dei migranti, dei rifugiati e delle loro famiglie”.

In particolare, il Santo Padre richiama l’attenzione sulla situazione delle famiglie dei rifugiati, “le cui condizioni sembrano peggiorate rispetto al passato”.

“Nei campi loro destinati, alle difficoltà logistiche, a quelle personali legate ai traumi e allo stress emozionale per le tragiche esperienze vissute, si unisce qualche volta persino il rischio del coinvolgimento di donne e bambini nello sfruttamento sessuale, come meccanismo di sopravvivenza”, constata.

Per questa ragione, il Pontefice incoraggia “un'attenta presenza pastorale” della Chiesa che, “oltre all'assistenza capace di lenire le ferite del cuore, offra un sostegno da parte della comunità cristiana in grado di ripristinare la cultura del rispetto e di far riscoprire il vero valore dell'amore”.

E’ necessario, ha aggiunto, “impegnarsi perché siano garantiti i diritti e la dignità delle famiglie e venga assicurato ad esse un alloggio consono alle loro esigenze”.

Infine, il Papa chiede ai rifugiati “di coltivare un atteggiamento aperto e positivo verso la società che li accoglie, mantenendo una disponibilità attiva alle proposte di partecipazione per costruire insieme una comunità integrata, che sia ‘casa comune’ di tutti”.

[Messaggio di Benedetto XVI per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2007]